Scontro nel governo sulle pensioni di invalidità
Valentina Conte , di VALENTINA CONTELa Lega minaccia di non votare il decreto su reddito e quota 100 se non ci saranno adeguate risorse per aumentare gli assegni anche ai portatori di handicap. Di Maio: “Non ci sono discriminazioni”. Ma per la Cgil “è una vergogna”
ROMA - La Lega minaccia i Cinque Stelle di non votare il decreto che istituisce reddito e pensione di cittadinanza - atteso per domani in Consiglio dei ministri - se non terrà conto dei disabili. "Nel decreto non c'è nemmeno un euro per loro, forte delusione", fanno trapelare fonti leghiste all'Ansa.
A stretto giro, il leader e vicepremier Matteo Salvini in diretta Facebook conferma: "Darò il mio sostegno, solo se ci sarà quanto previsto: sostegno ai disabili e per le famiglie numerose". Il tappo salta. E poco dopo è il ministro leghista per la Famiglia e la disabilità, Lorenzo Fontana, a ribadire il suo no. Racconta che nella bozza arrivata ieri in pre-Consiglio dei ministri "non sono previsti interventi diretti per l'innalzamento delle pensioni di inabilità né adeguati aiuti alle famiglie con disabili e numerose".
Interviene allora il premier Conte, ospite di Porta a Porta: "Nel …
A stretto giro, il leader e vicepremier Matteo Salvini in diretta Facebook conferma: "Darò il mio sostegno, solo se ci sarà quanto previsto: sostegno ai disabili e per le famiglie numerose". Il tappo salta. E poco dopo è il ministro leghista per la Famiglia e la disabilità, Lorenzo Fontana, a ribadire il suo no. Racconta che nella bozza arrivata ieri in pre-Consiglio dei ministri "non sono previsti interventi diretti per l'innalzamento delle pensioni di inabilità né adeguati aiuti alle famiglie con disabili e numerose".
Interviene allora il premier Conte, ospite di Porta a Porta: "Nel …
ROMA - La Lega minaccia i Cinque Stelle di non votare il decreto che istituisce reddito e pensione di cittadinanza - atteso per domani in Consiglio dei ministri - se non terrà conto dei disabili. "Nel decreto non c'è nemmeno un euro per loro, forte delusione", fanno trapelare fonti leghiste all'Ansa.
A stretto giro, il leader e vicepremier Matteo Salvini in diretta Facebook conferma: "Darò il mio sostegno, solo se ci sarà quanto previsto: sostegno ai disabili e per le famiglie numerose". Il tappo salta. E poco dopo è il ministro leghista per la Famiglia e la disabilità, Lorenzo Fontana, a ribadire il suo no. Racconta che nella bozza arrivata ieri in pre-Consiglio dei ministri "non sono previsti interventi diretti per l'innalzamento delle pensioni di inabilità né adeguati aiuti alle famiglie con disabili e numerose".
Interviene allora il premier Conte, ospite di Porta a Porta: "Nel decreto c'è già un'attenzione ai disabili, ma se ci sono suggerimenti li analizzeremo, ci metteremo intorno a un tavolo e anche questa volta risolveremo la situazione". Poi aggiunge: "Abbiamo aumentato i fondi ai disabili. E c'è una legge delega per un nuovo codice sui diritti dei disabili".
Ma come stanno le cose? Nella bozza di decreto legge esaminata ieri a Palazzo Chigi non vi è traccia dell'aumento delle pensioni minime e di invalidità, promesso a più riprese non solo da Salvini, ma anche da Di Maio. Il testo si limita a destinare ai soli over 65 poveri la pensione di cittadinanza: al massimo 630 euro al mese più 150 di contributo per l'affitto.
Se ne deduce dunque che gli invalidi che prendono l'assegno di 280 euro al mese - giudicato imbarazzante per la sua esiguità da Salvini in campagna elettorale - e che sono sotto i 65 anni di età potranno al più, se hanno i requisiti Isee, sperare nel reddito di cittadinanza.
"Ricevo decine di telefonate da invalidi che mi chiedono come fare per avere l'assegno da 780 euro al mese", dice Nina Daita, responsabile nazionale delle politiche per la disabilità della Cgil. "E io rispondo: aspettiamo il decreto. Ma se le cose stanno così, è una vergogna. Non si possono illudere le persone più fragili e poi scaricarle. Un conto è la pensione di cittadinanza, un altro alzare l'assegno minimo di invalidità". Il fondo di cui parla il premier Conte è un'altra cosa ancora. "Si tratta del fondo "Dopo di noi" istituto da Renzi a cui poi Gentiloni aveva sottratto 10 milioni, ricostituiti ora in manovra", spiega Daita.
Il ministro Di Maio aveva promesso che tutte le pensioni minime e di invalidità sarebbero salite a 780 euro. Ora sostiene che i beneficiari saranno 500 mila su 5 milioni: il 10%. Tra questi, solo disabili poveri e anziani. Ma gli assegni di invalidità non saranno toccati. Lo conferma lo stesso vicepremier pentastellato in serata: "I disabili che vivono al di sotto della soglia di povertà vedranno aumentate le loro pensioni a 780 euro. La Lega questo lo ha sempre saputo". Con effetti paradossali. La pensione di cittadinanza è permanente. Il reddito no. Il disabile che riesce a ottenerlo, dovrà dimostrare ogni 18 mesi di meritarlo ancora. E se la sua disabilità non è grave, dovrà comunque attivarsi e lavorare. Ma nelle liste di collocamento ce ne sono già 800 mila.
A stretto giro, il leader e vicepremier Matteo Salvini in diretta Facebook conferma: "Darò il mio sostegno, solo se ci sarà quanto previsto: sostegno ai disabili e per le famiglie numerose". Il tappo salta. E poco dopo è il ministro leghista per la Famiglia e la disabilità, Lorenzo Fontana, a ribadire il suo no. Racconta che nella bozza arrivata ieri in pre-Consiglio dei ministri "non sono previsti interventi diretti per l'innalzamento delle pensioni di inabilità né adeguati aiuti alle famiglie con disabili e numerose".
Interviene allora il premier Conte, ospite di Porta a Porta: "Nel decreto c'è già un'attenzione ai disabili, ma se ci sono suggerimenti li analizzeremo, ci metteremo intorno a un tavolo e anche questa volta risolveremo la situazione". Poi aggiunge: "Abbiamo aumentato i fondi ai disabili. E c'è una legge delega per un nuovo codice sui diritti dei disabili".
Ma come stanno le cose? Nella bozza di decreto legge esaminata ieri a Palazzo Chigi non vi è traccia dell'aumento delle pensioni minime e di invalidità, promesso a più riprese non solo da Salvini, ma anche da Di Maio. Il testo si limita a destinare ai soli over 65 poveri la pensione di cittadinanza: al massimo 630 euro al mese più 150 di contributo per l'affitto.
Se ne deduce dunque che gli invalidi che prendono l'assegno di 280 euro al mese - giudicato imbarazzante per la sua esiguità da Salvini in campagna elettorale - e che sono sotto i 65 anni di età potranno al più, se hanno i requisiti Isee, sperare nel reddito di cittadinanza.
"Ricevo decine di telefonate da invalidi che mi chiedono come fare per avere l'assegno da 780 euro al mese", dice Nina Daita, responsabile nazionale delle politiche per la disabilità della Cgil. "E io rispondo: aspettiamo il decreto. Ma se le cose stanno così, è una vergogna. Non si possono illudere le persone più fragili e poi scaricarle. Un conto è la pensione di cittadinanza, un altro alzare l'assegno minimo di invalidità". Il fondo di cui parla il premier Conte è un'altra cosa ancora. "Si tratta del fondo "Dopo di noi" istituto da Renzi a cui poi Gentiloni aveva sottratto 10 milioni, ricostituiti ora in manovra", spiega Daita.
Il ministro Di Maio aveva promesso che tutte le pensioni minime e di invalidità sarebbero salite a 780 euro. Ora sostiene che i beneficiari saranno 500 mila su 5 milioni: il 10%. Tra questi, solo disabili poveri e anziani. Ma gli assegni di invalidità non saranno toccati. Lo conferma lo stesso vicepremier pentastellato in serata: "I disabili che vivono al di sotto della soglia di povertà vedranno aumentate le loro pensioni a 780 euro. La Lega questo lo ha sempre saputo". Con effetti paradossali. La pensione di cittadinanza è permanente. Il reddito no. Il disabile che riesce a ottenerlo, dovrà dimostrare ogni 18 mesi di meritarlo ancora. E se la sua disabilità non è grave, dovrà comunque attivarsi e lavorare. Ma nelle liste di collocamento ce ne sono già 800 mila.