Bce: "Preoccupa la deviazione dell'Italia dal patto di stabilità"
L'ultimo bollettino dell'Eurotower: "Forte indebitamento rende Paesi più vulnerabili"
MILANO - L'Italia resta fonte di preoccupazione per la Banca Centrale Europea. Lo scrive l'Eurotower nel proprio bollettino. "È necessario proseguire gli sforzi di risanamento delle finanze pubbliche nel pieno rispetto del Patto di Stabilità e Crescita", si legge nel testo, ed "è particolarmente preoccupante la circostanza che la più ampia deviazione rispetto agli impegni assunti si riscontri in Italia, un paese in cui il rapporto tra debito pubblico e Pil è notevolmente elevato". La Bce avverte anche che "il forte indebitamento" rende tali Stati "vulnerabili a eventuali futuri episodi di flessione economica o di instabilità dei mercati".
Secondo la Bce poi "le prospettive relative al disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell'area dell'euro per i prossimi due anni sono peggiorate" e "il più elevato disavanzo è in parte il risultato di un notevole p…
Secondo la Bce poi "le prospettive relative al disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell'area dell'euro per i prossimi due anni sono peggiorate" e "il più elevato disavanzo è in parte il risultato di un notevole p…
MILANO - L'Italia resta fonte di preoccupazione per la Banca Centrale Europea. Lo scrive l'Eurotower nel proprio bollettino. "È necessario proseguire gli sforzi di risanamento delle finanze pubbliche nel pieno rispetto del Patto di Stabilità e Crescita", si legge nel testo, ed "è particolarmente preoccupante la circostanza che la più ampia deviazione rispetto agli impegni assunti si riscontri in Italia, un paese in cui il rapporto tra debito pubblico e Pil è notevolmente elevato". La Bce avverte anche che "il forte indebitamento" rende tali Stati "vulnerabili a eventuali futuri episodi di flessione economica o di instabilità dei mercati".
Secondo la Bce poi "le prospettive relative al disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell'area dell'euro per i prossimi due anni sono peggiorate" e "il più elevato disavanzo è in parte il risultato di un notevole peggioramento del saldo di bilancio previsto in Italia, in seguito all'espansione fiscale inserita nei documenti programmatici di bilancio che violerebbe gli impegni presi nell'ambito del Patto di stabilità e crescita".
La Bce ha rivisto al ribasso le proiezioni di crescita annua del pil in termini reali, che si attestano ora all'1,9 per cento nel 2018, all'1,7 per cento nel 2019, all'1,7 per cento nel 2020 e all'1,5 per cento nel 2021. Rispetto all'esercizio condotto a settembre 2018 dagli esperti della Bce, le prospettive per l'espansione del Pil in termini reali sono state riviste leggermente al ribasso per il 2018 e il 2019". Secondo la Bce "i rischi per le prospettive di crescita nell'area dell'euro si possono tuttora ritenere sostanzialmente bilanciati. Nondimeno, nel complesso i rischi si stanno orientando al ribasso per effetto delle persistenti incertezze connesse a fattori geopolitici, alla minaccia del protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità nei mercati finanziari".
Secondo la Bce poi "le prospettive relative al disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell'area dell'euro per i prossimi due anni sono peggiorate" e "il più elevato disavanzo è in parte il risultato di un notevole peggioramento del saldo di bilancio previsto in Italia, in seguito all'espansione fiscale inserita nei documenti programmatici di bilancio che violerebbe gli impegni presi nell'ambito del Patto di stabilità e crescita".
La Bce ha rivisto al ribasso le proiezioni di crescita annua del pil in termini reali, che si attestano ora all'1,9 per cento nel 2018, all'1,7 per cento nel 2019, all'1,7 per cento nel 2020 e all'1,5 per cento nel 2021. Rispetto all'esercizio condotto a settembre 2018 dagli esperti della Bce, le prospettive per l'espansione del Pil in termini reali sono state riviste leggermente al ribasso per il 2018 e il 2019". Secondo la Bce "i rischi per le prospettive di crescita nell'area dell'euro si possono tuttora ritenere sostanzialmente bilanciati. Nondimeno, nel complesso i rischi si stanno orientando al ribasso per effetto delle persistenti incertezze connesse a fattori geopolitici, alla minaccia del protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità nei mercati finanziari".