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(ansa)

Tav, 5S e Lega prendono tempo. Parigi pronta a chiedere i danni

Il ministro Centinaio: “Serve qualche mese”. Di Maio: “Dopo 30 anni ci vuole l’analisi costi-benefici”. Ma la Francia non vuol perdere i fondi Ue, oggi Toninelli incontra la ministra di Macron  
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Obiettivo: prendere tempo. Illuminante la dichiarazione di metà pomeriggio del ministro leghista all'agricoltura, Gian Marco Centinaio: "Le infrastrutture che servono al Paese ci vedono favorevoli. Sulla Tav Salvini e Di Maio stanno parlando, stanno ragionando. Ci diamo tempo qualche mese per capire, anche a livello politico, quale posizione prendere". Insomma sulla Torino-Lione, tema diventato ancora più spinoso dopo l'imponente manifestazione a favore dell'opera di sabato scorso a Torino, il tentativo del governo è far passare il momento difficile. Di Maio aggiunge: "Devo spendere i soldi come un buon padre di famiglia. Stiamo facendo uno studio costi-benefici su tutte le opere. Dopo 30 anni non si sta dicendo che è allo zero per cento di costruzione".

Frase contorta. Ma certamente non è vero che l'opera è "allo 0 per cento" di realizzazione. E su questo punto oggi potrebbe scoppiare la polemica…
Obiettivo: prendere tempo. Illuminante la dichiarazione di metà pomeriggio del ministro leghista all'agricoltura, Gian Marco Centinaio: "Le infrastrutture che servono al Paese ci vedono favorevoli. Sulla Tav Salvini e Di Maio stanno parlando, stanno ragionando. Ci diamo tempo qualche mese per capire, anche a livello politico, quale posizione prendere". Insomma sulla Torino-Lione, tema diventato ancora più spinoso dopo l'imponente manifestazione a favore dell'opera di sabato scorso a Torino, il tentativo del governo è far passare il momento difficile. Di Maio aggiunge: "Devo spendere i soldi come un buon padre di famiglia. Stiamo facendo uno studio costi-benefici su tutte le opere. Dopo 30 anni non si sta dicendo che è allo zero per cento di costruzione".

Frase contorta. Ma certamente non è vero che l'opera è "allo 0 per cento" di realizzazione. E su questo punto oggi potrebbe scoppiare la polemica tra Italia, Francia e Unione Europea. Finora sono stati scavati 6 chilometri del tunnel di base e una ventina di chilometri di gallerie di servizio. Gran parte degli scavi sono sul versante francese anche se tutti all'interno della tratta internazionale. Se dunque il governo italiano decidesse di chiudere i cantieri, la Francia chiederebbe inevitabilmente di pagare i danni, anche solo per ripristinare la situazione delle montagne prima dell'inizio degli scavi. Questa mattina Toninelli incontrerà la sua omologa francese Elisabeth Borne.

Un incontro chiesto dall'Italia, che si terrà a Bruxelles. All'inizio di settembre erano stati gli uomini del ministero italiano a chiedere ai francesi di lasciar passare qualche settimana prima di far partire i nuovi bandi per 5 miliardi di valore complessivo della Tav. Una proroga che Parigi aveva concesso anche in considerazione dei problemi impellenti che Toninelli doveva risolvere dopo il crollo del ponte di Genova. Ma i collaboratori di Borne avevano posto due condizioni: il rispetto degli accordi internazionali firmati dall'Italia per realizzare il tunnel di base e il fatto che la dilazione non provocasse ritardi nel cronoprogramma tali da causare una riduzione dei finanziamenti europei. Bruxelles infatti decurta gli stanziamenti agli Stati che non rispettano i tempi di avanzamento delle opere.

Questa mattina potrebbe dunque arrivare il momento della verità. Perché se la strategia è quella annunciata da Centinaio, ottenere dai francesi "qualche mese di tempo" per decidere il da farsi, è sicuro che l'Europa considererebbe il ritardo una violazione degli accordi e scatterebbe automaticamente la riduzione dei finanziamenti. Soprattutto, la Francia addebiterebbe all'Italia il costo dei minori introiti. Per questi motivi la strategia della perdita di tempo non sembra ulteriormente percorribile.

In queste settimane il governo di Parigi ha cercato di evitare lo scontro diretto con Roma, almeno su questo tema. Ed è probabile che la visita di Mattarella nella capitale francese, in concomitanza con le celebrazioni per la fine della Prima Guerra Mondiale, sia servita anche a cercare di stemperare le asperità che caratterizzano i rapporti tra i due paesi sull'immigrazione e le scelte di politica economica. La Tav è certamente un tema meno rilevante dei primi due ma potrebbe diventare un terzo focolaio di incendio. Questo spiega la prudenza di Borne negli ultimi giorni. Ma le richieste italiane di oggi potrebbero far precipitare la situazione.

Intanto sul versante francese, a Saint Martin La Porte, si continua a scavare il tunnel di base. La talpa ha superato il 60 per cento del primo tratto di 9 chilometri previsto dal progetto. Tratto sperimentale solo perché è utile a tarare le macchine, non certo perché serva a decidere se fare l'opera. Anche perché la decisione di bloccare dovrebbe essere approvata dal Parlamento dove Di Maio non ha i numeri per far passare il provvedimento senza l'appoggio dei leghisti. E dopo la manifestazione di sabato a Torino quell'appoggio da Salvini sembra piuttosto improbabile che arrivi.