Regioni e governo divisi sui Navigator
Valentina Conte , di VALENTINA CONTEStallo sull’assunzione dei seimila operatori che dovranno aiutare i beneficiari del reddito a trovare un’occupazione
ROMA - Nessun accordo tra governo e Regioni sui navigator. Anzi, la situazione che i governatori - riuniti ieri a Roma in una conferenza straordinaria convocata da Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna - definiscono di "stallo", sembra ormai degenerata. E senza via d'uscita.
Il vicepremier Luigi Di Maio tira dritto. Vuole che ad assumere i 6 mila tutor dei beneficiari del reddito di cittadinanza sia Anpal Servizi con un test a crocette. Le Regioni non vogliono essere scavalcate in quella che è anche una loro competenza. E soprattutto temono l'ondata di ricorsi, visto che i 6 mila saranno precari, presi con un co.co.co per due anni. La proposta di gestire la selezione per concorso pubblico sui territori, rispettosa della Costituzione, è stata respinta da Di Maio. E il tavolo non è stato più convocato dopo la rottura del 16 febbraio.
Di più. Il Senato ha votato un emendamento al decretone istitutivo del reddito che p…
Il vicepremier Luigi Di Maio tira dritto. Vuole che ad assumere i 6 mila tutor dei beneficiari del reddito di cittadinanza sia Anpal Servizi con un test a crocette. Le Regioni non vogliono essere scavalcate in quella che è anche una loro competenza. E soprattutto temono l'ondata di ricorsi, visto che i 6 mila saranno precari, presi con un co.co.co per due anni. La proposta di gestire la selezione per concorso pubblico sui territori, rispettosa della Costituzione, è stata respinta da Di Maio. E il tavolo non è stato più convocato dopo la rottura del 16 febbraio.
Di più. Il Senato ha votato un emendamento al decretone istitutivo del reddito che p…
ROMA - Nessun accordo tra governo e Regioni sui navigator. Anzi, la situazione che i governatori - riuniti ieri a Roma in una conferenza straordinaria convocata da Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna - definiscono di "stallo", sembra ormai degenerata. E senza via d'uscita.
Il vicepremier Luigi Di Maio tira dritto. Vuole che ad assumere i 6 mila tutor dei beneficiari del reddito di cittadinanza sia Anpal Servizi con un test a crocette. Le Regioni non vogliono essere scavalcate in quella che è anche una loro competenza. E soprattutto temono l'ondata di ricorsi, visto che i 6 mila saranno precari, presi con un co.co.co per due anni. La proposta di gestire la selezione per concorso pubblico sui territori, rispettosa della Costituzione, è stata respinta da Di Maio. E il tavolo non è stato più convocato dopo la rottura del 16 febbraio.
Di più. Il Senato ha votato un emendamento al decretone istitutivo del reddito che prevede solo un parere obbligatorio - ma non vincolante - delle Regioni all'assunzione dei navigator. Le Regioni chiedono però l'intesa. "L'emendamento è un segnale di chiusura, una porta in faccia al dialogo", dice Claudio Di Berardino, assessore del Lavoro nella Regione Lazio e vicecoordinatore degli assessori regionali al Lavoro. "Un precario di Anpal Servizi, quale saranno i navigator, non può firmare le certificazioni del patto per il lavoro, snodo essenziale per il reddito. Allora cosa viene a fare nei centri per l'impiego? Così si crea solo confusione". E il caos spaventa i governatori. Quello dal 6 marzo in poi, giorno del via alle domande. Ma anche quello tra due anni, quando i navigator pretenderanno l'assunzione. "Crediamo nel confronto, speriamo ancora in una correzione alla Camera di quel "parere" in "intesa"", auspica Di Berardino. "Ma non saremo noi a rompere".
Un gioco del cerino molto pericoloso. "Non vogliamo fare i guastafeste, ma solleviamo le criticità per tempo perché nessuno poi dica che è colpa delle Regioni se il meccanismo non funziona", mette le mani avanti Luca Zaia, governatore del Veneto.
In allarme anche il sindacato. La Slc Cgil ha chiesto un incontro a Poste. "Riceviamo preoccupanti segnalazioni dagli uffici", dice Nicola Di Ceglie, segretario nazionale. "L'azienda ci ha assicurato che la gestione delle domande per il reddito avrebbe comportato solo straordinari su base volontaria per i dipendenti. Mentre da febbraio sono state revocate le ferie programmate". Per evitare assalti agli sportelli, Poste stilerà un calendario alfabetico per chi vuole presentare la domanda dal 6 al 31 marzo.
Il vicepremier Luigi Di Maio tira dritto. Vuole che ad assumere i 6 mila tutor dei beneficiari del reddito di cittadinanza sia Anpal Servizi con un test a crocette. Le Regioni non vogliono essere scavalcate in quella che è anche una loro competenza. E soprattutto temono l'ondata di ricorsi, visto che i 6 mila saranno precari, presi con un co.co.co per due anni. La proposta di gestire la selezione per concorso pubblico sui territori, rispettosa della Costituzione, è stata respinta da Di Maio. E il tavolo non è stato più convocato dopo la rottura del 16 febbraio.
Di più. Il Senato ha votato un emendamento al decretone istitutivo del reddito che prevede solo un parere obbligatorio - ma non vincolante - delle Regioni all'assunzione dei navigator. Le Regioni chiedono però l'intesa. "L'emendamento è un segnale di chiusura, una porta in faccia al dialogo", dice Claudio Di Berardino, assessore del Lavoro nella Regione Lazio e vicecoordinatore degli assessori regionali al Lavoro. "Un precario di Anpal Servizi, quale saranno i navigator, non può firmare le certificazioni del patto per il lavoro, snodo essenziale per il reddito. Allora cosa viene a fare nei centri per l'impiego? Così si crea solo confusione". E il caos spaventa i governatori. Quello dal 6 marzo in poi, giorno del via alle domande. Ma anche quello tra due anni, quando i navigator pretenderanno l'assunzione. "Crediamo nel confronto, speriamo ancora in una correzione alla Camera di quel "parere" in "intesa"", auspica Di Berardino. "Ma non saremo noi a rompere".
Un gioco del cerino molto pericoloso. "Non vogliamo fare i guastafeste, ma solleviamo le criticità per tempo perché nessuno poi dica che è colpa delle Regioni se il meccanismo non funziona", mette le mani avanti Luca Zaia, governatore del Veneto.
In allarme anche il sindacato. La Slc Cgil ha chiesto un incontro a Poste. "Riceviamo preoccupanti segnalazioni dagli uffici", dice Nicola Di Ceglie, segretario nazionale. "L'azienda ci ha assicurato che la gestione delle domande per il reddito avrebbe comportato solo straordinari su base volontaria per i dipendenti. Mentre da febbraio sono state revocate le ferie programmate". Per evitare assalti agli sportelli, Poste stilerà un calendario alfabetico per chi vuole presentare la domanda dal 6 al 31 marzo.