Economia

Trump fa tremare ancora le Borse. Spread, Italia peggio della Grecia nei titoli a 5 anni

(afp)
I dazi contro il Messico innescano nuovi timori sui mercati. Il differenziale ai massimi da dicembre. Bund ai minimi storici. Forte calo per il petrolio
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MILANO -  Un'altra giornata di tensione per lo spread nel giorno della risposta del governo all'Europa e mentre l'Istat ha tagliato le proprie stime di crescita relative al primo trimestre: il differenziale schizza fino a 293 punti e tocca i nuovi massimi da dicembre salvo poi posizionarsi in chiusura a 287 con il rendimento del decennale al 2,66%. Un rialzo accelerato anche dal calo dei bund tedeschi, il cui rendimento tocca in mattinata il -0,2%, segnando il proprio minimo storico.

I titoli italiani mettono però a segno un altro primato negativo. Per la prima volta da oltre 14 anni il rendimento dei Btp italiani a 5 anni supera quello degli omologhi greci. Per questo motivo lo spread con il bund tedesco a 5 anni risulta più alto per l'Italia (234) che per la Grecia (226). Mai così vicini anche i titoli decennali dei due Paesi. Inoltre, per la prima volta dal 2008 lo spread tra i due titoli decennali è sceso sotto i 20 punti base.

L'andamento dello spread Italia-Grecia sui titoli quinquennali nell'ultimo anno. Quando il differenziale si azzera o diventa positivo, come oggi, significa che il rendimento del Btp italiano è superiore a quello dell'omologo greco e quindi il nostro è percepito dal mercato come più rischio rispetto a quello emesso da Atene. 

Donald Trump intanto fa tremare ancora le Borse di tutto il mondo. L'annuncio dei dazi del 5% su beni importati dal Messico come mezzo di pressione per spingere Paese vicino a contrastare l'immigrazione penalizza pesantemente le Borse. In una giornata difficile per tutti i listini asiatici soffre in particolare Tokyo, che  termina a a -1,61%.

In ribasso anche tutte le Borse europee: Milano perde lo 0,73%, con Fca e Tenaris in maggiore difficoltà, Londra cede lo 0,78%, Francoforte l'1,45% e Parigi lo 0,479%. Male anche Wall Street: alla chiusura delle Borse europee il Dow Jones perde lo 0,91%, il Nasdaq cede lo 0,89%.

L'euro chiude sotto quota 1,12 dollari e passa di mano a 1,1151 dollari e a 121,13 ye, mentre il peso arretra del 3,6% sul biglietto verde, ai minimi da ottobre a quota 19,6605 sul dollaro.

Tra i dati macroeconomici. L'Istat  ha ridotto le stime di crescita relative al primo trimestre mentre nelle stime preliminari l'inflazione frena a maggio allo 0,9%.

La nuova mossa di Trump fa  crollare le quotazioni de petrolio. Il Wti contratto con consegna a luglio, si attesta a 54,91 dollari al barile, con un calo di quasi tre punti percentuali. Si muove invece al rialzo l'oro, che cresce supera i 1300 dollari l'oncia e raggiunge i 1306 dollari.