MILANO - Il nuovo round di finanziamenti a lungo termine annunciato dalla Bce e la prospettiva di tassi fermi danno solo temporaneamente fiato a Piazza Affari, che dopo un rapido passaggio in rialzo torna in calo e perde in chiusura lo 0,73%, penalizzata insieme alle altre dal rallentamento dell'economia globale, ribadito da Mario Draghi dopo che è stato certificato ieri dall'Ocse e sottolineato anche nel Beige Book della Fed.
Sono in particolare le banche a pesare sul listino milanese: le azioni del credito vengono colpite dalle vendite, nonostante da Francoforte siano state annunciate nuove aste di liquidità a condizioni agevolate, Alcuni operatori notano come se ne aspettasse la partenza già da giugno (invece saranno a settembre). Vincenzo Longo, analista di Ig Markets, parla a caldo di un effetto "sell on news". Ci sono poi alcuni aspetti tecnici - anche se i dettagli delle sette aste che verranno non sono ancora definiti - che rischiano di rendere queste operazioni meno attraenti che in passato. In rosso anche le altre Piazze europee: Londra perde lo 0,53%, Francoforte lo 0,6% e Parigi lo 0,39%. Non arriva il sostegno da Wall Street: il Dow Jones lima l'1%, come lo S&P500 e il Nasdaq. In mattinata Tokyo che ha terminato gli scambi a -0,65%.
Le parole di Draghi pesano anche sull'euro, che scivola ai minimi da quattro mesi a 1,1231 dollari. Effetto positivo, di contro, sui titoli governativi: lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende fino a toccare 239 punti base, rispetto ai 249 della chiusura di ieri sera: sono i minimi da settembre scorso. Anche il rendimento del decennale italiano scende, al 2,5%, per la prima volta dal luglio 2018.
Tra i dati macro, l'Istat evidenzia una lieve ripresa del commercio al dettaglio a gennaio mentre negli Usa sono in calo le richieste settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti: per la settimana conclusasi il 2 marzo, sono stati registrati a 223.000, in calo di 3.000. Gli analisti si aspettavano un livello di 224.000.
Il petrolio si mantiene poco mosso sui mercati. Il Wti del Texas sale leggermente dello 0,91% a 56,73 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord passa di mano a 66,28 (+0,45%). In lieve calo l'oro, a 1285 dollari l'oncia.
Sono in particolare le banche a pesare sul listino milanese: le azioni del credito vengono colpite dalle vendite, nonostante da Francoforte siano state annunciate nuove aste di liquidità a condizioni agevolate, Alcuni operatori notano come se ne aspettasse la partenza già da giugno (invece saranno a settembre). Vincenzo Longo, analista di Ig Markets, parla a caldo di un effetto "sell on news". Ci sono poi alcuni aspetti tecnici - anche se i dettagli delle sette aste che verranno non sono ancora definiti - che rischiano di rendere queste operazioni meno attraenti che in passato. In rosso anche le altre Piazze europee: Londra perde lo 0,53%, Francoforte lo 0,6% e Parigi lo 0,39%. Non arriva il sostegno da Wall Street: il Dow Jones lima l'1%, come lo S&P500 e il Nasdaq. In mattinata Tokyo che ha terminato gli scambi a -0,65%.
Le parole di Draghi pesano anche sull'euro, che scivola ai minimi da quattro mesi a 1,1231 dollari. Effetto positivo, di contro, sui titoli governativi: lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende fino a toccare 239 punti base, rispetto ai 249 della chiusura di ieri sera: sono i minimi da settembre scorso. Anche il rendimento del decennale italiano scende, al 2,5%, per la prima volta dal luglio 2018.
Tra i dati macro, l'Istat evidenzia una lieve ripresa del commercio al dettaglio a gennaio mentre negli Usa sono in calo le richieste settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti: per la settimana conclusasi il 2 marzo, sono stati registrati a 223.000, in calo di 3.000. Gli analisti si aspettavano un livello di 224.000.
Il petrolio si mantiene poco mosso sui mercati. Il Wti del Texas sale leggermente dello 0,91% a 56,73 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord passa di mano a 66,28 (+0,45%). In lieve calo l'oro, a 1285 dollari l'oncia.