Economia

Borse incerte dopo il peggior mese dal 2012. Milano in maglia rosa, spread sotto 300 punti

Il ministro Tria 
La Manovra in Parlamento, il differenziale tra Btp e Bund in contrazione fa bene alle banche di Piazza Affari (+0,7%). Tokyo stona (-1%) per il calo delle Tlc, nel mirino per i prezzi troppo alti degli abbonamenti telefonici
2 minuti di lettura
MILANO - Le azioni asiatiche lasciano un abbrivio positivo al resto del mondo, spinte dall'impegno cinese a sostenere la crescita e dalle ultime trimestrali che hanno mostrato risultati solidi. Gli investitori, nota Bloomberg, sono in caccia di uno spiraglio di recupero dopo che ottobre è andato in archivio come il peggior mese - per le Borse globali - dal maggio del 2012. Dopo una accelerazione a metà mattina, però, le Piazze europee chiudono contrastate. Milano è la migliore con un rialzo dello 0,71%, Francoforte sale dello 0,18%, mentre Londra cede lo 0,19% e Parigi scivola dello 0,15%. A Wall Street, in attesa dei conti di Apple, quando terminano gli scambi europei il Dow Jones aggiunge lo 0,9%, lo S&P500 sale dello 0,65% e il Nasdaq dell'1,4%.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in calo a 297 punti base, mentre la Manovra ha compiuto finalmente il passo decisivo verso il Parlamento con la firma del testo al Quirinale. Il decennale italiano rende il 3,37%. L'euro e soprattutto la sterlina guadagnano qualche posizione nei confronti del dollaro: la divisa britannica in particolare dà credito ad alcune indiscrezioni secondo le quali un accordo post Brexit è ancora possibile, con ricadute positive soprattutto per il settore finanziario della City. La divisa unica europea recupera quota 1,14 dollari a fine giornata e 128,5 yen. Intanto, la Banca d'Inghilterra ha lasciato i tassi di riferimento invariati allo 0,75 per cento. La decisione è stata presa all'unanimità.
A Piazza Affari si guarda al comparto del credito, alla vigilia degli stress test dell'Eba che non suscita particolari grattacapi: il calo del differenziale porta acquisti sui titoli delle banche. Da monitorare anche il settore auto, interessato dai dati sulle immatricolazioni mentre la Toyota ha dovuto richiamare 1,6 milioni di vetture per problemi di airbag. Tra i dati emersi, balzano gli utili di Tenaris del 160% nel terzo periodo a quota 247 milioni. Positivo il comparto delle Telecomunicazioni dopo un report di Moody's che definisce "stabile" la prospettiva del settore, e anche grazie a numeri migliori del previsto da parte di Bt.

Nel panorama positivo dei mercati asiatici (con l'indice Msci Asia-Pacific in recupero delll'1% circa) ha stonato questa mattina la Borsa di Tokyo che ha terminato in calo la prima seduta di novembre, penalizzata dal comparto delle telecomunicazioni, dove si delinea un'aspra battaglia per l'abbassamento delle tariffe; è mancato il supporto delle trimestrali con i risultati poco entusiasmanti di Panasonic. Il Nikkei ha segnato una flessione dell'1,06% a quota 21.687,65, lasciando sul terreno 232 punti. Sul mercato valutario lo yen risultato è stabile a un livello di 112,80 sul dollaro, e sulla moneta unica poco sotto quota 128.

A livello macroeconomico, spicca l'indice Pmi manifatturiero stilato congiuntamente da Caixin e Markit per la Cina: si è attestato a 50,1 punti, rispetto ai 49,9 attesi dal consensus e i 50 della precedente rilevazione (che rappresentavano il valore più basso da giugno del 2017). In Gran Bretagna, l'indice Pmi manifatturiero scende invece a quota 51, minimi da 27 mesi. Più ricca l'agenda Usa: negli Stati Uniti la produttività del terzo trimestre ha continuato a crescere (+2,2%) sebbene a ritmi leggermente inferiori alle stime. Peggio delle aspettative anche le richieste di sussidi per la disoccupazione, calate di 2mila unità a quota 214mila nell'ultima settimana analizzata. L'Ism manifatturiero è sceso a 57,7 punti a ottobre, al minimo da aprile ma sempre ampiamente oltre la soglia di 50 punti che demarca la contrazione economica. Invariate le spese per costruzioni, anche in questo caso sotto le attese.

I prezzi del petrolio sono in netto calo, in attesa dei dati sulle scorte settimanali Usa. Alla chiusura delle Borse europee, il Wti cede il 2,6% a quota 63,6 dollari al barile, mentre il Brent infrange al ribasso l'asticella di 73 dollari limando 3 punti percentuali. L'oro è in buon rialzo a 1.234 dollari l'oncia.