Enel Green Power punta sull’Africa
Luca Pagni , dal nostro inviato LUCA PAGNINuova centrale fotovoltaica in Zambia. L’obiettivo del gruppo è diventare il primo del continente nelle rinnovabili
LUSAKA (Zambia) - Il primo progetto di Enel Green Power nelle rinnovabili in Africa che si concretizza da due anni a questa parte, nasce in uno dei paesi piu' poveri di tutta la regione subsahariana. In Zambia è appena entrata in funzione una centrale fotovoltaica costata 30 milioni di euro, per una potenza installata da 34 megawatt. Non un impianto di grande dimensioni, ma un'occasione nella quale il gruppo italiano non poteva non esserci, per rilanciare la sua ambizione di diventare la prima utility nelle rinnovabili di tutto il continente, vicina a superare il milione di megawatt.
In realtà, il gruppo guidato dall'amministratore delegato Antonello Cammisecra - come tutte le grandi società del settore - spera che sia finalmente arrivato il momento del grande boom delle rinnovabili in Africa. E lo Zambia, un paese in cui solo il 30% della popolazione ha un collegamento con la rete elettrica, ma la domanda di energia cresce del 5-6% all'anno…
In realtà, il gruppo guidato dall'amministratore delegato Antonello Cammisecra - come tutte le grandi società del settore - spera che sia finalmente arrivato il momento del grande boom delle rinnovabili in Africa. E lo Zambia, un paese in cui solo il 30% della popolazione ha un collegamento con la rete elettrica, ma la domanda di energia cresce del 5-6% all'anno…
LUSAKA (Zambia) - Il primo progetto di Enel Green Power nelle rinnovabili in Africa che si concretizza da due anni a questa parte, nasce in uno dei paesi piu' poveri di tutta la regione subsahariana. In Zambia è appena entrata in funzione una centrale fotovoltaica costata 30 milioni di euro, per una potenza installata da 34 megawatt. Non un impianto di grande dimensioni, ma un'occasione nella quale il gruppo italiano non poteva non esserci, per rilanciare la sua ambizione di diventare la prima utility nelle rinnovabili di tutto il continente, vicina a superare il milione di megawatt.
In realtà, il gruppo guidato dall'amministratore delegato Antonello Cammisecra - come tutte le grandi società del settore - spera che sia finalmente arrivato il momento del grande boom delle rinnovabili in Africa. E lo Zambia, un paese in cui solo il 30% della popolazione ha un collegamento con la rete elettrica, ma la domanda di energia cresce del 5-6% all'anno, potrebbe fare scuola.
Il governo si è dotato di un piano di crescita, ha approvato una regolazione per il settore e ha trovato un accordo con la Banca Mondiale per fornire garanzie economiche agli investitori internazionali. Non per nulla, Enel partecipa anche alle prossime gare, puntando ad aggiudicarsi almeno altri due impianti entro il prossimo anno.
Lo Zambia si assomma ai 700 megawatt di impianti (tra eolico e solare) già in funzione in Sudafrica - la grande potenza continentale delle rinnovabili - ai quali se ne aggiungeranno altri 500 dal prossimo anno per gare che sono state già aggiudicate. Sempre nella prima metà del 2019, partiranno le opere in Marocco per la mega centrale eolica da 850 megawatt e in Etiopia si attende il via libera definitivo per una centrale solare da 100 megawatt. Un ufficio commerciale è stato aperto in Kenia e passi analoghi sono stati compiuti in Ghana, Senegal e Costa d'Avorio.
Ma è davvero arrivato il momento dell'Africa o siamo di fronte a una nuova falsa partenza? Secondo le ultime proiezioni dell'International Energy Agency nel 2030 ci saranno 675 milioni di cittadini senza elettricità soltanto nell'Africa subsahariana, rispetto ai 590 milioni di oggi. Alla base ragioni demografiche e di crescita economica.
Un fenomeno che si intreccia con un'urbanizzazione inarrestabile e con l'aumento della domanda di energia. L'accesso all'energia in Africa è aumentato dal 34% del 2000 al 52% del 2016, ma la disponibilità è la più bassa del mondo. Le rinnovabili rappresentano oggi il 23% della capacità installata complessiva nel continente, ma solo il 2% del totale mondiale.
In realtà, il gruppo guidato dall'amministratore delegato Antonello Cammisecra - come tutte le grandi società del settore - spera che sia finalmente arrivato il momento del grande boom delle rinnovabili in Africa. E lo Zambia, un paese in cui solo il 30% della popolazione ha un collegamento con la rete elettrica, ma la domanda di energia cresce del 5-6% all'anno, potrebbe fare scuola.
Il governo si è dotato di un piano di crescita, ha approvato una regolazione per il settore e ha trovato un accordo con la Banca Mondiale per fornire garanzie economiche agli investitori internazionali. Non per nulla, Enel partecipa anche alle prossime gare, puntando ad aggiudicarsi almeno altri due impianti entro il prossimo anno.
Lo Zambia si assomma ai 700 megawatt di impianti (tra eolico e solare) già in funzione in Sudafrica - la grande potenza continentale delle rinnovabili - ai quali se ne aggiungeranno altri 500 dal prossimo anno per gare che sono state già aggiudicate. Sempre nella prima metà del 2019, partiranno le opere in Marocco per la mega centrale eolica da 850 megawatt e in Etiopia si attende il via libera definitivo per una centrale solare da 100 megawatt. Un ufficio commerciale è stato aperto in Kenia e passi analoghi sono stati compiuti in Ghana, Senegal e Costa d'Avorio.
Ma è davvero arrivato il momento dell'Africa o siamo di fronte a una nuova falsa partenza? Secondo le ultime proiezioni dell'International Energy Agency nel 2030 ci saranno 675 milioni di cittadini senza elettricità soltanto nell'Africa subsahariana, rispetto ai 590 milioni di oggi. Alla base ragioni demografiche e di crescita economica.
Un fenomeno che si intreccia con un'urbanizzazione inarrestabile e con l'aumento della domanda di energia. L'accesso all'energia in Africa è aumentato dal 34% del 2000 al 52% del 2016, ma la disponibilità è la più bassa del mondo. Le rinnovabili rappresentano oggi il 23% della capacità installata complessiva nel continente, ma solo il 2% del totale mondiale.