Giornali, continua il periodo nero ma arrivano i primi segnali di fiducia
L'indagine Mediobanca. Continuano a scendere i ricavi ma migliora la redditività
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MILANO - Prosegue il periodo nero per l'editoria italiana, ma si affacciano i primi segnali di ottimismo in un quadro generale che registra ancora ricavi, occupazione e investimenti in calo nel 2017 a fronte di un miglioramento sul fronte della redditività. Lo rileva la tradizionale indagine realizzata da Mediobanca.
Nell’ultimo anno i principali otto grandi editori hanno registrato ricavi complessivamente per 3,5 miliardi di euro, con un calo 6% sul 2016 e del 20,2% sul 2013. I primi tre, Mondadori (fatturato di 1.268 milioni), Rcs (896 milioni a cui si aggiungono 89 milioni di Cairo Editore, entrambi consolidati dalla Cairo Communication) e Gedi (634€ milioni), rappresentano da soli l’83% del giro d’affari dei maggiori otto operatori editoriali nazionali. L’ingente calo delle vendite si riflette sull’occupazione. Tra il 2013 e il 2017 la forza lavoro è diminuita di 3.301 unità, -21,7% sul 2013 e -8,8% sul 2016, attestandosi a 11.886 unità a fine 2017.
I maggiori gruppi editoriali italiani hanno cumulato nel periodo 2013-2017 perdite nette per 1,2 miliardi e solo Cairo Editore ha chiuso il quinquennio in positivo. Nel 2017 alcuni gruppi sono però in miglioramento: in particolare, Rcs ha fatto registrare un utile netto di 71€ milioni (rispetto ai 4€ milioni del 2016), Mondadori 30,4€ milioni (22,5€ milioni nel 2016) e Il Sole 24 ore 7,5€ milioni (-92,6€ milioni nel 2016).
Migliora in compenso la reddivitià industriale che segna un'inversione di tendenza nel quinquennio, con l'ebit margin al 4,1% nel 2017 rispetto al -5,7& del 2013. Nel 2017 spiccano le performance di Cairo Editore (12,4%), Rcs (10,8%) e Gedi (5,8%). In coda Il Sole 24 Ore (-19,5%) e Class Editori (-25,2%).
Nel 2017 si conferma il trend decrescente della diffusione cartacea in Italia, diminuita nell’ultimo anno di circa 400 mila copie al giorno, passando da 2,6 milioni a 2,2 milioni (-15,4% sul 2016 e -40,5% sul 2013 secondo i dat Ads). A livello mondiale, invece, nel 2017 la diffusione su carta è rimasta stabile: -0,1% sul 2016 (dati WAN IFRA).
Il dato italiano si conferma poco lusinghiero confrontato con il resto del mondo. Nel 2017 il calo del giro d’affari dei gruppi editoriali in Italia non si riscontra in Francia (+7,5% sul 2016), Germania (+2,6%) e Regno Unito (+1%). A livello europeo si allarga il divario tra le testate d’informazione e quelle economiche, con quest’ultime che registrano un incremento dei ricavi (+3,9% rispetto al -0,5% delle prime). Nel 2013-2017 soltanto Francia (+7,4%) e Germania (+0,8%) hanno aumentato il fatturato, mentre Gran Bretagna (-5,4%) e Italia (-20,2%) hanno sofferto.