✕

Jean Paul Fitoussi: “Italia e Francia fermino conflitti assurdi, solo loro insieme possono rilanciare l’Europa”

L'economista: "Roma e Parigi devono ricominciare a lavorare insieme per una nuova Europa. Non quella che vogliono la Commissione e la Germania" 
2 minuti di lettura
"Bisogna dimenticare al più presto quest'incomprensibile conflitto e ricominciare a lavorare insieme per costruire una nuova Europa. Perché quella vecchia di colpe ne ha, eccome". Jean-Paul Fitoussi, uno dei più prestigiosi economisti europei, guru di quella fucina di pensiero laico e illuminista che è l'ateneo parigino SciencesPo, ora docente anche alla Luiss, si associa con passione all'appello lanciato su Repubblica dal ministro Le Maire: "Italia e Francia sono partner naturali, storici, fraterni. Devono essere il nucleo di una politica democratica che rilanci l'ideale europeo".

Il problema, professore, è per "quale Europa" lavorare insieme...
"Di sicuro non quella che vogliono la Commissione e la Germania. Non va intesa la coesione solo dal punto di vista del debito pubblico e del rigore nei conti. L'Europa è stata concepita dai padri fondatori con ben altre ambizioni. Un'entit&ag…
"Bisogna dimenticare al più presto quest'incomprensibile conflitto e ricominciare a lavorare insieme per costruire una nuova Europa. Perché quella vecchia di colpe ne ha, eccome". Jean-Paul Fitoussi, uno dei più prestigiosi economisti europei, guru di quella fucina di pensiero laico e illuminista che è l'ateneo parigino SciencesPo, ora docente anche alla Luiss, si associa con passione all'appello lanciato su Repubblica dal ministro Le Maire: "Italia e Francia sono partner naturali, storici, fraterni. Devono essere il nucleo di una politica democratica che rilanci l'ideale europeo".

Il problema, professore, è per "quale Europa" lavorare insieme...
"Di sicuro non quella che vogliono la Commissione e la Germania. Non va intesa la coesione solo dal punto di vista del debito pubblico e del rigore nei conti. L'Europa è stata concepita dai padri fondatori con ben altre ambizioni. Un'entità federalista che lavori in nome dei cittadini, per aiutarli a trovare un lavoro gratificante, a crescere culturalmente e per posizione sociale. Di tutto questo si è persa traccia".

E la risposta è stata il populismo?
"Il principio di stare dalla parte del popolo è condivisibile. Il problema è che si è scelto un taglio confuso e contraddittorio. Restiamo ai rapporti fra Italia e Francia: cosa gli è saltato in mente di sbandierare il franco coloniale come simbolo di imperialismo? Non c'è bersaglio più sbagliato, è uno strumento di stabilità per quei Paesi. Oppure la Tav: gli oppositori hanno a cuore l'ambiente o vogliono solo mettere i bastoni fra le ruote allo sviluppo?".

Di lei si diceva che, insieme a Joseph Stiglitz, aveva un ruolo da "consigliori" dei 5 Stelle. È vero?
"No. Però le dottrine che abbiamo elaborato possono servire da base per un'Europa più equa e costruttiva come quella cui dicevano di aspirare i 5 Stelle: il fondo europeo per l'occupazione, lo sviluppo comune degli investimenti, una visione allargata del benessere che non si fermi al Fiscal Compact".

È vero che Macron ha perso di vista l'ideale europeo? Chi lo dice rileva che negli ultimi discorsi vi fa sempre meno riferimento...
"Al contrario è alla ricerca di partner per rilanciare il progetto comune. L'Italia sarebbe ideale, ma vista l'atmosfera si è gettato fra le braccia della Germania che ha tradito lo spirito di Aquisgrana quando era ancora fresco l'inchiostro della firma. Lo sbandierato fondo comune per lo sviluppo si è ridotto al minimo, l'idea di solidarietà rimane lontana. È una catena di errori innescata dall'Italia che si è fatta trascinare nella deriva nazionalista di Salvini senza valutarne le conseguenze".

Ma qualche torto della Francia? I migranti?
"Certo, Le Maire l'ha riconosciuto. Ma lavorando insieme gli errori si possono emendare. C'è però chi viceversa esaspera questi errori: il gruppo antidemocratico della Lega, di Orban, Le Pen, gli spagnoli di Vox. Spero che le elezioni non portino al paradosso di un Europarlamento schierato su un fronte anti-europeo. Sarebbe un disastro".

Insomma, quale Europa dobbiamo augurarci?
"Un'Europa dei popoli che tenga conto degli ideali sociali, non consideri gli interessi particolari ma quelli dei poveri e dei diseredati, vinca le storture della globalizzazione e le diseguaglianze. Forse mi illudo ma in fondo je suis socialiste".