PECHINO - Un mese dopo l’arresto che ha sconvolto l’industria automobilistica mondiale, Carlos Ghosn potrebbe presto tornare libero su cauzione. Il tribunale di Tokyo ha rigettato la richiesta del pubblico ministero, decidendo di non rinnovare la detenzione del numero dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, accusato di aver dichiarato per diversi anni nelle comunicazioni ufficiali al mercato un salario inferiore di 80 milioni di dollari rispetto a quello effettivamente percepito. Il pubblico ministero ora può fare ricorso, ma se la decisione fosse confermata Ghosn potrebbe essere scarcerato già oggi. E si tratterebbe di un fatto inusuale per il sistema penale giapponese, che raramente concede la libertà su cauzione a sospetti che, come Ghosn, si dichiarano innocenti. Insieme a lui un nuovo arresto è stato negato anche per Greg Kelly, il consigliere di Nissan che lo avrebbe supportato nelle falsificazioni.
Il rilascio del manager franco-brasiliano, 64 anni, potrebbe essere letto come un segno di debolezza dell’accusa, in una vicenda che fin dal primo momento è stata molto politicizzata. Diversi commentatori hanno ipotizzato che dietro alle accuse contro Ghosn, raccolte dalla stessa Nissan, ci sia un colpo di Stato orchestrato dal management giapponese per riconquistare il controllo della società. In un video pubblicato online la moglie di Greg Kelly ha confermato questa versione, dicendo che il marito è vittima (innocente) di un ribaltone orchestrato dal Ceo di Nissan Hiroto Saikawa. Dopo l’arresto la casa nipponica, che Ghosn ha salvato dal fallimento attraverso Renault e risanato, lo ha subito sollevato dal ruolo di presidente, prendendo le distanze in modo molto netto dal suo operato. Renault invece, di cui Ghosn è Ceo, ha deciso di non rimuoverlo dal ruolo fino a eventuale sentenza di colpevolezza, nominando Thierry Bolloré amministratore delegato ad interim.
Le tensioni sull’asse Francia-Giappone stanno facendo vacillare la strana alleanza tra le due case automobilistiche creata da Ghosn, basata su partecipazioni incrociate (Renault ha il 43,5% di Nissan, che a sua volta ha il 15% di Renault senza diritto di voto) e sinergie industriali, ma ancora lontana da una vera e propria fusione. Nei giorni scorsi i manager di Renault e lo stato francese, suo azionista di riferimento, hanno chiesto al board di Nissan la convocazione di una assemblea dei soci dove discutere il futuro dell’azienda e dell’alleanza.
Richiesta rispedita al mittente. Difficile capire che effetto avrà il rilascio di Ghosn, se confermato, su questa partita. La libertà su cauzione infatti è solo una piccola vittoria, che non lo liberebbe dall’accusa di reati finanziari e dalla prospettiva di un lungo processo, che potrebbe concludersi con una condanna fino a dieci anni di carcere.
Il rilascio del manager franco-brasiliano, 64 anni, potrebbe essere letto come un segno di debolezza dell’accusa, in una vicenda che fin dal primo momento è stata molto politicizzata. Diversi commentatori hanno ipotizzato che dietro alle accuse contro Ghosn, raccolte dalla stessa Nissan, ci sia un colpo di Stato orchestrato dal management giapponese per riconquistare il controllo della società. In un video pubblicato online la moglie di Greg Kelly ha confermato questa versione, dicendo che il marito è vittima (innocente) di un ribaltone orchestrato dal Ceo di Nissan Hiroto Saikawa. Dopo l’arresto la casa nipponica, che Ghosn ha salvato dal fallimento attraverso Renault e risanato, lo ha subito sollevato dal ruolo di presidente, prendendo le distanze in modo molto netto dal suo operato. Renault invece, di cui Ghosn è Ceo, ha deciso di non rimuoverlo dal ruolo fino a eventuale sentenza di colpevolezza, nominando Thierry Bolloré amministratore delegato ad interim.
Le tensioni sull’asse Francia-Giappone stanno facendo vacillare la strana alleanza tra le due case automobilistiche creata da Ghosn, basata su partecipazioni incrociate (Renault ha il 43,5% di Nissan, che a sua volta ha il 15% di Renault senza diritto di voto) e sinergie industriali, ma ancora lontana da una vera e propria fusione. Nei giorni scorsi i manager di Renault e lo stato francese, suo azionista di riferimento, hanno chiesto al board di Nissan la convocazione di una assemblea dei soci dove discutere il futuro dell’azienda e dell’alleanza.
Richiesta rispedita al mittente. Difficile capire che effetto avrà il rilascio di Ghosn, se confermato, su questa partita. La libertà su cauzione infatti è solo una piccola vittoria, che non lo liberebbe dall’accusa di reati finanziari e dalla prospettiva di un lungo processo, che potrebbe concludersi con una condanna fino a dieci anni di carcere.