Ferrari, pronta a vendere più di 10mila vetture
Paolo Griseri , dal nostro inviato PAOLO GRISERIArchiviato un 2018 record, la casa di Maranello si appresta a centrare un obiettivo storico e a rompere un tabù: il primo è fare un miliardo di margine, il secondo vendere più di 10 mila auto
MARANELLO - Ferrari archivia un 2018 estremamente positivo dal punto di vista dei conti. Soprattutto migliora l'utile del 20 per cento, a 645 milioni, con ricavi sostanzialmente invariati. E si prepara a un 2019 in cui potrebbe abbattere due soglie psicologiche: la vendita di oltre 10 mila vetture nell'anno e il raggiungimento della soglia di un miliardo di Ebit. Nota dolente, quella dei ricavi delle vendite dei motori, legati al calo delle vendite di Maserati.
Per molto tempo la soglia delle 10 mila auto vendute all'anno è stato un tabù a Maranello. Si riteneva infatti che oltre quella cifra il brand cominciasse a perdere il carattere di esclusività che è il suo principale punto di forza. I numeri dimostrano che quel rischio finora non si è verificato, anzi. Nell'anno appena concluso il margine dei profitti è stato del 32 per cento: ogni tre euro incassato uno è di utile. Un rapporto molto alto, trattandosi di un…
Per molto tempo la soglia delle 10 mila auto vendute all'anno è stato un tabù a Maranello. Si riteneva infatti che oltre quella cifra il brand cominciasse a perdere il carattere di esclusività che è il suo principale punto di forza. I numeri dimostrano che quel rischio finora non si è verificato, anzi. Nell'anno appena concluso il margine dei profitti è stato del 32 per cento: ogni tre euro incassato uno è di utile. Un rapporto molto alto, trattandosi di un…
MARANELLO - Ferrari archivia un 2018 estremamente positivo dal punto di vista dei conti. Soprattutto migliora l'utile del 20 per cento, a 645 milioni, con ricavi sostanzialmente invariati. E si prepara a un 2019 in cui potrebbe abbattere due soglie psicologiche: la vendita di oltre 10 mila vetture nell'anno e il raggiungimento della soglia di un miliardo di Ebit. Nota dolente, quella dei ricavi delle vendite dei motori, legati al calo delle vendite di Maserati.
Per molto tempo la soglia delle 10 mila auto vendute all'anno è stato un tabù a Maranello. Si riteneva infatti che oltre quella cifra il brand cominciasse a perdere il carattere di esclusività che è il suo principale punto di forza. I numeri dimostrano che quel rischio finora non si è verificato, anzi. Nell'anno appena concluso il margine dei profitti è stato del 32 per cento: ogni tre euro incassato uno è di utile. Un rapporto molto alto, trattandosi di un'industria automobilistica. Un rapporto che Ferrari prevede di mantenere anche nel 2019. Probabilmente i numeri di quest'anno saranno anche migliori se si pensa che dai prossimi mesi si comincerà a vedere sui conti l'effetto Icona, la supercar da 1,6 milioni venduta in 499 esemplari nei prossimi anni.
Numeri lusinghieri dunque legati alle scelte del nuovo vertice (il presidente John Elkann e l'ad Louis Camilleri) e a quelle compiute da Sergio Marchionne. Nel 2018 sono aumentati anche i ricavi da sponsorizzazioni per il miglior piazzamento in Formula uno nel 2017 rispetto al 2016. Il problema è che, a dispetto dei conti molto positivi, la Ferrari non vince da troppo tempo. Ed è proprio sulla squadra corse che a Maranello è cominciata la rivoluzione di Camilleri.
Per molto tempo la soglia delle 10 mila auto vendute all'anno è stato un tabù a Maranello. Si riteneva infatti che oltre quella cifra il brand cominciasse a perdere il carattere di esclusività che è il suo principale punto di forza. I numeri dimostrano che quel rischio finora non si è verificato, anzi. Nell'anno appena concluso il margine dei profitti è stato del 32 per cento: ogni tre euro incassato uno è di utile. Un rapporto molto alto, trattandosi di un'industria automobilistica. Un rapporto che Ferrari prevede di mantenere anche nel 2019. Probabilmente i numeri di quest'anno saranno anche migliori se si pensa che dai prossimi mesi si comincerà a vedere sui conti l'effetto Icona, la supercar da 1,6 milioni venduta in 499 esemplari nei prossimi anni.
Numeri lusinghieri dunque legati alle scelte del nuovo vertice (il presidente John Elkann e l'ad Louis Camilleri) e a quelle compiute da Sergio Marchionne. Nel 2018 sono aumentati anche i ricavi da sponsorizzazioni per il miglior piazzamento in Formula uno nel 2017 rispetto al 2016. Il problema è che, a dispetto dei conti molto positivi, la Ferrari non vince da troppo tempo. Ed è proprio sulla squadra corse che a Maranello è cominciata la rivoluzione di Camilleri.