MILANO - Seduta complessivamente positiva per le Borse europee in una giornata che guarda soprattutto al voto del Parlamento britannico sulla Brexit di questa sera. Milano rallenta dopo un avvio tonico termina in calo a -0,03%, con le banche ancora sotto pressione dopo che secondo indiscrezioni di stampa anche altri istituti, dopo Mps, sono finite nel mirino della Bce che chiederebbe una copertura integrale dei crediti deteriorati in sette anni. Tra le peggiori di giornata,oltre a Mps, giornata nera per anche Ubi e Banco Bpm, sospese dopo maxi ribassi. Proprio Ubi, con una nota, ha però voluto rassicurare i propri azionisti spiegando che "non sono attesi impatti significativi per quanto riguarda gli obiettivi e le proiezioni di natura economica e patrimoniali previsti per l'esercizio 2018 e per quelli già resi noti nel piano industriale 2019-2020" dalle raccomandazioni della Bce. Nel resto del Continente i listini tornano positivi sul finale: Londra cresce dello 0,58%, Francoforte guadagna lo 0,33% e Parigi lo 0,49%. In lieve rialzo Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,24% e il Nasdaq dell'1,15%.
A meno di clamorosi colpi di scena la premier Theresa May si avvia verso la sconfitta ma gli addetti ai lavori sono concentrati soprattutto sulle dimensioni della bocciatura. In caso di massiccio voto contrario tutti gli scenari restano aperti, dalle elezioni anticipate al secondo referendum, fino alla possibilità che la Brexit stessa, che comunque vada dovrebbe scattare il prossimo 29 marzo, possa essere rinviata dall'Unione europea.
Seduta positiva per i listini asiatici che non risentono della giornata negativa vissuta ieri a Wall Street, penalizzata dai dati deludenti dell'export cinese. Tokyo termina la sua corsa a + 0,96%.
Chiusura in calo per l'euro sul dollaro appena sopra quota 1,14 con la moneta unica passa di mano 1,1404 dollari e a 123,78 yen. In calola sterlina, a 1,1202 euro. Risale lo spread, a 266 punti con rendimento del titolo decennale al 2,86%. Sempre in giornata il Tesoro ha collocato in sindacato il Btp 15 anni (scadenza marzo 2035) per un ammontare di 10 miliardi di euro, a fronte di ordini per 35 miliardi, con il rendimento è fissato a 3,41%.
Sul fronte dei dati macroeconomici, secondo i dati definitivi dell'istituto di statistica tedesco, nel 2018 la Germania è cresciuta dell'1,5%, a fronte del 2,5% dell'anno precedente, registrando così il dato peggiore in cinque anni. In Francia il tasso di inflazione in Francia si è attestato a dicembre all'1,6% su base annua, in calo rispetto all'1,9% del mese precedente, confermando le stime preliminari. I prezzi rallentano invece in Spagna. L'indice registra a dicembre un aumento dell'1,2% su anno, in calo di cinque decimi di punto in rapporto al dato tendenziale di novembre. Rispetto al mese scorso, l'indice cala a -0,4 per cento.
Torna a salire il prezzo del petrolio: il Wti è scambiato a 51,7 dollari a barile con un aumento di 1,19 dollari mentre il Brent avanza di 0,94 dollari a 59,93 dollari. Oro in lieve calo a 1288 dollari l'oncia.
A meno di clamorosi colpi di scena la premier Theresa May si avvia verso la sconfitta ma gli addetti ai lavori sono concentrati soprattutto sulle dimensioni della bocciatura. In caso di massiccio voto contrario tutti gli scenari restano aperti, dalle elezioni anticipate al secondo referendum, fino alla possibilità che la Brexit stessa, che comunque vada dovrebbe scattare il prossimo 29 marzo, possa essere rinviata dall'Unione europea.
Seduta positiva per i listini asiatici che non risentono della giornata negativa vissuta ieri a Wall Street, penalizzata dai dati deludenti dell'export cinese. Tokyo termina la sua corsa a + 0,96%.
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Sul fronte dei dati macroeconomici, secondo i dati definitivi dell'istituto di statistica tedesco, nel 2018 la Germania è cresciuta dell'1,5%, a fronte del 2,5% dell'anno precedente, registrando così il dato peggiore in cinque anni. In Francia il tasso di inflazione in Francia si è attestato a dicembre all'1,6% su base annua, in calo rispetto all'1,9% del mese precedente, confermando le stime preliminari. I prezzi rallentano invece in Spagna. L'indice registra a dicembre un aumento dell'1,2% su anno, in calo di cinque decimi di punto in rapporto al dato tendenziale di novembre. Rispetto al mese scorso, l'indice cala a -0,4 per cento.
Torna a salire il prezzo del petrolio: il Wti è scambiato a 51,7 dollari a barile con un aumento di 1,19 dollari mentre il Brent avanza di 0,94 dollari a 59,93 dollari. Oro in lieve calo a 1288 dollari l'oncia.