Economia

Manovra: auto ecologiche, superbonus solo in caso di rottamazione. Risorse tolte ai fondi per la sicurezza sul lavoro

Il pacchetto di emendamenti dei relatori. Bonus fino a 6mila euro in caso di rottamazione, malus a 2.500 euro. Sconto per l'acquisto dei motorini elettrici. Norme sugli Ncc, la rabbia degli autisti. Lezzi sul credito d'imposta Inail: "Le imprese accederanno al credito d'imposta". Castelli: "In arrivo maxiemendamento"

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MILANO - Ecotassa ritagliata sulle auto che emettono oltre 160 CO2 g/km, a partire da 1.100 euro per arrivare fino a 2.500 euro, e contributi fino a 6mila euro - in caso di veicolo da rottamare, diversamente il tetto è a 4mila - per chi acquista un'auto non (o poco) inquinante. Revisione delle norme sui noleggi con conducente; nuove norme in maniera di giochi sui risultati sportivi, con Totocalcio e Totogol pensionati in favore di un nuovo gioco, stretta sulla pirateria online degli eventi in diretta come le partite in streaming. Tagli al costo dell'Inail, ma finanziati in parte con la sforbiciata ai programmi di prevenzione.

Mentre procede il lavorio dentro il governo e con l'Europa per scongiurare la procedura d'infrazione, la Manovra al Senato riceve le proposte di modifica da parte dei relatori e dello stesso esecutivo mentre la viceministra Laura Castelli non ha escluso che il maxiemendamento che dovrebbe recepire le modifiche ai saldi concordati con Bruxelles possa arrivare già stasera.

Stando al testo circolato all'ora di pranzo, su istanza dei relatori si modifica l'ecotassa sulla linea che era stata indicata dal vicepremier Luigi Di Maio. Per la parte di 'bonus' si introduce il tetto di 45mila euro (Iva esclusa) al valore dell'auto da incentivare: oltre quella soglia, non ci saranno sconti. Entra poi la discriminante della rottamazione: se si porta un veicolo al concessionario, il bonus è di 6mila euro per la vettura nuova con emissioni di biossido di carbonio per chilometro tra 0 e 20, di 2.500 euro tra 21 e 70 CO2 g/km. In assenza di rottamazione, l'incentivo scende rispettivamente da 4mila e 1.500 euro. Per finanziare la misura arriva un fondo con una dotazione da 60 milioni. Il testo prevede anche una detrazione al 50% (fino a 3mila euro) per chi installa colonnine di ricarica dei veicoli, non accessibili al pubblico. Sul lato opposto, quello della tassa, dal primo marzo e fino alla fine del 2021, sarà così modulata: 1.100 euro per emissioni tra 161 e 175 g/km, 1.600 euro fino a 200, 2mila euro fino a 250 e 2.500 sopra i 250 g/km. La versione originaria, si ricorda, partiva con 150 euro per le emissioni sopra 110 grammi al chilometro di CO2.

Sempre al capitolo della mobilità, spunta un contributo fino a 3000 euro per l'acquisto di un motorino elettrico o ibrido. Il contributo, fino al 30%, è previsto per chi rottami una moto di cilindrata inferiore o superiore ai 50 cc per comprare un veicolo non inquinante della stessa categoria. La copertura prevista è di 10 milioni di euro per il 2019 per gli acquisti effettuati "in Italia": "le imprese costruttrici o importatrici rimborsano al venditore il contributo e recuperano l'importo come credito d'imposta".

Tra le altre proposte, trova conferma la riduzione dei premi Inail a carico delle imprese che vale 410 milioni per il 2019, 525 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021. Emerge, però, che una parte consistente delle coperture della risorsa (110 milioni per il solo 2019) arriveranno dalla riduzione delle risorse strutturali destinate dall'Inail per il finanziamento dei progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza al lavoro, in particolare destinati alle Pmi. Altri 50 milioni, nel 2020 e 2021, sono poi da recuperare dalle risorse destinate allo "sconto per prevenzione". Sul punto, la ministra per il Sud, Barbara Lezzi, precisa che la norma garantisce una "rilevante riduzione del costo del lavoro a favore delle imprese e che, a questa misura, si contribuisce attraverso una ottimizzazione delle risorse destinate al credito di imposta per l'acquisto di beni strumentali". Lezzi spiega in una nota "che non viene in alcun modo inficiata la possibilità per le imprese di fruire del suddetto credito per l'anno 2019, dal momento che la riduzione dello stanziamento per il credito di imposta è avvenuta in ragione del basso tiraggio finanziario della misura da parte delle imprese".

Novità si registrano anche sul fronte degli Ncc, i noleggiatori d'auto con conducente, che arrivano proprio mentre gli addetti del settore protestano sotto Palazzo Madama. Decine di autisti, con bandiere tricolori e fischietti, gridano "Buffoni, buffoni" davanti all'entrata principale del Senato, su corso Rinascimento. Gli Ncc lamentano lo stop alla proroga dell'articolo 29, comma 1-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207: protestano contro la norma che prevede l'obbligo di rientro in rimessa alla fine di ogni trasporto e quindi l'impossibilità di accettare eventuali corse dopo un servizio, come succede invece normalmente per i taxi. Nel pacchetto di modifiche si prevede che il vettore del noleggio e almeno una rimessa siano nel comune che ha rilasciato l'autorizzazione, ma è possibile avere altre rimesse nel territorio della provincia o città metropolitana. Si prevede espressamente che le prenotazioni avvengano presso le rimesse - anche attraverso strumenti tecnologici - e che i servizi lì debbano iniziare e finire, a meno che non siano registrate sin dalla partenza dalla rimessa prenotazioni successive sull'apposito foglio di servizio. Previsto anche lo stop al rilascio di nuove autorizzazioni fino alla piena operatività di un nuovo "archivio informatico pubblico nazionale" che registrerà tutte le licenze anche dei taxi.

Tra gli emendamenti dei relatori, entrano 400 milioni per lavori pubblici e interventi di manutenzione straordinaria del patrimonio comunale. Intanto la commissione Bilancio ha stoppato l'emendamento 1.2827, che prevedeva risorse per la riparazione delle buche di Roma con l'ausilio del Genio militare. L'emendamento, a quanto si apprende, è tra quelli che la Bilancio ha dichiarato inammissibili. Tuttavia, a quanto si apprende, governo e maggioranza sono al lavoro per la presentazione di una riformulazione del testo.

Sempre nel pacchetto dei relatori, ecco una riforma dei concorsi legati ai risultati sportivi che va a toccare una 'istituzione' del Dopoguerra italiano: il Totocalcio. La celebre 'schedina', alla quale si sono poi affiancati il Totogol e IL9, andrà in pensione per far spazio a un nuovo gioco. A fronte del calo di raccolta e gettito (si pensi che dal 2006 al 2017 si è scesi rispettivamente da 273 e 93 milioni a quota 17 e 6 milioni), si lancerà un gioco unico in modo da concentrare i montepremi e cercare di recuperare quei clienti che pian piano hanno rinunciato alla caccia al 'tredici' in favore delle scommesse sportive secche, che offrono prospettive di guadagno maggiori. L'obiettivo dichiarato è dirottare il consumo verso un gioco a bassa compulsività, che verrà sponsorizzato dalla nuova "Sport e Salute", spa pubblica dello sport che sostituirà la Coni Servizi, in deroga ai divieti di pubblicità per le scommesse. A disciplinare il nuovo concorso saranno i Monopoli, con un loro provvedimento. Intanto, la Manovra fa salire il montepremi destinato ai vincitori dall'attuale 50 a un livello tra il 74 e il 76%, mentre alla Sport e Salute andrà tra l'11 e il 13% della raccolta. Al concessionario resterà un compenso del 5% e al punto vendita l'aggio dell'8 per cento.

Si segnala la stretta contro la pirateria online degli eventi in diretta, in particolare le partite in streaming: il decreto Melandri si arricchisce di due commi che legittimano i licenziatari dell'evento ad agire in giudizio per ottenere dal giudice la chiusura degli streaming pirata, che può esser disposta - spiega la relazione illustrativa - anche tramite apposita inibitoria che può estendersi a tutto i campionato o evento sportivo.

Ancora, questa volta tra le modifiche del governo, più assunzioni per le università "virtuose": la possibilità di assumere agli atenei che hanno un indicatore di spesa del personale al di sotto del 75% e un indicatore di situazione economico finanziaria maggiore di 1,10. Le risorse, nell'ambito del Fondo per il finanziamento ordinario delle università è di 25 milioni l'anno nel 2019 e nel 2020. Per gli sgravi sui contributi Inail per i datori di lavoro che assumono un laureato con 110 e lode si aggiunge la postilla che il giovane debba avere anche "una media ponderata di almeno 108/110".

Oltre all'inclusione del cosiddetto Milleproroghe, il pacchetto dell'esecutivo introduce tagli alle spese per i consumi intermedi, progressivi in base all'entità dei ritardi o alla mancata riduzione dello stock di debiti della Pa. Con la modifica si prevede, dal 2020, una serie di sanzioni per garantire il rispetto dei tempi e lo smaltimento dello stock. Nel caso dei ritardi dei pagamenti degli enti del Servizio sanitario a rimetterci saranno direttori generali e amministrativi, che vedranno decurtata l'indennità di risultato fino al 30%.