Spread in calo con il passo indietro del governo sul deficit. Borse Ue poco mosse dopo la Bce
Flavio Bini, di FLAVIO BINIIl differenziale in flessione dopo che il presidente Conte ha proposto a Bruxelles una riduzione fino al 2%. Draghi conferma la fine del Qe, "ma reinvestiremo i titoli in scadenza"
MILANO - L'arretramento del governo sul deficit previsto per il 2019, che il presidente Conte ha indicato al 2,04% rispetto al 2,4% inizialmente prospettato, è ben accolto dagli investitori con lo spread che scende ulteriormente a 268 punti dopo il maxi calo di ieri tornando ai minimi da fine settembre. Il rendimento del titolo decennale italiano si mantiene al di sotto del 3%, al 2,9%.
La giornata internazionale dei mercati è stata tutta concentrata sulla riunione del consiglio direttivo della Banca Centrale Europa, che ha confermato la fine prevista per il Qe, con lo stop agli acquisti netti a partire da gennaio. Draghi ha però assicurato che la posizione resta accomodante e che il reinvestimento dei bond in scadenza continuerà nelle giurisdizioni in cui vengono a maturare i titoli, anche se ci sarà un graduale riallineamento alle variazioni delle capital key sancite la scorsa settimana. Le Borse europee terminano così incerte anc…
La giornata internazionale dei mercati è stata tutta concentrata sulla riunione del consiglio direttivo della Banca Centrale Europa, che ha confermato la fine prevista per il Qe, con lo stop agli acquisti netti a partire da gennaio. Draghi ha però assicurato che la posizione resta accomodante e che il reinvestimento dei bond in scadenza continuerà nelle giurisdizioni in cui vengono a maturare i titoli, anche se ci sarà un graduale riallineamento alle variazioni delle capital key sancite la scorsa settimana. Le Borse europee terminano così incerte anc…
MILANO - L'arretramento del governo sul deficit previsto per il 2019, che il presidente Conte ha indicato al 2,04% rispetto al 2,4% inizialmente prospettato, è ben accolto dagli investitori con lo spread che scende ulteriormente a 268 punti dopo il maxi calo di ieri tornando ai minimi da fine settembre. Il rendimento del titolo decennale italiano si mantiene al di sotto del 3%, al 2,9%.
La giornata internazionale dei mercati è stata tutta concentrata sulla riunione del consiglio direttivo della Banca Centrale Europa, che ha confermato la fine prevista per il Qe, con lo stop agli acquisti netti a partire da gennaio. Draghi ha però assicurato che la posizione resta accomodante e che il reinvestimento dei bond in scadenza continuerà nelle giurisdizioni in cui vengono a maturare i titoli, anche se ci sarà un graduale riallineamento alle variazioni delle capital key sancite la scorsa settimana. Le Borse europee terminano così incerte anche dopo la conferenza stampa di Draghi. Milano è la migliore del Vecchio continente e riesce a difendere un +0,54%, con le banche che beneficiano del calo del differenziale.deboli le altre: Londra e Francoforte cedono lo 0,06% e Parigi lo 0,26%. L'euro è in calo sotto 1,13 dollari e passa di mano a a 1,1347 dollari. Wall Street, dopo la buona chiusura di ieri sera, vive una giornata contrastata al termine della quale il Dow Jones sale dello 0,28%, il Nasdaq perde lo 0,39% e lo S&P 500 cede lo 0,03%. Positiva Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso questa mattina in rialzo dello 0,99% scommettendo sul disgelo commerciale tra Usa e Cina.
La giornata macroeconomica registra l'inflazione in Germania e in Francia: confermata a +0,1% a novembre nel primo caso, per il 2,3% annuo, mentre rallenta all'1,9% tendenziale nel secondo. Negli Stati Uniti, i sussidi settimanali di disoccupazione sono scesi di 27.000 unità a quota 206.000, raggiungendo così il livello più basso delle ultime 12 settimane. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che prevedevano 226.000 unità. I prezzi all'import di novembre hanno segnato il peggior calo da agosto 2015 scendendo dell'1,6%.
Petrolio in calo a New York, dove le quotazioni perdono l'1,19% a 51,76 dollari al barile. L'oro cede lo 0,25%, poco sopra 1.240 dollari l'oncia.
La giornata internazionale dei mercati è stata tutta concentrata sulla riunione del consiglio direttivo della Banca Centrale Europa, che ha confermato la fine prevista per il Qe, con lo stop agli acquisti netti a partire da gennaio. Draghi ha però assicurato che la posizione resta accomodante e che il reinvestimento dei bond in scadenza continuerà nelle giurisdizioni in cui vengono a maturare i titoli, anche se ci sarà un graduale riallineamento alle variazioni delle capital key sancite la scorsa settimana. Le Borse europee terminano così incerte anche dopo la conferenza stampa di Draghi. Milano è la migliore del Vecchio continente e riesce a difendere un +0,54%, con le banche che beneficiano del calo del differenziale.deboli le altre: Londra e Francoforte cedono lo 0,06% e Parigi lo 0,26%. L'euro è in calo sotto 1,13 dollari e passa di mano a a 1,1347 dollari. Wall Street, dopo la buona chiusura di ieri sera, vive una giornata contrastata al termine della quale il Dow Jones sale dello 0,28%, il Nasdaq perde lo 0,39% e lo S&P 500 cede lo 0,03%. Positiva Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso questa mattina in rialzo dello 0,99% scommettendo sul disgelo commerciale tra Usa e Cina.
La giornata macroeconomica registra l'inflazione in Germania e in Francia: confermata a +0,1% a novembre nel primo caso, per il 2,3% annuo, mentre rallenta all'1,9% tendenziale nel secondo. Negli Stati Uniti, i sussidi settimanali di disoccupazione sono scesi di 27.000 unità a quota 206.000, raggiungendo così il livello più basso delle ultime 12 settimane. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che prevedevano 226.000 unità. I prezzi all'import di novembre hanno segnato il peggior calo da agosto 2015 scendendo dell'1,6%.
Petrolio in calo a New York, dove le quotazioni perdono l'1,19% a 51,76 dollari al barile. L'oro cede lo 0,25%, poco sopra 1.240 dollari l'oncia.