Manovra, governo la cambierà. "Ma non per 5 miliardi"
Il premier italiano Conte parla da Buenos Aires: "La procedura d'infrazione non è auspicabile, le fibrillazioni sui mercati possono metterci in difficoltà". L'approdo in aula della legge di Bilancio slitta ancora
ROMA - Il governo sarebbe pronto a rimodulare la manovra, in modo da risparmiare fino a 5 miliardi e da spingere il rapporto tra il deficit e il Pil addirittura verso il 2,1%. L'agenzia d'informazione Adnkronos - che cita "autorevoli fonti di governo" - sostiene che l'Italia è pronta a fare un passo molto forte incontro alle richieste dell'Unione europea.
Ma in serata fonti di Palazzo Chigi negano tutto: che la correzione si spingerà fino a 5 miliardi e che l'obiettivo sia un rapporto deficit/Pil così prossimo al 2 per cento. Smentito anche che le due riforme simbolo dell'esecutivo - riforma della Fornero e reddito di cittadinanza - prenderanno corpo solo a giugno del 2019.
Una trattativa con Bruxelles, in gni caso, è in piedi. Secondo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "non è affatto auspicabile" una procedura di infrazione Ue contro l'italia. Parlando a Bu…
Ma in serata fonti di Palazzo Chigi negano tutto: che la correzione si spingerà fino a 5 miliardi e che l'obiettivo sia un rapporto deficit/Pil così prossimo al 2 per cento. Smentito anche che le due riforme simbolo dell'esecutivo - riforma della Fornero e reddito di cittadinanza - prenderanno corpo solo a giugno del 2019.
Una trattativa con Bruxelles, in gni caso, è in piedi. Secondo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "non è affatto auspicabile" una procedura di infrazione Ue contro l'italia. Parlando a Bu…
ROMA - Il governo sarebbe pronto a rimodulare la manovra, in modo da risparmiare fino a 5 miliardi e da spingere il rapporto tra il deficit e il Pil addirittura verso il 2,1%. L'agenzia d'informazione Adnkronos - che cita "autorevoli fonti di governo" - sostiene che l'Italia è pronta a fare un passo molto forte incontro alle richieste dell'Unione europea.
Ma in serata fonti di Palazzo Chigi negano tutto: che la correzione si spingerà fino a 5 miliardi e che l'obiettivo sia un rapporto deficit/Pil così prossimo al 2 per cento. Smentito anche che le due riforme simbolo dell'esecutivo - riforma della Fornero e reddito di cittadinanza - prenderanno corpo solo a giugno del 2019.
Una trattativa con Bruxelles, in gni caso, è in piedi. Secondo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "non è affatto auspicabile" una procedura di infrazione Ue contro l'italia. Parlando a Buenos Aires dove è per il G20, Conte ha detto che una procedura "ci pone in difficoltà anche per le fibrillazioni nei mercati" che verrebbero a crearsi. "Lo dico - precisa il premier - fermo restante che crediamo di essere nel giusto".
Conte è "assolutamente fiducioso" che una soluzione con l'Europa sulla manovra possa essere trovata entro la riunione dei ministri economici e finanziari all'Ecofin del 17 dicembre. "I numeri? Quelli sono l'ultima cosa".
E al commissario europeo Moscovici che chiede una riduzione del deficit "concepita in modo credibile", Conte ribatte: "Le nostre azioni sono credibili".
Il fatto che l'economia italiana stia rallentando "è la conferma che dobbiamo assolutamente fare una manovra con il segno diverso - continua il presidente del Consiglio - Non possiamo andare in recessione. Dobbiamo crescere, rafforzando il piano per gli investimenti".
Intanto i lavori parlamentari sono fermi in attesa di novità: "E' evidente che almeno di un giorno si slitta ancora", dice il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, parlando dei tempi dell'approdo in Aula della manovra. Oggi è stato deciso un primo slittamento da lunedì a martedì. Ma gli emendamenti del governo, che non arriveranno prima di domani sera, generano un ulteriore rinvio a mercoledì.
Il governo ha comunicato che presenterà il suo pacchetto di modifiche non più domani mattina alle 9, ma domani alle 19. Per questo la commissione Bilancio è convocata per domenica alle 14, per esaminare gli emendamenti del governo e le circa 500 proposte di modifica presentate dai gruppi.
Il pacchetto di emendamenti dovrebbero contenere anche interventi in favore delle aree colpite da terremoti ed alluvioni.
Ma in serata fonti di Palazzo Chigi negano tutto: che la correzione si spingerà fino a 5 miliardi e che l'obiettivo sia un rapporto deficit/Pil così prossimo al 2 per cento. Smentito anche che le due riforme simbolo dell'esecutivo - riforma della Fornero e reddito di cittadinanza - prenderanno corpo solo a giugno del 2019.
Una trattativa con Bruxelles, in gni caso, è in piedi. Secondo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "non è affatto auspicabile" una procedura di infrazione Ue contro l'italia. Parlando a Buenos Aires dove è per il G20, Conte ha detto che una procedura "ci pone in difficoltà anche per le fibrillazioni nei mercati" che verrebbero a crearsi. "Lo dico - precisa il premier - fermo restante che crediamo di essere nel giusto".
Conte è "assolutamente fiducioso" che una soluzione con l'Europa sulla manovra possa essere trovata entro la riunione dei ministri economici e finanziari all'Ecofin del 17 dicembre. "I numeri? Quelli sono l'ultima cosa".
E al commissario europeo Moscovici che chiede una riduzione del deficit "concepita in modo credibile", Conte ribatte: "Le nostre azioni sono credibili".
Il fatto che l'economia italiana stia rallentando "è la conferma che dobbiamo assolutamente fare una manovra con il segno diverso - continua il presidente del Consiglio - Non possiamo andare in recessione. Dobbiamo crescere, rafforzando il piano per gli investimenti".
Intanto i lavori parlamentari sono fermi in attesa di novità: "E' evidente che almeno di un giorno si slitta ancora", dice il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, parlando dei tempi dell'approdo in Aula della manovra. Oggi è stato deciso un primo slittamento da lunedì a martedì. Ma gli emendamenti del governo, che non arriveranno prima di domani sera, generano un ulteriore rinvio a mercoledì.
Il governo ha comunicato che presenterà il suo pacchetto di modifiche non più domani mattina alle 9, ma domani alle 19. Per questo la commissione Bilancio è convocata per domenica alle 14, per esaminare gli emendamenti del governo e le circa 500 proposte di modifica presentate dai gruppi.
Il pacchetto di emendamenti dovrebbero contenere anche interventi in favore delle aree colpite da terremoti ed alluvioni.