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(ansa)

Governo, tutti contro Tria: la prossima sfida sarà sul Def

Lega e grillini insistono per inserire nel Documento le cifre del decreto crescita ma anche la flat tax
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La polemica sui mancati rimborsi ai risparmiatori che avevano investito sulle banche fallite è solo il preludio. Poi toccherà alla stesura del Def, alla flat tax, al decreto crescita, nonché alle prossime nomine per le poltrone che contano nella Cassa Depositi Prestiti.

In vista delle prossime scadenze finanziarie del Governo e - ancora di più - a due mesi delle elezioni Europee, Lega e Cinquestelle tornano con decisione all'attacco del ministro dell'Economia Giovanni Tria. E lo fanno in modo coordinato: troppo ossequioso con l'Europa e i vincoli di bilancio secondo i primi, troppo vicino ai banchieri e agli "interessi forti" per i secondi. "Mentre dovrebbe essere dalla parte di chi è stato eletto dal popolo", è il commento di un esponente grillino. A conferma che l'uscita del ministro dell'Interno Matteo Salvini, sabato scorso, sul palco della Confcommercio ("Ci siamo rotti le palle di aspettare l…
La polemica sui mancati rimborsi ai risparmiatori che avevano investito sulle banche fallite è solo il preludio. Poi toccherà alla stesura del Def, alla flat tax, al decreto crescita, nonché alle prossime nomine per le poltrone che contano nella Cassa Depositi Prestiti.

In vista delle prossime scadenze finanziarie del Governo e - ancora di più - a due mesi delle elezioni Europee, Lega e Cinquestelle tornano con decisione all'attacco del ministro dell'Economia Giovanni Tria. E lo fanno in modo coordinato: troppo ossequioso con l'Europa e i vincoli di bilancio secondo i primi, troppo vicino ai banchieri e agli "interessi forti" per i secondi. "Mentre dovrebbe essere dalla parte di chi è stato eletto dal popolo", è il commento di un esponente grillino. A conferma che l'uscita del ministro dell'Interno Matteo Salvini, sabato scorso, sul palco della Confcommercio ("Ci siamo rotti le palle di aspettare l'Europa, Tria firmi il decreto per i rimborsi ai risparmiatori) è solo l'inizio di una manovra più articolata. Per la quale, i partiti sono pronti ad andare fino in fondo anche arrivando a un "commissariamento" del ministro.

Il terreno dei possibili contrasti va ben oltre la tutela per chi aveva investito in azioni e obbligazioni degli istituti poi falliti, al momento congelati da Tria, perché in attesa del via libera di Bruxelles. Conterà ancora di più, per esempio, cosa verrà scritto nel Def, il Documento di Economia e Finanza che deve contenere le indicazioni per la successiva scrittura della manovra e che va approvato entro il 10 aprile. È vero che si tratta più che altro di una griglia di proposte, ma ai fini della campagna elettorale per il rinnovo dei parlamentari da inviare a Strasburgo, non sarà per nulla secondario il suo contenuto.

Lega e Cinquestelle spingono per inserire del Def le indicazioni di un "decreto crescita" con misure per la ripartenza delle opere pubbliche e alcuni interventi di semplificazione. In modo che possa essere giustificata - anche davanti all'Europa - una previsione di Pil nel segno della ripresa e dell'inversione di tendenza rispetto alla recessione tecnica in cui è caduta l'Italia dopo i dati dell'ultimo trimestre. Non solo. La Lega vuole indicazioni precise per potersi vendere un primo abbozzo di flat tax; non a caso l'ha citata lo stesso Salvini sempre dai commercianti. "L'importante è che si reimmettano soldi in circuito", ha commentato il ministro dell'Interno, aggiungendo che tra le ipotesi sul tavolo, quella a lui più gradita passa per un sostegno alle famiglie.

Così, mentre si trova in Asia (da domani in visita ufficiale a Singapore e in Cina), Tria farà bene a seguire quanto potrebbe accadere in Italia Perché su queste partite, i partiti intendono dettare l'agenda e non farsi più guidare dal ministro. Da qui le voci per super consulenti vicini a Lega e M5s da affiancare ai sottosegretari al Mef, già da questa settimana.

I Cinquestelle, da parte loro, apriranno una partita sulle prossime nomine nelle controllate della Cdp. In particolare su Sace, la società che assicura le imprese italiane che lavorano all'estero. Tria vorrebbe riconfermare il vertice formato dal presidente Beniamino Quinteri e l'ad Alessandro Decio. Mentre i grillini, in questo sostenuti dal premier Giuseppe Conte, sostengono che è necessario un ricambio, imputandolo ai risultati non brillanti del gruppo, e al mancato appoggio, in particolare, alle Pmi. Inoltre, sempre dai Cinquestelle, viene accusato di fare sponda con le fondazioni bancarie, socie di minoranza all'interno del cda della Cassa, non seguendo le indicazioni del governo, quando chiede interventi a sostegno di aziende strategiche in crisi. E non solo per il caso Alitalia.