MILANO - Le borse europee sono positive nonostante il calo della fiducia verso l'economia: il peggioramento del clima che si respira nei settori produttivi, è stato tracciato dal consueto indice della Commissione europea. Il cosiddetto "sentiment economico" è peggiorato soprattutto in Olanda e Germania, mentre il dato italiano è stabile: a marzo l'indice ESI di Bruxelles è sceso "leggermente" sia nell'area euro (di 0,7 punti, arrivando a 105,5) che nella Ue-28 (di 0,4 punti, fino a 105). Il deterioramento è dovuto soprattutto dalla scarsa fiducia nell'industria, mentre è salita quella nel commercio al dettaglio e nell'edilizia.
Segnali di rallentamento sono avvertiti anche da S&P che ha tagliato la crescita dell'Eurozona a +1,1% dall'1,6% e rivisto nettamente al ribasso il dato relativo all'Italia. Secondo l'agenzia di rating nel 2019 il nostro Paese crescerà soltanto dello 0,1% contro lo 0,7% del precdente aggiornamento.
Le Borse provano a sfuggire a questa incertezza generalizzata, con l'eccezione di Milano che nel pomeriggio si conferma in rosso e chiude in calo dello 0,53%. Meglio le altre: Francoforte sale dello 0,09%, Londra dello 0,54% mentre Parigi lascia sul terreno lo 0,09%. Si segnala il calo, sulla Borsa francese, di EssilorLuxottica dopo la richiesta di Delfin, la holding di Leonardo Del Vecchio, di arrivare a un arbitrato per risolvere il contrasto con i soci francesi per il governo del colosso degli occhiali.
D'altra parte, che sia una fase di incertezza per lo scenario economico è testimoniato dalla corsa degli investitori ai titoli di Stato dei Paesi forti. Come nota Bloomberg, i rendimenti dei Treasury decennali (che si muovono in senso opposto al prezzo dei titoli americani) sono scesi ai minimi da 15 mesi e quelli giapponesi a un livello che non si vedeva dall'agosto 2016; in Europa, i decennali tedeschi hanno visto scendere il loro rendimento ancor più sotto lo zero, mentre il presidente della Bce, Mario Draghi, ha garantito che serve ancora una posizione accomodante da parte della Banca centrale. Il calo dei rendimenti dei bond si è attenuato nel corso della seduta di giovedì.
Tra i dati macroeconomci, il più atteso di giornata era il nuovo aggiornamento sul Pil Usa del quarto tirmestre 2018, rivisto ora al ribasso al 2,2% dal 2,6 inizialmente stimato.A Wall Street gli indici sono piatti alla chiusura delle Borse europee dopo una partenza al rialzo, con Dow Jones e Nasdaq entrambi poco sopra la parità. A fare venire un po' meno l'entusiasmo è stato Larry Kudlow, il consigliere economico del presidente Trump, secondo il quale le trattative commerciali con Pechino potrebbero durate per "mesi". Quando gli scambi Ue volgono a chiusura, il Dow Jones cede lo 0,1% come lo S&P500, il Nasdaq scivola dello 0,2%. In Germania, l'inflazione ha rallentato all'1,3% a marzo. L'euro chiude in calo sopra 1,2 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1223 dollari e a 124,14 yen. Dollaro/yen debole a 110,57.
La Borsa di Tokyo, nel contesto di preoccupazioni per l'economia mondiale che ha fatto rafforzare lo yen - bene rifugio - penalizzando le grandi aziende esportatrici nipponiche, questa mattina ha perso l'1,6%. Le Borse cinesi hanno chiuso in rosso nel giorno dell'avvio del nuovo round negoziale sul commercio tra Usa e Cina, in programma a Pechino: l'indice Composite di Shanghai a -0,92% e quello di Shenzhen a -0,9%.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi termina in leggero rialzo in area 255 punti base, con il decennale italiano che rende il 2,5%. Il Tesoro ha assegnato tutti i 6,5 miliardi di euro di Btp a medio-lungo termine offerti in asta, ma il tasso sulla scadenza a 5 anni ha segnato un deciso rialzo all'1,71% dall'1,59% del collocamento precedente. Il tasso sul Btp a 10 anni è invece calato al 2,61% dal 2,81%. La domanda complessiva per i Btp ha superato gli 8,7 miliardi. Venduti anche Ccteu per un miliardo di euro al tasso dell'1,83%.
Tra le materie prime, le quotazioni dell'oro sono tornate in calo dopo il recupero dell'Asia: il lingotto con consegna immediata cede l'1,3% alla chiusura delle Borse Ue a 1.291 dollari l'oncia. Il Petrolio, partito in calo, si appesantisce ulteriormente dopo il nuovo richiamo di Trump all'Opec, con il presidente Usa che ha invitato i produttori ad aumentare la produzione per far scendere i prezzi. I contratti sul greggio Wti cedono lo 0,7%, a 58,9 dollari al barile, mentre il Brent scivola dello 0,9% a 67,2 dollari.
Segnali di rallentamento sono avvertiti anche da S&P che ha tagliato la crescita dell'Eurozona a +1,1% dall'1,6% e rivisto nettamente al ribasso il dato relativo all'Italia. Secondo l'agenzia di rating nel 2019 il nostro Paese crescerà soltanto dello 0,1% contro lo 0,7% del precdente aggiornamento.
Le Borse provano a sfuggire a questa incertezza generalizzata, con l'eccezione di Milano che nel pomeriggio si conferma in rosso e chiude in calo dello 0,53%. Meglio le altre: Francoforte sale dello 0,09%, Londra dello 0,54% mentre Parigi lascia sul terreno lo 0,09%. Si segnala il calo, sulla Borsa francese, di EssilorLuxottica dopo la richiesta di Delfin, la holding di Leonardo Del Vecchio, di arrivare a un arbitrato per risolvere il contrasto con i soci francesi per il governo del colosso degli occhiali.
D'altra parte, che sia una fase di incertezza per lo scenario economico è testimoniato dalla corsa degli investitori ai titoli di Stato dei Paesi forti. Come nota Bloomberg, i rendimenti dei Treasury decennali (che si muovono in senso opposto al prezzo dei titoli americani) sono scesi ai minimi da 15 mesi e quelli giapponesi a un livello che non si vedeva dall'agosto 2016; in Europa, i decennali tedeschi hanno visto scendere il loro rendimento ancor più sotto lo zero, mentre il presidente della Bce, Mario Draghi, ha garantito che serve ancora una posizione accomodante da parte della Banca centrale. Il calo dei rendimenti dei bond si è attenuato nel corso della seduta di giovedì.
Tra i dati macroeconomci, il più atteso di giornata era il nuovo aggiornamento sul Pil Usa del quarto tirmestre 2018, rivisto ora al ribasso al 2,2% dal 2,6 inizialmente stimato.A Wall Street gli indici sono piatti alla chiusura delle Borse europee dopo una partenza al rialzo, con Dow Jones e Nasdaq entrambi poco sopra la parità. A fare venire un po' meno l'entusiasmo è stato Larry Kudlow, il consigliere economico del presidente Trump, secondo il quale le trattative commerciali con Pechino potrebbero durate per "mesi". Quando gli scambi Ue volgono a chiusura, il Dow Jones cede lo 0,1% come lo S&P500, il Nasdaq scivola dello 0,2%. In Germania, l'inflazione ha rallentato all'1,3% a marzo. L'euro chiude in calo sopra 1,2 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1223 dollari e a 124,14 yen. Dollaro/yen debole a 110,57.
La Borsa di Tokyo, nel contesto di preoccupazioni per l'economia mondiale che ha fatto rafforzare lo yen - bene rifugio - penalizzando le grandi aziende esportatrici nipponiche, questa mattina ha perso l'1,6%. Le Borse cinesi hanno chiuso in rosso nel giorno dell'avvio del nuovo round negoziale sul commercio tra Usa e Cina, in programma a Pechino: l'indice Composite di Shanghai a -0,92% e quello di Shenzhen a -0,9%.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi termina in leggero rialzo in area 255 punti base, con il decennale italiano che rende il 2,5%. Il Tesoro ha assegnato tutti i 6,5 miliardi di euro di Btp a medio-lungo termine offerti in asta, ma il tasso sulla scadenza a 5 anni ha segnato un deciso rialzo all'1,71% dall'1,59% del collocamento precedente. Il tasso sul Btp a 10 anni è invece calato al 2,61% dal 2,81%. La domanda complessiva per i Btp ha superato gli 8,7 miliardi. Venduti anche Ccteu per un miliardo di euro al tasso dell'1,83%.
Tra le materie prime, le quotazioni dell'oro sono tornate in calo dopo il recupero dell'Asia: il lingotto con consegna immediata cede l'1,3% alla chiusura delle Borse Ue a 1.291 dollari l'oncia. Il Petrolio, partito in calo, si appesantisce ulteriormente dopo il nuovo richiamo di Trump all'Opec, con il presidente Usa che ha invitato i produttori ad aumentare la produzione per far scendere i prezzi. I contratti sul greggio Wti cedono lo 0,7%, a 58,9 dollari al barile, mentre il Brent scivola dello 0,9% a 67,2 dollari.