Economia

Deficit commerciale record per Trump. Borse caute in attesa delle Banche centrali

Atteso il beige book della Fed, domani tocca a Draghi. Lo spread scende sotto 250 punti in vista delle nuove operazioni Bce. Milano +0,65% grazie a banche e Fca. L'Istat vede ancora difficoltà per l'Italia. Pompeo annuncia un incontro decisivo in Florida sui dazi tra Usa e Cina.

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MILANO - Mercati cauti con gli occhi rivolti alle Banche centrali e spread in calo. Oggi la Federal reserve americana pubblica il suo Beige book, mentre domani tocca alla Bce di Mario Draghi: sul tavolo dell'Eurotower ci saranno stime economiche in peggioramento e probabilmente si inizierà ad entrare nei dettagli delle prossime aste di liquidità agevolata per le bache. Dalla pubblicazione della Banca centrale americana, in vista del meeting di marzo, gli economisti di Intesa Sanpaolo si aspettano "indicazioni riguardo alle prospettive per gli investimenti in questa fase di incertezza politica, sia domestica sia internazionale. E' probabile che il rapporto continui a segnalare un andamento positivo del mercato del lavoro con una dinamica moderata di prezzi e salari".

Gli investitori scrutano sempre il fronte dell'intesa commerciale tra Usa e Cina: ieri Mike Pompeo, il segretario di Stato degli Usa, ha annunciato che Washington e Pechino sono vicine al raggiungimento di un accordo e si incontreranno in Florida a fine mese per discutere l'intesa finale. I listini europei chiudono poco mossi: Parigi segna un calo dello 0,2%, Francoforte dello 0,28% mentre Londra sale dello 0,18%. Milano termina al top da cinque mesi grazie al rialzo odierno dello 0,65%. Soffre Prysmian all'indomani della pubblicazione dei conti. Bene Fca, prima del listino principale, dopo le parole di Manley sui piani di sviluppo. Bene i titoli bancari in vista delle possibili nuove operazioni di liquidità agevolata da parte della Bce e anche grazie al calo del differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi.

Lo spread si porta infatti a 249 punti base in chiusura di giornata, mentre l'euro chiude in leggero rialzo sul biglietto verde: la moneta europea passa di mano a 1,1323 dollari e 126,46 yen. Giù dollaro/yen a 111,72.

Chiusure in netto rialzo, questa mattina, per le piazze azionarie cinesi. A Shanghai il Composite guadagna l'1,57% a 3.102,10 punti, a Shenzhen il Component avanza dell'1,09% a 9.700,49 punti. La Borsa di Tokyo ha invece perso lo 0,6%, preoccupata del rallentamento dell'economia cinese più dei mercati domestici stessi. Wall Street avanza debole: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones scivola dello 0,4%, il Nasdaq dello 0,7% e lo S&P500 dello 0,4%.

Ricca l'agenda di dati macro. L'Istat ha segnalato nella sua nota che l'indice 'spia' dell'andamento dell'economia italiana, "ha registrato una ulteriore diminuzione, confermando le difficoltà dell'attuale fase ciclica". Secondo l'Istituto, anche "la fiducia di famiglie e imprese è peggiorata". Drastico il taglio della stima Ocse sul Pil dell'Italia, visto a -0,2% nel 2019.

Molti dati dagli Stati Uniti. Nonostante i muscoli di Trump sui dazi, il 2018 va in archivio come l'anno con un deficit commerciale ai massimi da dieci anni a 621 miliardi di dollari, salito di quasi 120 miliardi nell'arco della presidenza del tycoon. Sotto le attese il dato Adp sulla variazione degli occupati, a +183mila a febbraio.

Tra le materie prime, l'oro lima lo 0,25% nel pomeriggio a 1.284 dollari l'oncia. Il petrolio cede l'1% con il Wti a 55,9 dollari al barile, mentre il Brent lima lo 0,3% a 65,6 dollari.