Manovra, rush finale. La retromarcia del governo vale 6,4 miliardi euro
Roberto Petrini , di ROBERTO PETRINIL‘accordo con Bruxelles sul deficit allo 2,04 per cento taglierebbe quota 100 e reddito di cittadinanza per 4,2 miliardi. Tagli o nuove entrate per gli altri 2,2 miliardi. Previste dismissioni per 10 miliardi per abbassare il debito dal 130 per cento del Pil al 129,2.
Rush finale per cambiare la manovra, approvata dalla Camera e ora in stand by al Senato. Se "l'ultimo miglio" del negoziato che prosegue oggi a Bruxelles avrà buon esito, nascerà la legge di Bilancio-bis. Sarà necessario probabilmente un "addendum" alla nota di aggiornamento al Def per variare i saldi di bilancio (dal 2,4 al 2,04 di deficit-Pil) e arriverà un maxiemendamento. Obiettivo: ridimensionare quota 100 e reddito di cittadinanza, ottenendo circa 4,2 miliardi oltre a reperire nuove risorse per circa 2,2 miliardi. In tutto la retromarcia del governo sul deficit è di 0,36 punti di Pil, circa 6,48 miliardi, 4,2 dalle misure bandiera e 2,2 da nuovi tagli.
In prima battuta le pensioni, dove già ieri circolava una bozza di emendamento: 2,7 miliardi saranno reperiti restringendo la spesa per quota 100 da 6,7 miliardi a 4 miliardi. Sostanzialmente la platea degli interessasti scenderà a circa 300 mila unit&…
In prima battuta le pensioni, dove già ieri circolava una bozza di emendamento: 2,7 miliardi saranno reperiti restringendo la spesa per quota 100 da 6,7 miliardi a 4 miliardi. Sostanzialmente la platea degli interessasti scenderà a circa 300 mila unit&…
Rush finale per cambiare la manovra, approvata dalla Camera e ora in stand by al Senato. Se "l'ultimo miglio" del negoziato che prosegue oggi a Bruxelles avrà buon esito, nascerà la legge di Bilancio-bis. Sarà necessario probabilmente un "addendum" alla nota di aggiornamento al Def per variare i saldi di bilancio (dal 2,4 al 2,04 di deficit-Pil) e arriverà un maxiemendamento. Obiettivo: ridimensionare quota 100 e reddito di cittadinanza, ottenendo circa 4,2 miliardi oltre a reperire nuove risorse per circa 2,2 miliardi. In tutto la retromarcia del governo sul deficit è di 0,36 punti di Pil, circa 6,48 miliardi, 4,2 dalle misure bandiera e 2,2 da nuovi tagli.
In prima battuta le pensioni, dove già ieri circolava una bozza di emendamento: 2,7 miliardi saranno reperiti restringendo la spesa per quota 100 da 6,7 miliardi a 4 miliardi. Sostanzialmente la platea degli interessasti scenderà a circa 300 mila unità (dai 430 mila previsti): ci saranno 3 anni di tempo "sperimentali" per sfruttare l'opportunità di uscita. I paletti dovrebbero scoraggiare circa il 15 per cento della platea: divieto di cumulo lavoro-pensione sopra i 5.000 euro, finestra semestrale per gli statali che si aprirebbe solo il 1° ottobre del prossimo anno per chi ha maturato i requisiti ad aprile, differimento del pagamento del Tfr, quattro finestre trimestrali per i privati.
Il reddito di cittadinanza dovrebbe perdere risorse per circa 1,5 miliardi, passando dai 9 previsti a 7,5 miliardi. Il vecchio obiettivo è quello di raggiungere 1,8 milioni di famiglie (pari a 5 milioni di persone) e potrebbe essere diluito: anche in questo caso si opererà con i paletti. Per ottenere l'integrazione a 780 euro mensili bisognerà dimostrare criteri reddituali e patrimoniali, si considererà la casa, l'esistenza di un conto in banca e, soprattutto, la misura scatterà solo con un livello compatibile di reddito familiare Isee (la denuncia dei redditi che consente di accedere ai servizi sociali).
"Prelevati" i 4,2 miliardi dal restringimento delle due misure bandiera, si dovranno trovare altri 2,2 miliardi ricorrendo a tagli o nuove entrate. La parola magica è spendig review che nell'attuale legge di Bilancio è appena accennata con spostamenti di fondi e con tagli per circa 400 milioni. Si conferma anche il blocco della indicizzazione piena sulle pensioni oltre i 1.500 euro netti che sarebbe scattato dal prossimo anno.
L'altra misura che prende corpo, garantita da Conte ieri nel vertice di Bruxelles è quella di una quota di dismissioni immobiliari e mobiliari, per 1 punto di Pil, circa 18 miliardi , che consentiranno di abbassare il debito rispetto alla manovra già approvata dalla Camera, dal 130 al 129,2 per cento. Il centro dell'intera operazione dovrebbe essere la Cassa Depositi e prestiti.
In prima battuta le pensioni, dove già ieri circolava una bozza di emendamento: 2,7 miliardi saranno reperiti restringendo la spesa per quota 100 da 6,7 miliardi a 4 miliardi. Sostanzialmente la platea degli interessasti scenderà a circa 300 mila unità (dai 430 mila previsti): ci saranno 3 anni di tempo "sperimentali" per sfruttare l'opportunità di uscita. I paletti dovrebbero scoraggiare circa il 15 per cento della platea: divieto di cumulo lavoro-pensione sopra i 5.000 euro, finestra semestrale per gli statali che si aprirebbe solo il 1° ottobre del prossimo anno per chi ha maturato i requisiti ad aprile, differimento del pagamento del Tfr, quattro finestre trimestrali per i privati.
Il reddito di cittadinanza dovrebbe perdere risorse per circa 1,5 miliardi, passando dai 9 previsti a 7,5 miliardi. Il vecchio obiettivo è quello di raggiungere 1,8 milioni di famiglie (pari a 5 milioni di persone) e potrebbe essere diluito: anche in questo caso si opererà con i paletti. Per ottenere l'integrazione a 780 euro mensili bisognerà dimostrare criteri reddituali e patrimoniali, si considererà la casa, l'esistenza di un conto in banca e, soprattutto, la misura scatterà solo con un livello compatibile di reddito familiare Isee (la denuncia dei redditi che consente di accedere ai servizi sociali).
"Prelevati" i 4,2 miliardi dal restringimento delle due misure bandiera, si dovranno trovare altri 2,2 miliardi ricorrendo a tagli o nuove entrate. La parola magica è spendig review che nell'attuale legge di Bilancio è appena accennata con spostamenti di fondi e con tagli per circa 400 milioni. Si conferma anche il blocco della indicizzazione piena sulle pensioni oltre i 1.500 euro netti che sarebbe scattato dal prossimo anno.
L'altra misura che prende corpo, garantita da Conte ieri nel vertice di Bruxelles è quella di una quota di dismissioni immobiliari e mobiliari, per 1 punto di Pil, circa 18 miliardi , che consentiranno di abbassare il debito rispetto alla manovra già approvata dalla Camera, dal 130 al 129,2 per cento. Il centro dell'intera operazione dovrebbe essere la Cassa Depositi e prestiti.