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Fca lancia l'allarme: "Con l'ecotassa investimenti a rischio"

Il gruppo automobilistico: “Possibili revisioni del piano”. Erano previsti cinque miliardi per gli stabilimenti italiani
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Torino - L’ecotassa mette a rischio il piano di Fca per gli stabilimenti italiani. I vertici del Lingotto disertano dunque la riunione congiunta dei consigli regionale e comunale del Piemonte e di Torino parlando di «scenario alterato» del settore auto con l’adozione di un sistema di bonus/malus che penalizzi le auto ad alimentazione tradizionale a vantaggio di quelle elettriche o ibride. Un grido d’allarme che finirà per colpire soprattutto le produzioni delle utilitarie, come la Panda, costruita a Pomigliano, città di origine di Luigi Di Maio. Ed è proprio lo stesso vicepresidente del Consiglio a tentare, in serata, di gettare acqua sul fuoco: «Troveremo una soluzione senza shock o danni ai piani industriali delle aziende». Sembra di capire che il governo voglia modificare la norma lasciando i bonus per chi compera auto pulite, elettriche o ibride, ma eliminando i malus per chi compera vetture a benzina o diesel. Una mos…
Torino - L’ecotassa mette a rischio il piano di Fca per gli stabilimenti italiani. I vertici del Lingotto disertano dunque la riunione congiunta dei consigli regionale e comunale del Piemonte e di Torino parlando di «scenario alterato» del settore auto con l’adozione di un sistema di bonus/malus che penalizzi le auto ad alimentazione tradizionale a vantaggio di quelle elettriche o ibride. Un grido d’allarme che finirà per colpire soprattutto le produzioni delle utilitarie, come la Panda, costruita a Pomigliano, città di origine di Luigi Di Maio. Ed è proprio lo stesso vicepresidente del Consiglio a tentare, in serata, di gettare acqua sul fuoco: «Troveremo una soluzione senza shock o danni ai piani industriali delle aziende». Sembra di capire che il governo voglia modificare la norma lasciando i bonus per chi compera auto pulite, elettriche o ibride, ma eliminando i malus per chi compera vetture a benzina o diesel. Una mossa che però avrà dei costi per le casse pubbliche.

È un fatto che la proposta di legge ha provocato il primo, vero, scontro frontale tra i nuovi vertici del Lingotto e il governo gialloverde. A ben vedere la polemica è soprattutto con la componente grillina che ha presentato l’emendamento: i sottosegretari Michele Dell’Orco, ai Trasporti, e Davide Crippa, al Mise. La proposta prevede penalizzazioni comprese tra i 150 e il 3.000 euro per chi acquista auto che emettano CO2 in quantità superiori ai 110 grammi per chilometro. Un sistema che, facendo l’esempio della Panda, prodotta a Pomigliano, potrebbe provocare aumenti di prezzo compresi tra i 300 e i 1.000 euro.

Cifre in grado di penalizzare molto un modello che viene venduto a prezzi tra i 7 e i 10 mila euro. Nei primi undici mesi del 2018 Fca ha venduto in Italia circa 112.000 Panda, il modello di gran lunga più venduto nella Penisola. Colpire quella produzione avrebbe inevitabili effetti sulla capacità di autofinanziamento del gruppo mettendo a rischio il piano presentato ai sindacati il 29 ottobre scorso. Questo almeno è il timore del nuovo responsabile delle attività europee. Pietro Gorlier ha scritto nella sua lettera agli enti locali torinesi che la legge «altera l’intero quadro di azione all’interno del quale il piano per l’Italia era stato delineato. Al momento non abbiamo ancora visibilità su quale sarà lo scenario normativo nei prossimi anni».

Il passaggio è centrale: oltre alla questione delle penalizzazioni c’è il fatto che il sistema del bonus/malus dovrebbe entrare in vigore entro 15 giorni, già il primo gennaio prossimo. Impedendo così ai costruttori di avere il tempo di adeguare le produzioni ai nuovi criteri: «È un fatto - scrive Gorlier - che il sistema bonus/malus, qualora attuato secondo l’impianto approvato in prima lettura alla Camera, inciderà significativamente sulla dinamica del mercato in una fase di transizione del settore estremamente delicata modificando i presupposti alla base del nostro piano industriale». 

Come evitare il blocco di 5 miliardi di investimenti in Italia? Fca ha annunciato nei prossimi tre anni un più deciso investimento sull’elettrico e sulle auto ibride (a partire dalla 500e che verrà realizzata a Mirafiori) ma ha bisogno di tempo per installare le nuove linee e adeguare i motori.

L’allarme di Fca è stato accolto con toni diversi dai grillini. Al preoccupato Di Maio che garantisce di non voler creare shock ai costruttori risponde indirettamente la torinese Laura Castelli: «L’ecotassa è un percorso che l’Europa chiede e che è quasi obbligatorio. Se la misura è troppo penalizzante se ne discute ma si deve andare in quella direzione». 

Tutto è rinviato al Senato dove l’ecotassa dovrebbe essere modificata. Pesanti i commenti delle opposizioni: «È un provvedimento ostile verso chi investe e crea lavoro», dice Piero Fassino (Pd). «L’incertezza generata dal provvedimento del governo è inquietante», aggiunge Sergio Chiamparino, presidente del Piemonte. La riunione con gli enti locali è rinviata a gennaio.