MILANO - Scatta dal 1° marzo il meccanismo di bonus-malus per l'acquisto di auto, che il governo ha inserito nell'ultima Manovra finanziaria per incentivare l'acquisto di veicoli non inquinanti e far cassa invece su quelli che hanno maggiori emissioni di anidride carbonica.
Denunciavano ancora oggi le associazioni di categoria Unrae, Federauto e Anfia: "Le case costruttrici e i rivenditori non conoscono ancora le modalità operative per attuare la misura". Inoltre, scrivono in una nota congiunta, "in merito all'applicazione del malus, nei giorni scorsi l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione che istituisce solamente il codice tributo da utilizzare per il pagamento dell'imposta, senza fornire ulteriori precisazioni né chiarire i termini per effettuare il pagamento". Infine, sul fronte bonus, che riguarda i veicoli elettrici e ibridi, "manca ancora il decreto interministeriale di attuazione e non c'è traccia della piattaforma on line per richiedere gli incentivi". Nella serata è arrivata la nota del Mise che ha annunciato l'attivazione della piattaforma dalle 12:00 del 1° marzo, ricordando che per ora non sarà necessario affrettarsi: si dovranno prima registrare i concessionari, solo dopo si potrà prenotare l'incentivo. Insomma, se la tassa scatta da subito per il bonus bisogna attendere ancora dei passaggi tecnici, che non tolgono il diritto di accedervi a chi acquistasse fin da subito, ma posticipano l'incasso.
Gli addetti ai lavori hanno fatto notare come la tassa vada sì a penalizzare auto di grossa cilindrata come Suv di lusso, ma non manchino casi di vetture 'compatte' che hanno motorizzazioni meno aggiornate.
In Altroconsumo, hanno accolto la misura con scetticismo, come ha potuto raccontare Repubblica nei giorni scorsi: "Rottamare una seconda auto (quella elettrica o ibrida deve esserlo per forza) per comprane una di prezzo alto, in media sopra i 25.000 euro, anche a fronte di un bonus di 6.000 euro non è un’operazione alla portata di tutti", ha sintetizzato Silvia Bollani. "Sarebbe stato meglio premiare la rottamazione delle auto più inquinanti, e anche più pericolose ormai, e lasciare i consumatori liberi di acquistare qualunque modello (le auto nuove sono comunque molto meno inquinanti).
Nel pacchetto di norme, ricordano ancora dall'Agenzia, è prevista anche una nuova detrazione fiscale del 50%, su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro da ripartire in dieci quote annuali di pari importo, per le spese di acquisto e installazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021. La risoluzione chiarisce che la detrazione dell’imposta sui redditi spetta sia ai soggetti Irpef sia ai soggetti Ires e viene riconosciuta anche per gli acquisti effettuati dai condomini.
Gli aggiornamenti attuativi
Fino a poche battute dal via all'attuazione del provvedimento sono rimasti dubbi di carattere applicativo della misura, sui quali è intervenuta alla vigilia del debutto l'Agenzia delle Entrate. Chiarendo, ad esempio, che l’imposta è dovuta entro la data di immatricolazione del mezzo e va versata tramite F24. Potrebbe esser quindi da pagare prima di avere materialmente ritirato il veicolo, visto che la carta di circolazione arriva prima, per altro con il rischio di pagare una sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo fino a 15 giorni, poi a salire. Sciolto il dilemma su cosa faccia fede per decidere se un'auto ricade sotto la tassa o meno: deve essere sia acquistata che immatricolata dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, periodo sperimentale di durata del bonus-malus.Denunciavano ancora oggi le associazioni di categoria Unrae, Federauto e Anfia: "Le case costruttrici e i rivenditori non conoscono ancora le modalità operative per attuare la misura". Inoltre, scrivono in una nota congiunta, "in merito all'applicazione del malus, nei giorni scorsi l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione che istituisce solamente il codice tributo da utilizzare per il pagamento dell'imposta, senza fornire ulteriori precisazioni né chiarire i termini per effettuare il pagamento". Infine, sul fronte bonus, che riguarda i veicoli elettrici e ibridi, "manca ancora il decreto interministeriale di attuazione e non c'è traccia della piattaforma on line per richiedere gli incentivi". Nella serata è arrivata la nota del Mise che ha annunciato l'attivazione della piattaforma dalle 12:00 del 1° marzo, ricordando che per ora non sarà necessario affrettarsi: si dovranno prima registrare i concessionari, solo dopo si potrà prenotare l'incentivo. Insomma, se la tassa scatta da subito per il bonus bisogna attendere ancora dei passaggi tecnici, che non tolgono il diritto di accedervi a chi acquistasse fin da subito, ma posticipano l'incasso.
La tassa
La penalizzazione riguarda i veicoli che emettono più di 160 grammi di CO2 per chilometro, con un balzello minimo di 1.100 euro che sale a seconda di determinate soglie di emissioni. L'informazione che fa fede per le emissioni è la voce V7 della carta di circolazione. La tassa è dovuta da chiunque acquista, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica; o da chi immatricola in Italia un veicolo di categoria M1 già immatricolato in altro Stato. Non varia in base al prezzo dell'auto che si immatricola ed è pagata una sola volta, proprio all'atto dell'immatricolazione.Gli addetti ai lavori hanno fatto notare come la tassa vada sì a penalizzare auto di grossa cilindrata come Suv di lusso, ma non manchino casi di vetture 'compatte' che hanno motorizzazioni meno aggiornate.
Il bonus
Dall'altro versante, il governo ha messo sul piatto 60 milioni per quest'anno (70 per i prossimi due) per incentivare le auto che abbattono le emissioni, di fatto elettriche o ibride. Come ricorda l'Agenzia delle Entrate annunciando (in serata alla vigilia del via alle misure) i chiarimenti su incentivi e bonus, il prezzo da listino ufficiale della casa produttrice deve essere inferiore a 50.000 euro (Iva esclusa). Il beneficio è riversato dal concessionario direttamente sul prezzo di vendita all'acquirente. A sua volta, il concessonario si fa rimborsare dal costruttore o dall'importatore, che matura un credito d'imposta. La versione massima del bonus, prevista in caso di acquisto di auto con emissioni C02 sotto 20 g/km e contestuale rottamazione di altro veicolo, arriva a 6mila euro. La risoluzione delle Entrate chiarisce che il costruttore del veicolo è il soggetto che detiene l’omologazione dell’auto e che ne rilascia all’acquirente la dichiarazione di conformità. Dal centro studi Promotor il presidente Gian Primo Quagliano, molto critico verso la misura, fa notare che - viste le risorse a disposizione - si tratta di 10mila veicoli "che non spostano il mercato. Invece, per colpa della tassa, potrebbero venire a mancare 100mila immatricolazioni quest'anno".In Altroconsumo, hanno accolto la misura con scetticismo, come ha potuto raccontare Repubblica nei giorni scorsi: "Rottamare una seconda auto (quella elettrica o ibrida deve esserlo per forza) per comprane una di prezzo alto, in media sopra i 25.000 euro, anche a fronte di un bonus di 6.000 euro non è un’operazione alla portata di tutti", ha sintetizzato Silvia Bollani. "Sarebbe stato meglio premiare la rottamazione delle auto più inquinanti, e anche più pericolose ormai, e lasciare i consumatori liberi di acquistare qualunque modello (le auto nuove sono comunque molto meno inquinanti).
Nel pacchetto di norme, ricordano ancora dall'Agenzia, è prevista anche una nuova detrazione fiscale del 50%, su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro da ripartire in dieci quote annuali di pari importo, per le spese di acquisto e installazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021. La risoluzione chiarisce che la detrazione dell’imposta sui redditi spetta sia ai soggetti Irpef sia ai soggetti Ires e viene riconosciuta anche per gli acquisti effettuati dai condomini.