MILANO - Il mercato del lavoro resta sostanzialmente fermo a novembre. Secondo i dati preliminari dell'Istat il numero degli occupati è rimasto quasi invariato rispetto al mese precedente, calando di 4 mila unità, con un lieve aumento dei dipendenti stabili (+ 15 mila) e un calo di quelli a termine (-22 mila), temperato da un modesto aumento dei lavoratori indipendenti (+4 mila). Il tasso di disoccupazione, cioè il numero di persone che cercano un impiego e non lo trovano sul totale della forza lavoro, scende al 10,5%, in calo di 0,1 punti percentuali da ottobre e di 0,5 punti da novembre 2017. Più marcata la flessione di quella giovanile, che scende al 31,6% (-0,6 punti). Il tasso di occupazione, cioè il numero di persone con un impiego sulll'intera popolazione di riferimento, resta ferma al 58,6%, tra i dati più bassi dell'Unione Europea.
Su base annua, l'occupazione cresce di 99 mila unità (+0,4%), l'incremento minore da maggio 2015. "L'espansione - spiega l'Istat - interessa solo gli uomini e i lavoratori a termine (+162 mila); risultano lievemente in crescita gli indipendenti, mentre si registra una flessione dei dipendenti permanenti (-68 mila)". Nell'anno aumentano esclusivamente gli occupati over50 (+275 mila).
Scorporando i dati per sesso, è netta la prevalenza maschile dei nuovi occupati (+19 mila) a fronte di un calo del dato femminile (-23 mila) mentre guardando alle singole fasce di età la crescita più marcata è tra i 15 e i 24 anni (+12 mila) mentre è sostanzialmente stabile quella degli over 50, tradizionale "forza motrice" dei dati sugli occupati per il doppio effetto delle riforme pensionistiche, che mantengono più persone al lavoro, e della componente demografica.
Su base annua, l'occupazione cresce di 99 mila unità (+0,4%), l'incremento minore da maggio 2015. "L'espansione - spiega l'Istat - interessa solo gli uomini e i lavoratori a termine (+162 mila); risultano lievemente in crescita gli indipendenti, mentre si registra una flessione dei dipendenti permanenti (-68 mila)". Nell'anno aumentano esclusivamente gli occupati over50 (+275 mila).
Scorporando i dati per sesso, è netta la prevalenza maschile dei nuovi occupati (+19 mila) a fronte di un calo del dato femminile (-23 mila) mentre guardando alle singole fasce di età la crescita più marcata è tra i 15 e i 24 anni (+12 mila) mentre è sostanzialmente stabile quella degli over 50, tradizionale "forza motrice" dei dati sugli occupati per il doppio effetto delle riforme pensionistiche, che mantengono più persone al lavoro, e della componente demografica.