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L’anno buttato della cartiera “incartata”

Mantova, l'ex Burgo pronta a ripartire dall'estate scorsa ma è bloccata da burocrazia, comitati e inchieste
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MANTOVA - Quattro anni di lavoro, il restauro di un gioiello dell'architettura industriale, 250 milioni di investimento, una famiglia imprenditoriale che crede nell'industria italiana della carta, 150 posti di lavoro. Eppure, a Mantova, la Cartiera s'è incartata. Il pulsante di avvio della colossale macchina continua installata nella ex Burgo, oggi di proprietà della Pro-Gest della famiglia veneta Zago, avrebbe dovuto scattare intorno a Ferragosto 2018. Ma le lungaggini della burocrazia, i ricorsi dei comitati, qualche errore dell'azienda e infine l'inchiesta aperta dalla magistratura l'hanno sprofondata nelle sabbie mobili. Tutto fermo da mesi, e non s'intravvede la via d'uscita. Una classica storia italiana, di quelle che hanno già scritto il lieto fine e che invece strada facendo si trasformano in un incubo.

Dismessa dalla Burgo nel 2013, dopo anni di abbandono la Cartiera era stata rilevata dalla Pro-Gest (500 milioni di fattur…
MANTOVA - Quattro anni di lavoro, il restauro di un gioiello dell'architettura industriale, 250 milioni di investimento, una famiglia imprenditoriale che crede nell'industria italiana della carta, 150 posti di lavoro. Eppure, a Mantova, la Cartiera s'è incartata. Il pulsante di avvio della colossale macchina continua installata nella ex Burgo, oggi di proprietà della Pro-Gest della famiglia veneta Zago, avrebbe dovuto scattare intorno a Ferragosto 2018. Ma le lungaggini della burocrazia, i ricorsi dei comitati, qualche errore dell'azienda e infine l'inchiesta aperta dalla magistratura l'hanno sprofondata nelle sabbie mobili. Tutto fermo da mesi, e non s'intravvede la via d'uscita. Una classica storia italiana, di quelle che hanno già scritto il lieto fine e che invece strada facendo si trasformano in un incubo.

Dismessa dalla Burgo nel 2013, dopo anni di abbandono la Cartiera era stata rilevata dalla Pro-Gest (500 milioni di fatturato, 1.300 dipendenti) nel 2015. Una grande operazione industriale, la prima da decenni nel settore della carta, ma anche il recupero di un edificio storico, partorito dal genio di Pier Luigi Nervi negli anni '60: un ponte lungo 250 metri sostenuto da catene e tiranti ancorati a due monumentali cavalletti inclinati. Un profilo affascinante, riconoscibile, che ricorda il ponte di Brooklyn.

Dopo tre anni di lavori, sotto la vigilanza della Soprintendenza; dopo l'installazione di una "macchina continua" in grado di produrre fino a 1.500 tonnellate di carta al giorno; dopo le difficoltà per la Valutazione d'impatto ambientale, le proteste e i ricorsi contro il termovalorizzatore annesso alla Cartiera (ancora da costruire), l'estate scorsa la fabbrica sembrava pronta a mettersi in moto. E invece no. Siamo a giugno e non è uscita neppure una bobina di carta. In compenso sulle scrivanie di architetti, avvocati e consulenti si accumulano le carte.

Ad oggi è pendente al Consiglio di Stato il ricorso (bocciato dal Tar) dei comitati dei cittadini mantovani preoccupati per l'impatto della fabbrica sulla salute. La Provincia ha emesso una diffida che impone lo stop alla Cartiera, nell'ipotesi (l'azienda nega), che le attività siano di fatto già partite. Il Comune di Mantova contesta alcuni abusi edilizi compiuti nel corso della ristrutturazione (Pro-Gest sostiene che il problema si deve allo scostamento dei tempi tra i permessi a costruire e il rilascio della Via, mai pervenuta).

Infine, è arrivata l'inchiesta della Procura per "gestione illecita dei rifiuti" nella quale sono indagati Francesco Zago e il direttore dello stabilimento. È la tegola più pesante: secondo la Procura, la Cartiera avrebbe stoccato 35 mila tonnellate di carta da riciclo in più rispetto alle 50 mila autorizzate. E nelle enormi balle di materiale pressato i tecnici hanno trovato anche materiale diverso dalla carta.

Pro-Gest ammette l'errore sulla quantità ("Le aste vengono fatte con grande anticipo - spiega Francesco Zago - e pensavamo che al momento della consegna l'iter delle autorizzazioni sarebbe stato concluso. Volevamo essere certi di avere la carta necessaria per la produzione"). Ma respinge le accuse sulla qualità del materiale stoccato: "Abbiamo acquistato sul mercato balle di carta selezionata e pressata da altri. Se dentro ci sono materiali diversi, subiamo un danno". Intanto, tutta la carta stoccata è sotto sequestro. Tra nomina dei periti, tempi di incidenti probatorio, processi e appelli passeranno mesi.

"Viviamo nella più totale incertezza - ammette Zago - ma non vogliamo perdere l'entusiasmo con cui ci siamo buttati nel progetto. Abbiamo commesso qualche errore, li correggeremo. E siamo pronti a rispondere con forza e trasparenza alle accuse ingiuste". E le preoccupazioni sulla salute dei mantovani? "Sull'inquinamento qui c'è grande sensibilità. Lo capiamo e siamo pronti a dialogare, convinti di aver fatto quello che era giusto per tutelare la salute di tutti". Intanto, la Valutazione d'impatto sanitario dell'Ats ha stimato l'effetto della Cartiera sull'ambiente: è inferiore di alcune centinaia di volte rispetto al traffico e alle caldaie.