✕
(fotogramma)

Pensioni, quota cento parte già quest'anno

Potrà lasciare il lavoro ad aprile chi avrà maturato i requisiti entro la fine del 2018. Statali, sei mesi di più
2 minuti di lettura
ROMA - I requisiti per andare in pensione anticipata con quota 100 dal prossimo anno potranno essere maturati sin da subito. Chi cioè entro il prossimo 31 dicembre arriva a sommare almeno 100 tra età anagrafica e contributiva - con almeno 62 anni e 38 di contributi fissi - può già preparare gli scatoloni. Andrà in pensione dal primo aprile 2019, se lavoratore privato. Dal primo giugno, se statale. Non solo. Dei 38 anni di contributi richiesti, fino a 3 possono essere figurativi: maturati nei periodi di disoccupazione o malattia. Novità che emergono dalla bozza del pacchetto pensioni, messa a punto per la legge di bilancio.

Il testo, ancora da limare, traduce il chiaro intento del governo di rallentare l'entrata in vigore piena della "controriforma Fornero", grazie a un ampio uso di finestre mobili. Non solo per chi ha già quota 100 o la raggiunge entro due mesi, come detto. Ma anche dopo.Dal primo gennaio, i privati uscir…
ROMA - I requisiti per andare in pensione anticipata con quota 100 dal prossimo anno potranno essere maturati sin da subito. Chi cioè entro il prossimo 31 dicembre arriva a sommare almeno 100 tra età anagrafica e contributiva - con almeno 62 anni e 38 di contributi fissi - può già preparare gli scatoloni. Andrà in pensione dal primo aprile 2019, se lavoratore privato. Dal primo giugno, se statale. Non solo. Dei 38 anni di contributi richiesti, fino a 3 possono essere figurativi: maturati nei periodi di disoccupazione o malattia. Novità che emergono dalla bozza del pacchetto pensioni, messa a punto per la legge di bilancio.

Il testo, ancora da limare, traduce il chiaro intento del governo di rallentare l'entrata in vigore piena della "controriforma Fornero", grazie a un ampio uso di finestre mobili. Non solo per chi ha già quota 100 o la raggiunge entro due mesi, come detto. Ma anche dopo.Dal primo gennaio, i privati usciranno sempre 3 mesi dopo il raggiungimento dei requisiti. Gli statali sempre 6 mesi dopo, perché - come ricordava ieri il ministro Di Maio - dovrebbero essere rimpiazzati subito per concorso, così da evitare il caos ad esempio negli ospedali. Il personale della scuola, dopo un anno. Si potranno cumulare i contributi maturati in gestioni diverse dell'Inps. Non però con quelli di casse privatizzate o Inpgi (giornalisti). Chi esce grazie a quota 100 non potrà lavorare. Il divieto di cumulo pensione-reddito durerà tra 2 e 5 anni: da decidere. Tollerati solo piccoli impieghi fino a 5 mila euro lordi annui.

E chi ha già pagato per ricongiungere i contributi, versati ad esempio ad Inpdap e Inps, pur avendo i requisiti per quota 100? Se non è ancora andato in pensione, potrà fare domanda per il rimborso in quattro rate di quanto versato. Chi invece ha richiesto la totalizzazione dei contributi (sommandoli, ma ricalcolando tutto con il contributivo) e però ha i requisiti per quota 100, potrà rinunciare alla totalizzazione e anticipare la pensione con il più vantaggioso retributivo.

Le norme intervengono anche sull'adeguamento dei requisiti previdenziali alla speranza di vita, definita dall'Istat ogni due anni. Nel 2019 l'età della vecchiaia salirà, come previsto, di 5 mesi a 67 anni. Poi però il successivo ricalcolo automatico - nel 2021-2022 - sarà bloccato ancora a 67 anni. L'altro requisito per la pensione anticipata viene invece fermato : da gennaio non si passerà a 43 anni e 3 mesi (un anno in meno per le donne). Si resterà a 42 anni e 10 mesi. Anche qui con una finestra: una volta raggiunto il traguardo, bisognerà aspettare 3 mesi. A conti fatti, uno sconto di 2 mesi. Anche quota 100 sarà aggiornata alla speranza di vita. A partire dal 2023, la combinazione 62+38 diventerà: 62 anni più qualche mese e 38 di contributi.
Opzione donna viene rifinanziata: le lavoratrici usciranno a 58 anni e 35 di contributi (59 le autonome). Pure qui i requisiti possono essere maturati entro il 31 dicembre. Ma con una finestra di un anno: trucco per portare le uscite di fatto ai 59 anni (60 per le autonome).

Arriva la pace contributiva: non è un condono. Serve a chi ha cominciato a lavorare dal 1996, in regime contributivo, per riempire i buchi contributivi. Lo può fare senza limiti sia il datore di lavoro (che deduce la somma) o il lavoratore (che la detrae). Si potrà riscattare la laurea e detrarne una parte, anche se lo fanno mamma, papà o i nonni. Si concede poi ai fondi di solidarietà di settore di anticipare a loro spese di 3 anni quota 100, solo se dietro accordo sindacale e con un pieno ricambio generazionale. Spunta infine la "norma Alitalia". Uno sconto di 2 anni per il 2019-2020 sul requisito anagrafico di vecchiaia del personale di volo, finanziato con la tassa di imbarco da 3 euro, resa strutturale.