Economia

ArcelorMittal in sella all'Ilva, ma i sindacati attaccano: "Parte malissimo"

Lanciata ArcelorMittal Italia: "Per noi asset di qualità, il fulcro dei nostri investimenti è il piano ambientale". Nel trimestre i profitti del colosso sono scesi del 25% a quota 899 milioni di euro

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MILANO - Il colosso siderurgico ArcelorMittal ha ufficialmente preso il controllo dell'Ilva, e l'operazione si sente sul suo bilancio. 

La multinazionale indiana con sede in Lussemburgo ha fatto sapere che AM Investco ha completato l'operazione di acquisizione dell'acciaieria italiana: ArcelorMittal detiene una quota del 94,4% di AM Investco Italy, mentre il 5,6% è in mano a Intesa Sanpaolo. Il contratto di acquisto è in vigore da oggi 1 novembre.

Chiusa ufficialmente la transazione, ArcelorMittal ha ora assunto la gestione completa di Ilva e ha lanciato ArcelorMittal Italia. A partire da novembre scatta dunque il contratto di affitto e obbligo di acquisto da parte di Am InvestCo, mentre dal punto di visa operativo il nuovo polo industriale italiano rientrerà in ArcelorMittal Europe.

Lakshmi Mittal, presidente e amministratore delegato del colosso, ha commentato questo passo ufficiale parlando della "conclusione della procedura di acquisizione di Ilva" come di "un'importante tappa strategica per ArcelorMittal: Ilva è un asset di qualità che offre un'opportunità unica di espandere e rafforzare la nostra presenza in Europa, acquisendo il sito di produzione di acciaio più grande" del Vecchio continente.

L'acquirente vanta nella sua nota di avere "una lunga storia di rilancio di asset poco efficienti. Sono fiducioso nel fatto che riusciremo a ripristinare le prestazioni operative, finanziarie e ambientali di Ilva e che, nel farlo, creeremo valore per la nostra società, gli stakeholder di Ilva e l'economia italiana". Aditya Mittal, che è direttore finanziario del gruppo e a capo delle attività europee, definisce "caposaldo dei nostri impegni di investimento" il programma "di investimenti ambientali, che ammontano a 1,15 miliardi di euro. I lavori sono già iniziati e, nel tempo, sono sicuro che riusciremo a realizzare la nostra visione di trasformare Ilva non solo in uno dei produttori di acciaio leader in europa ma anche in uno dei più responsabili". Aggiunge poi il manager: "Data la storia di Ilva, sara' anche ricostruire la fiducia con gli stakeholder locali, attraverso un dialogo aperto e trasparente, dimostrando loro la differenza positiva che apporteranno i nostri significativi impegni ambientali".

Dalle slide diffuse con i dati trimestrali emerge qualche dettaglio in più: il programma di investimenti per Ilva sarà di 2,4 miliardi di euro "di cui 1,15 miliardi di investimenti ambientali". E sul totale, "300 milioni", destinati al risanamento ambientale "saranno finanziati con i fondi presi dal gruppo Riva". Quindi da parte ArcelorMittal l'investimento sarà di 2,1 mld complessivi. Per la parte ambientale: 300 destinati al "pile coverage", 200 ai "coke ovens" 200 al "trattamento dei rifiuti".

L'operazione intanto si è riverberata sulla trimestrale del colosso siderurgico, il cui utile cala del 25,4% annuale nel terzo trimestre a 899 milioni di euro. I ricavi aumentano del 5% a 18,5 miliardi di dollari.

La fiducia dei manager non contagia i sindacati italiani, tanto che il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, attacca: "Parte malissimo il primo giorno della gestione targata ArcelorMittal nello stabilimento dell'Ilva di Taranto. Registriamo infatti gravissime violazioni dell'importante accordo sottoscritto il 6 settembre scorso nei confronti dei lavoratori che attualmente si collocano in cassa integrazione nell'amministrazione straordinaria". Dopo i lunghi anni del commissariamento, a detta del rappresentante sindacale non scema ancora il malumori nei lavoratori. "Dopo l'accordo del 6 settembre non è stato fatto alcun confronto con le Rsu per l'applicazione corretta dello stesso sugli organici e sui criteri di selezione - continua Palombella - e aver collocato in cassa integrazione il maggior numero dei lavoratori delle Manutenzioni è stata una scelta grave e sbagliata, perchè questi lavoratori sono indispensabili per il funzionamento degli impianti".

Palombella chiude  perentorio: "Ci aspettiamo un immediato intervento di ArcelorMittal per correggere scelte sbagliate e inaudite, prima dell'incontro previsto l'8 novembre al ministero dello Sviluppo economico. Diventa indispensabile, a questo punto, programmare immediatamente, già a partire da domani mattina, un incontro con le Rsu e le segreterie provinciali per mettere fine a questa grave situazione. In assenza di ciò - conclude - saremo costretti a mettere in campo le iniziative di lotta necessarie".