Bankitalia, Rissa nel governo: il M5S blocca il rinnovo del vicedirettore Signorini
di ROBERTO PETRINIDuro scontro giovedì scorso nel Consiglio dei ministri. Di Maio si scaglia contro un nuovo mandato per il dirigente. Il ministro Tria e il sottosegretario Giorgetti lo difendono. Ma è tutto il direttorio sotto attaccco
Nuovo assalto dei Cinque Stelle alla Banca d'Italia. Giovedì notte, nel corso di un lungo Consiglio dei ministri, Luigi Di Maio e i suoi hanno stoppato la conferma, per un secondo mandato di sei anni, del vicedirettore di Via Nazionale Luigi Federico Signorini. "Bisogna dare un segnale, serve una svolta", avrebbe incalzato il vicepremier grillino. A difesa di Signorini si sono schierati il ministro dell'Economia Tria e lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Per ora tutto viene rinviato.
La mossa grillina arriva tuttavia in una fase in cui l'intero direttorio della Banca d'Italia è sotto rinnovo. Nell'ottobre scorso è stato confermato l'altro vicedirettore Fabio Panetta, mentre la terza vicedirettrice Valeria Sannucci scade in maggio. Come in maggio arriva a termine il primo mandato del direttore generale, Salvatore Rossi, la carica più importante dopo quella del governatore Visco rinn…
La mossa grillina arriva tuttavia in una fase in cui l'intero direttorio della Banca d'Italia è sotto rinnovo. Nell'ottobre scorso è stato confermato l'altro vicedirettore Fabio Panetta, mentre la terza vicedirettrice Valeria Sannucci scade in maggio. Come in maggio arriva a termine il primo mandato del direttore generale, Salvatore Rossi, la carica più importante dopo quella del governatore Visco rinn…
Nuovo assalto dei Cinque Stelle alla Banca d'Italia. Giovedì notte, nel corso di un lungo Consiglio dei ministri, Luigi Di Maio e i suoi hanno stoppato la conferma, per un secondo mandato di sei anni, del vicedirettore di Via Nazionale Luigi Federico Signorini. "Bisogna dare un segnale, serve una svolta", avrebbe incalzato il vicepremier grillino. A difesa di Signorini si sono schierati il ministro dell'Economia Tria e lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Per ora tutto viene rinviato.
La mossa grillina arriva tuttavia in una fase in cui l'intero direttorio della Banca d'Italia è sotto rinnovo. Nell'ottobre scorso è stato confermato l'altro vicedirettore Fabio Panetta, mentre la terza vicedirettrice Valeria Sannucci scade in maggio. Come in maggio arriva a termine il primo mandato del direttore generale, Salvatore Rossi, la carica più importante dopo quella del governatore Visco rinnovato nel 2017.
La posizione di Signorini, in scadenza l'11 febbraio, è cruciale: fiorentino, 63 anni, cursus Bankitalia doc, Harvard, borsa Mortara, ufficio studi, è l'uomo che ha il compito di seguire la finanza pubblica e di riferire nelle audizioni parlamentari dove non ha mai fatto sconti ai vari governi. Come nell'ottobre scorso quando, alla Camera, rilevò che reddito di cittadinanza e quota 100 avrebbero avuto effetti modesti sul Pil.
Così, in vista della tornata di nomine i Cinque Stelle, che da sempre tengono Bankitalia nel mirino, dalla gestione della politica di vigilanza bancaria alle analisi di politica economica, hanno cominciato a riaprire il fuoco. Di Maio ha accusato Bankitalia di "mancanza di sorveglianza" (il 9 gennaio in occasione dell'annuncio della nuova commissione parlamentare sulle banche) e ha rilevato che Via Nazionale "da anni non ci prende" (il 18 gennaio dopo la pubblicazione dei dati del Bollettino economico), forte irritazione anche dopo l'intervento di Visco al Forex (il 2 febbraio scorso) che disegnò un quadro preoccupante dell'economia italiana.
Ora il blocco della conferma di Signorini fa deflagrare il caso. Le modalità della nomina, che prevede al massimo due mandati di sei anni, sono assai diverse da quelle del governatore dove l'iniziativa è prevalentemente politica: parte da Palazzo Chigi, che "sente" il Consiglio superiore, poi il provvedimento passa al Quirinale per il varo del decreto.
Nel caso del direttore generale e dei suoi tre vice, invece, la scelta spetta al governatore di Bankitalia, viene deliberata dal Consiglio superiore (per Signorini è avvenuto il 16 gennaio), passa alla Presidenza del Consiglio che promuove un decreto, di "concerto" con il ministro dell'Economia, "sentito" il consiglio dei ministri per poi essere approvata con un decreto del Capo dello Stato. Dunque una procedura dove prevalgono considerazioni interne e di merito tecnico e dove il Consiglio dei ministri deve solo essere "sentito": non per niente ieri Bankitalia ha pubblicato la norma sul suo sito.
La guerriglia dei Cinque stelle si allarga anche all'Ivass, l'autorità di sorveglianza sulle assicurazioni, retta da un comitato esecutivo di tre membri, guidato dal direttore della Banca d'Italia, attualmente Salvatore Rossi: qui due componenti sono scaduti, e non può esserci prorogatio, ma la nomina di Palazzo Chigi, stavolta con il concerto del ministro dello Sviluppo economico Di Maio, non arriva.
La mossa grillina arriva tuttavia in una fase in cui l'intero direttorio della Banca d'Italia è sotto rinnovo. Nell'ottobre scorso è stato confermato l'altro vicedirettore Fabio Panetta, mentre la terza vicedirettrice Valeria Sannucci scade in maggio. Come in maggio arriva a termine il primo mandato del direttore generale, Salvatore Rossi, la carica più importante dopo quella del governatore Visco rinnovato nel 2017.
La posizione di Signorini, in scadenza l'11 febbraio, è cruciale: fiorentino, 63 anni, cursus Bankitalia doc, Harvard, borsa Mortara, ufficio studi, è l'uomo che ha il compito di seguire la finanza pubblica e di riferire nelle audizioni parlamentari dove non ha mai fatto sconti ai vari governi. Come nell'ottobre scorso quando, alla Camera, rilevò che reddito di cittadinanza e quota 100 avrebbero avuto effetti modesti sul Pil.
Così, in vista della tornata di nomine i Cinque Stelle, che da sempre tengono Bankitalia nel mirino, dalla gestione della politica di vigilanza bancaria alle analisi di politica economica, hanno cominciato a riaprire il fuoco. Di Maio ha accusato Bankitalia di "mancanza di sorveglianza" (il 9 gennaio in occasione dell'annuncio della nuova commissione parlamentare sulle banche) e ha rilevato che Via Nazionale "da anni non ci prende" (il 18 gennaio dopo la pubblicazione dei dati del Bollettino economico), forte irritazione anche dopo l'intervento di Visco al Forex (il 2 febbraio scorso) che disegnò un quadro preoccupante dell'economia italiana.
Ora il blocco della conferma di Signorini fa deflagrare il caso. Le modalità della nomina, che prevede al massimo due mandati di sei anni, sono assai diverse da quelle del governatore dove l'iniziativa è prevalentemente politica: parte da Palazzo Chigi, che "sente" il Consiglio superiore, poi il provvedimento passa al Quirinale per il varo del decreto.
Nel caso del direttore generale e dei suoi tre vice, invece, la scelta spetta al governatore di Bankitalia, viene deliberata dal Consiglio superiore (per Signorini è avvenuto il 16 gennaio), passa alla Presidenza del Consiglio che promuove un decreto, di "concerto" con il ministro dell'Economia, "sentito" il consiglio dei ministri per poi essere approvata con un decreto del Capo dello Stato. Dunque una procedura dove prevalgono considerazioni interne e di merito tecnico e dove il Consiglio dei ministri deve solo essere "sentito": non per niente ieri Bankitalia ha pubblicato la norma sul suo sito.
La guerriglia dei Cinque stelle si allarga anche all'Ivass, l'autorità di sorveglianza sulle assicurazioni, retta da un comitato esecutivo di tre membri, guidato dal direttore della Banca d'Italia, attualmente Salvatore Rossi: qui due componenti sono scaduti, e non può esserci prorogatio, ma la nomina di Palazzo Chigi, stavolta con il concerto del ministro dello Sviluppo economico Di Maio, non arriva.