MILANO - Seduta positiva per le Borse europee che si preparano ad archiviare una settimana dominata ancora dalle incognite sul fronte delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Milano è salita dell'1,26%, Francoforte cresce dell'1,36% e Parigi dell'1,11%. Unico neo Londra che ha chiuso in leggera flessione: -0,14%. A Piazza Affari si è fatta notare Mediaset, sulla scia di indiscrezioni di stampa che parlando di una possibile integrazione con un altro broadcaster europeo.
Chiusura in rialzo anche per Wall Street, sulle ali dell'accordo che pone fine, anche se per ora temporaneamente, allo shutdown. Al termine della giornata il Dow Jones guadagna lo 0,72%, il Nasdaq l'1,29% e l'indice S&P500 lo 0,83%.
L'euro cresce appena sotto quota 1,14 malgrado l'avvertimento lanciato ieri da Mario Draghi, secondo cui il rallentamento dell'economia potrebbe essere lungo. In crescita anche la sterlina, con gli investitori che scommettono sulla possibilità che il Paese riesca a scongiurare la strada dell'uscita senza accordo. La moneta europea passa di mano a 1,1389 dollari mentre la divisa britannica si attesta a 1,317 sul biglietto verde.
Cala lo spread Btp-Bund, scendendo a 244 punti. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,64%. Buona domanda e rendimenti in calo per i Ctz e i Btp a 10 e 30 anni indicizzati all'inflazione dell'area dell'euro assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il tesoro ha emesso la settima tranche del ctz scadenza 27/11/2020 per 2,5 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,675 miliardi. Il rendimento è sceso di 33 centesimi attestandosi allo 0,366%, ai minimi da maggio 2018. Collocata anche la 18ma tranche del Btp a 10 anni indicizzato scadenza 15/05/2028: a fronte di richieste per 1,622 miliardi l'importo emesso è stato pari a 845,3 milioni mentre il rendimento si è attestato all'1,69%. Infine, la 26ma tranche del btp indicizzato a 30 anni scadenza 15/09/2041, assegnata per 404,7 milioni a fronte di una domanda totale pari a 749,7 milioni, ha spuntato un rendimento lordo del 2,27%. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 29 gennaio.
Tra i dati macroeconomici, brusca frenata dell'indice delle imprese tedesche, in netto calo a 99,1 punti da 101,0 di dicembre scorso.
La crisi venezuelana mette tensione sul prezzo del petrolio, che risale a 53,24 dollari, mentre il Brent avanza a 61,15 dollari al barile. Oro in rialzo, a 1298 dollari l'oncia (+1,31%).
Chiusura in rialzo anche per Wall Street, sulle ali dell'accordo che pone fine, anche se per ora temporaneamente, allo shutdown. Al termine della giornata il Dow Jones guadagna lo 0,72%, il Nasdaq l'1,29% e l'indice S&P500 lo 0,83%.
L'euro cresce appena sotto quota 1,14 malgrado l'avvertimento lanciato ieri da Mario Draghi, secondo cui il rallentamento dell'economia potrebbe essere lungo. In crescita anche la sterlina, con gli investitori che scommettono sulla possibilità che il Paese riesca a scongiurare la strada dell'uscita senza accordo. La moneta europea passa di mano a 1,1389 dollari mentre la divisa britannica si attesta a 1,317 sul biglietto verde.
Cala lo spread Btp-Bund, scendendo a 244 punti. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,64%. Buona domanda e rendimenti in calo per i Ctz e i Btp a 10 e 30 anni indicizzati all'inflazione dell'area dell'euro assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il tesoro ha emesso la settima tranche del ctz scadenza 27/11/2020 per 2,5 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,675 miliardi. Il rendimento è sceso di 33 centesimi attestandosi allo 0,366%, ai minimi da maggio 2018. Collocata anche la 18ma tranche del Btp a 10 anni indicizzato scadenza 15/05/2028: a fronte di richieste per 1,622 miliardi l'importo emesso è stato pari a 845,3 milioni mentre il rendimento si è attestato all'1,69%. Infine, la 26ma tranche del btp indicizzato a 30 anni scadenza 15/09/2041, assegnata per 404,7 milioni a fronte di una domanda totale pari a 749,7 milioni, ha spuntato un rendimento lordo del 2,27%. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 29 gennaio.
Tra i dati macroeconomici, brusca frenata dell'indice delle imprese tedesche, in netto calo a 99,1 punti da 101,0 di dicembre scorso.
La crisi venezuelana mette tensione sul prezzo del petrolio, che risale a 53,24 dollari, mentre il Brent avanza a 61,15 dollari al barile. Oro in rialzo, a 1298 dollari l'oncia (+1,31%).