Economia

Wall Street, peggiore Vigilia della storia per le tensioni sulla Fed. Giù anche Amazon

Il presidente Trump twitta: "L'unico problema della nostra economia è la banca centrale". Il colosso del commercio elettronico teme la pressione delle autorità antitrust. Contaccolpo a Tokyo: crollo di oltre il 5 % dell'indice Nikkei che per la prima volta dal settembre 2017 scende sotto quota 20mila

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ROMA - Le nuove tensioni tra il presidente Trump e la Fed deprimono i mercati borsistici Usa, che conoscono la peggiore Vigilia della storia. Il Dow Jones e il Nasdaq - che chiudono alle 13 ora locale, in anticipo per le feste - alla fine perdono il 2,91% e il 2,21. Il Dow Jones lascia sul campo 650 punti. Il contraccolpo viene accusato anche nei mercati orientali.

Sulla scia della pesante contrazione di Wall Street (di fronte alle incertezze di Washington e al crollo dei prezzi del petrolio), tonfo della Borsa di Tokyo con un crollo di oltre il 5% e l'indice di riferimento Nikkei sotto quota 20mila per la prima volta dal settembre 2017. In discesa anche i titoli cinesi.

QUI LA GIORNATA ALLA BORSA AMERICANA

Trump - la cui popolarità è in lieve risalita - torna all'attacco. ''L'unico problema della nostra economia si chiama Fed'', twitta il presidente. La Fed ''non ascolta il mercato, non capisce le necessarie guerre commerciali, il dollaro forte o lo shutdown. E' come un forte giocatore di golf che non riesce a fare buca perché non ha il tocco''. Il tweet segue un fine settimana di indiscrezioni sul possibile licenziamento del presidente della Fed, Jerome Powell, per mano proprio di Trump.

La Casa Bianca non accetta la politica di graduale aumento del costo del denaro che la Fed sta mettendo in campo. E imputa alla Fed stessa il taglio alle previsioni di crescita del Paese (dal 2,5 al 2,3%) per il 2019. Ma il problema è nell'insistenza delle critiche di Trump, che delineano un conflitto di poteri senza precedenti. E' vero: il governatore della Banca Centrale viene indicato dal presidente degli Stati Uniti, che ha però bisogno della benedizione del Senato per completare la designazione. Per questo, il numero uno della Fed è considerato figura indipendente ricavando la sua legittimazione dal Parlamento.

Ieri il segretario al Tesoro Steven Mnuchin - che è il ministro americano per le questioni economiche - ha cercato di placare gli animi con chiamate personali gli amministratori delegati delle sei maggiori banche americane. Sono quelle che il quotidiano Wall Street Journal definisce "iniezioni di tranquillanti". A loro volta, le banche buttano acqua sul fuoco e spiegano di disporre di tutte la liquidità necessaria per sostenere in consumi e le imprese.

Ma la tensione resta alta. Al punto che Mnuchin riunisce anche il Gruppo di lavoro presidenziale sui mercati finanziari (creato durante la crisi del 1987) per un'analisi ad ampio spettro. L'agenzia d'informazione Bloomberg stima in 5 trilioni di dollari le perdite azionarie delle Borse americane in tre mesi. Perdite che - imputate a Trump - sarebbero effetto di un quadro mondiale depresso dalle guerre commerciali, dalla Brexit, finanche dagli affanni dell'Italia nell'approvazione della sua manovra.
Jerome H. Powell, presidente della Fed (ansa)
A soffrire negli Usa è anche Amazon che - nel periodo forse migliore per i suoi affari come è il Natale - arriva a perdere il 4,9% (prima di un recupero parziale a meno 2,03). A pesare su Amazon, così come su Ford, sono le indiscrezioni sulle richieste di informazioni che la Sec (cioè la Consob americana) avrebbe indirizzato loro in materia di ricavi. 

Eppure la giornata di ieri era partita con cali contenuti, prima di un flessione via via più grave. Siamo di fronte a una tipica seduta "del gatto morto", con i mercati che cercano di rialzare la testa ma non ci riescono. E la tendenza minaccia di continuare tra Natale e Capodanno, quando gli scambi borsistici sono molto limitati, per le ferie.

Male anche il petrolio, con il Brent che tocca anche un -3.38% mentre il Wti un -3,11.