Pressing di Scaroni: Milan via da San Siro se vincono i nostalgici
Luca Pagni , di LUCA PAGNI
MILANO - Mentre in città tiene banco il dibattito tra romantici e pragmatici sulla demolizione di San Siro, nella polemica tra il sindaco Beppe Sala - favorevole alla ristrutturazione dello stadio - e il presidente del Milan Paolo Scaroni che minaccia di giocare tre anni in trasferta, o addirittura di scegliere un’altra area della città, si inserisce chi il problema l’ha già risolto da tempo. Per il presidente della Juventus Andrea Agnelli - che anche grazie allo stadio di proprietà ha scalato la classifica delle società con i maggiori ricavi in Europa - non ci sarebbe nemmeno da discutere: «San Siro è un pezzo di storia italiana. Poi bisogna riflettere su cosa sia un impianto moderno. Da questo punto di vista fa sentire la sua età. E nel calcio di oggi non si può essere nostalgici, serve uno stadio che viva 365 giorni».
Ma cosa fare di San Siro? I tempi per arrivare a una decisione definitiva non sono an…
Ma cosa fare di San Siro? I tempi per arrivare a una decisione definitiva non sono an…
MILANO - Mentre in città tiene banco il dibattito tra romantici e pragmatici sulla demolizione di San Siro, nella polemica tra il sindaco Beppe Sala - favorevole alla ristrutturazione dello stadio - e il presidente del Milan Paolo Scaroni che minaccia di giocare tre anni in trasferta, o addirittura di scegliere un’altra area della città, si inserisce chi il problema l’ha già risolto da tempo. Per il presidente della Juventus Andrea Agnelli - che anche grazie allo stadio di proprietà ha scalato la classifica delle società con i maggiori ricavi in Europa - non ci sarebbe nemmeno da discutere: «San Siro è un pezzo di storia italiana. Poi bisogna riflettere su cosa sia un impianto moderno. Da questo punto di vista fa sentire la sua età. E nel calcio di oggi non si può essere nostalgici, serve uno stadio che viva 365 giorni».
Ma cosa fare di San Siro? I tempi per arrivare a una decisione definitiva non sono ancora maturi: solo a fine aprile, Milan e Inter presenteranno al sindaco Sala e alla giunta il progetto definitivo per la realizzazione di un nuovo impianto da 60-65mila posti da costruire nell’area dove ora si trova il grande parcheggio a servizio del Meazza. Ci vuole ancora qualche settimana per definire il piano finanziario (a cui sta lavorando la banca america Goldman Sachs) nonché per scegliere la società di costruzioni cui affidare i lavori.
Ma arrivare all’appuntamento non sarà una passeggiata. Il sindaco Sala continua a invitare i due club a fare chiarezza e spinge perché San Siro non venga abbandonato per poi essere demolito. E, in cuor suo, spera che l’Inter si sfili per restare a San Siro ammodernato. Sul fronte milanista, il presidente Scaroni ieri ha fiutato le difficoltà: «Se la disputa ideologica ci portasse alla conclusione che non possiamo toccare nulla, noi ce ne andremmo». Il club rossonero sostiene che non si può giocare all’interno di uno stadio in ristrutturazione, per motivi di sicurezza oltre che economici (non avrebbe più di 40mila posti). Davanti alla minaccia di andare altrove, magari scegliendo anche un’altra zona della città, Sala non ha reagito bene: «Se le due squadre trovano resistenza rispetto al fatto di abbandonare San Siro, figuratevi che resistenza troverebbero se dovessero anche abbandonare quell’area». Per essere due che si devono accordare, la partenza non è delle migliori.
Ma cosa fare di San Siro? I tempi per arrivare a una decisione definitiva non sono ancora maturi: solo a fine aprile, Milan e Inter presenteranno al sindaco Sala e alla giunta il progetto definitivo per la realizzazione di un nuovo impianto da 60-65mila posti da costruire nell’area dove ora si trova il grande parcheggio a servizio del Meazza. Ci vuole ancora qualche settimana per definire il piano finanziario (a cui sta lavorando la banca america Goldman Sachs) nonché per scegliere la società di costruzioni cui affidare i lavori.
Ma arrivare all’appuntamento non sarà una passeggiata. Il sindaco Sala continua a invitare i due club a fare chiarezza e spinge perché San Siro non venga abbandonato per poi essere demolito. E, in cuor suo, spera che l’Inter si sfili per restare a San Siro ammodernato. Sul fronte milanista, il presidente Scaroni ieri ha fiutato le difficoltà: «Se la disputa ideologica ci portasse alla conclusione che non possiamo toccare nulla, noi ce ne andremmo». Il club rossonero sostiene che non si può giocare all’interno di uno stadio in ristrutturazione, per motivi di sicurezza oltre che economici (non avrebbe più di 40mila posti). Davanti alla minaccia di andare altrove, magari scegliendo anche un’altra zona della città, Sala non ha reagito bene: «Se le due squadre trovano resistenza rispetto al fatto di abbandonare San Siro, figuratevi che resistenza troverebbero se dovessero anche abbandonare quell’area». Per essere due che si devono accordare, la partenza non è delle migliori.