Economia

Inps, crescono le assunzioni stabili. Continua il boom delle trasformazioni

I dati dell'Osservatorio sul precariato dell'istituto di previdenza: nei primi nove mesi 168 mila contratti a tempo indeterminato in più. Continua la fuga dai contratti a termine

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MILANO - Assunzioni stabili in crescita a settembre e nel complesso nei primi nove mesi dell'anno, a fronte di un drastico soprattutto negli ultimi mesi del ricorso a contratti a termine. È quanto mette in luce l'Inps nell'ultimo aggiornamento dell'Osservatorio sul precariato, relativo al mese di settembre. I dati come sempre sono di fonte amministrativa quindi riflettono il flusso dei contratti attivati e cessati e non il numero effettivo di occupati e si riferiscono al solo settore privato.

Da gennaio a settembre la variazione netta dei rapporti stabili, cioè la differenza tra assunzioni e cessazioni, è stata pari a 168.937 unità. Un dato che risente soprattutto del boom delle trasformazioni di rapporti a tempo indeterminato passate dalle 272.812 dei primi 9 mesi del 2017 a 397.374 (+45,6%).

Tra le assunzioni - sottolinea l'Inps - nei primi nove mesi risultano in crescita tutte le componenti: i contratti a tempo indeterminato  aumentano del 3,4%, i contratti a tempo determinato crescono del 4,7% e i contratti di apprendistato dell'11%. I contratti stagionali avanzano del 4,6%, i contratti in somministrazione del 7,3% e i contratti intermittenti segnano un +6,2%. Risultano in contrazione, invece, i rapporti di apprendistato confermati alla conclusione del periodo formativo (-17,6%); questa flessione - spiega l'Inps - può essere ricondotta alla scadenza nel 2018 del triennio formativo degli apprendisti assunti nel 2015, anno in cui, a causa della possibilità di utilizzo dell'esonero triennale, le assunzioni in apprendistato hanno registrato una notevole riduzione rispetto agli anni precedenti. Anche tra le cessazioni sono aumentate tutte le tipologie all'infuori di quelle dei rapporti a tempo indeterminato (-4,4%).

Guardando ai dati degli ultimi mesi spicca la netta flessione dei contratti a termine. La variazione netta è negativa di 58.824 unità, dopo -98.611 di luglio. Troppo presto però per collegare la flessione agli effetti del decreto dignità, che ha introdotto una stretta pesante contro il ricorso a questi contratti. Il provvedimento è entrato in vigore alla fine di luglio ma ha lasciato aperta una finestra transitoria fino a fine ottobre quindi gli effetti pieni potranno essere valutati solo a partire da novembre.

Sempre oggi l'Inps ha diffuso anche i dati sulla cassa integrazione. A ottobre l'Inps ha autorizzato alle aziende, nel complesso, 19,2 milioni di ore con un aumento del 69,7% su settembre e un calo del 47% su ottobre 2017. Nei primi 10 mesi dell'anno sono stati autorizzati 181,25 milioni di ore di cassa con un calo del 39,76% rispetto ai primi 10 mesi del 2017. L'Inps ricorda che i dati sulle integrazioni salariali degli ultimi mesi non sono agevolmente confrontabili perché risentono di modifiche sostanziali e procedurali. In particolare è stata modificata la durata delle prestazioni con un massimo per i trattamenti ordinari e straordinari di 24 mesi nel quinquennio mobile (36 mesi se c'è la solidarietà).