MILANO - Le Borse europee terminano la prima seduta settimanale in calo, nonostante la fine dello shutdown negli Stati Uniti avesse dato già slancio sul finale al Wall Street nella serata di venerdì. Segno che gli investitori guardano con più attenzione ancora una volta alle evoluzioni sul fronte delle discussioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Venerdì il capo negoziatore cinese Liu He sarà a Washington per un nuovo round di colloqui. L'obiettivo è sempre quello di scongiurare il rialzo dei dazi dal 10 al 25% sui beni cinesi importati negli Usa messo in programma dalla Casa Bianca.
Milano si conferma in calo dell'1,02%, in linea con le altre: Londra perde lo 0,91%, Francoforte lo 0,63% e Parigi lo 0,76%. Sul fronte asiatico, questa mattina Tokyo ha chiuso in calo dello 0,6%. In calo gli indici a Wall Street alla chiusura delle Borse europee nella settimana delle trimestrali di Apple, Facebook e Amazon: il Dow Jones perde l'1,22%, lo S&P l'1,11% e il Nasdaq l'1,24%.
Da Bruxelles il presidente Bce Mario Draghi ha mandato un chiaro messaggio ai Paesi che invocano più "sovranità", rimarcando che "un Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto", perché a quel punto "sono i mercati che decidono". l numero uno dell'Eurotower ha ribadito anche che la crescita nell'Eurozona dovrebbe procedere a passo più lento. Negli ultimi mesi - ha detto in audizione al Parlamento Ue - arrivano "informazioni più deboli dell'atteso", e "la persistenza delle incertezze, in particolare collegate a fattori geopolitici e alla minaccia di protezionismo pesa sul sentimento economico". La crescita nell'Eurozona dovrebbe procedere a passo più lento. Negli ultimi mesi - ha detto in audizione al Parlamento Ue - arrivano "informazioni più deboli dell'atteso", e "la persistenza delle incertezze, in particolare collegate a fattori geopolitici e alla minaccia di protezionismo pesa sul sentimento economico".
Altro appuntamento chiave della settimana sarà la nuova riunione della Fed. I mercati non si attendono un nuovo rialzo, anche alla luce dei segnali di rallentamento dell'economia mondiale. Guardando a questo appuntamento l'euro tratta in rialzo e il biglietto verde perde terreno: la moneta europea passa di mano a 1,1409 dollari e 124,71 yen. Da segnalare che il Venezuela ha svalutato la sua moneta, il bolivar, del 34,83% per allinearla al tasso praticato dal mercato nero. Con l'introduzione di un nuovo sistema di cambio, il tasso è stato fissato a 3.200 bolivar per un dollaro, vicino al tasso di 3.118,62 trovato sul sito dolartoday.com, che funge da punto di riferimento per il mercato parallelo. Lo spread Btp/Bund si ferma a 245 punti, non lontano dalla chiusura di ieri, con il rendimento del titolo decennale al 2,45%.
Nell'agenda macroeconomica spiccano i dati Usa: l'attività economica nazionale ha accelerato il passo a dicembre, l'indice della Fed di Chicago si è attestato a +0,27 punti da +0,21 del mese precedente.
Petrolio in calo anche nel pomeriggio: il Wti a marzo scende a 51,76 dollari al barile e il Brent aa 59,80 dollari al barile. In lieve calo l'oro, che si mantiene comunque appena sopra quota 1300 dollari l'oncia.
Milano si conferma in calo dell'1,02%, in linea con le altre: Londra perde lo 0,91%, Francoforte lo 0,63% e Parigi lo 0,76%. Sul fronte asiatico, questa mattina Tokyo ha chiuso in calo dello 0,6%. In calo gli indici a Wall Street alla chiusura delle Borse europee nella settimana delle trimestrali di Apple, Facebook e Amazon: il Dow Jones perde l'1,22%, lo S&P l'1,11% e il Nasdaq l'1,24%.
Da Bruxelles il presidente Bce Mario Draghi ha mandato un chiaro messaggio ai Paesi che invocano più "sovranità", rimarcando che "un Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto", perché a quel punto "sono i mercati che decidono". l numero uno dell'Eurotower ha ribadito anche che la crescita nell'Eurozona dovrebbe procedere a passo più lento. Negli ultimi mesi - ha detto in audizione al Parlamento Ue - arrivano "informazioni più deboli dell'atteso", e "la persistenza delle incertezze, in particolare collegate a fattori geopolitici e alla minaccia di protezionismo pesa sul sentimento economico". La crescita nell'Eurozona dovrebbe procedere a passo più lento. Negli ultimi mesi - ha detto in audizione al Parlamento Ue - arrivano "informazioni più deboli dell'atteso", e "la persistenza delle incertezze, in particolare collegate a fattori geopolitici e alla minaccia di protezionismo pesa sul sentimento economico".
Altro appuntamento chiave della settimana sarà la nuova riunione della Fed. I mercati non si attendono un nuovo rialzo, anche alla luce dei segnali di rallentamento dell'economia mondiale. Guardando a questo appuntamento l'euro tratta in rialzo e il biglietto verde perde terreno: la moneta europea passa di mano a 1,1409 dollari e 124,71 yen. Da segnalare che il Venezuela ha svalutato la sua moneta, il bolivar, del 34,83% per allinearla al tasso praticato dal mercato nero. Con l'introduzione di un nuovo sistema di cambio, il tasso è stato fissato a 3.200 bolivar per un dollaro, vicino al tasso di 3.118,62 trovato sul sito dolartoday.com, che funge da punto di riferimento per il mercato parallelo. Lo spread Btp/Bund si ferma a 245 punti, non lontano dalla chiusura di ieri, con il rendimento del titolo decennale al 2,45%.
Nell'agenda macroeconomica spiccano i dati Usa: l'attività economica nazionale ha accelerato il passo a dicembre, l'indice della Fed di Chicago si è attestato a +0,27 punti da +0,21 del mese precedente.
Petrolio in calo anche nel pomeriggio: il Wti a marzo scende a 51,76 dollari al barile e il Brent aa 59,80 dollari al barile. In lieve calo l'oro, che si mantiene comunque appena sopra quota 1300 dollari l'oncia.