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Casa, dolce casa: ora Booking invade Airbnb

Il colosso olandese delle offerte di alberghi ha sempre più appartamenti nel suo menù. E con 5,8 milioni di proposte di alloggi da privati tenta il sorpasso della regina americana dell’home sharing, che punta sul turismo esperenziale
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Il sorpasso ancora non c'è stato. Non almeno sui numeri forniti dalle due ex start up. Sul web Booking e Airbnb, diventate ormai colossi dell'industria del turismo globale, si stanno combattendo una guerra sotterranea e non dichiarata per conquistare un primato sul web: chi ha sul suo sito il più alto numero di case o appartamenti da poter affittare in giro per il mondo. Mercato in crescita, non c'è dubbio. E se il sorpasso, almeno sui numeri ancora non c'è stato, in realtà è Booking a insidiare quello che per Airbnb era fin dall'inizio un primato. La start up creata a Chicago da Brian Joseph Chesky aveva già dalla nascita nel Dna il mercato dell'affitto breve di case e appartamenti. È così che è cresciuta negli anni, trasformando i tre soci in milionari. È Airbnb, da tempo, la Regina delle case in affitto. E non solo case. Castelli, agriturismi, b&b, tende nel deserto, fattorie, i…
Il sorpasso ancora non c'è stato. Non almeno sui numeri forniti dalle due ex start up. Sul web Booking e Airbnb, diventate ormai colossi dell'industria del turismo globale, si stanno combattendo una guerra sotterranea e non dichiarata per conquistare un primato sul web: chi ha sul suo sito il più alto numero di case o appartamenti da poter affittare in giro per il mondo. Mercato in crescita, non c'è dubbio. E se il sorpasso, almeno sui numeri ancora non c'è stato, in realtà è Booking a insidiare quello che per Airbnb era fin dall'inizio un primato. La start up creata a Chicago da Brian Joseph Chesky aveva già dalla nascita nel Dna il mercato dell'affitto breve di case e appartamenti. È così che è cresciuta negli anni, trasformando i tre soci in milionari. È Airbnb, da tempo, la Regina delle case in affitto. E non solo case. Castelli, agriturismi, b&b, tende nel deserto, fattorie, igloo.

Un primato che rischia però di perdere. A tentare il sorpasso è Booking, che vorrebbe una corona tutta per sé, Re degli alberghi ma anche Regina delle case. Da un po' di tempo infatti sale il numero di appartamenti, b&b, ville, offerte in affitto sul suo sito. E se in Italia il fenomeno è solo all'inizio, nel mondo il sorpasso è ormai a portata di mano. Airbnb conta 6 milioni di unità offerte, Booking ne ha 5,8 milioni. E Gillian Tans, ceo di Booking, ha detto a chiare lettere che il prossimo obiettivo aziendale è rispondere a una domanda di case in continua ascesa. "L'industria del turismo e le sue entrate stanno salendo nel mondo - ha dichiarato al francese Le Figaro - e se storicamente abbiamo puntato sugli hotel, oggi siamo il sito leader anche per gli alloggi diversi dalle camere d'albergo". E Alberto Yates, Regional manager di Booking per l'Italia non si mette certo a smentire il Ceo olandese. "Non so chi sia avanti - spiega ad Affari & Finanza - ma certo c'è un'attenzione crescente del Gruppo nella ricerca di strutture alternative agli alberghi. E in Italia c'è stata un'accelerazione nell'ultimo periodo. Non è una sfida. Semplicemente ci siamo accorti che ben il 40% dei nostri clienti ha prenotato un alloggio alternativo negli ultimi 12 mesi. E se la domanda arriva dal mercato è normale seguirla".

La contromossa Airbnb

Un fatto però che ha costretto Airbnb a correre ai ripari. Cadere dal trono non è bella cosa, tant'è che da Chicago hanno iniziato ad alzare le antenne. Un anno fa Airbnb s'è portata a casa Hotel Tonight, start up con cui oggi ottimizza le prenotazioni degli alberghi. Perché anche sul suo sito comunque gli hotel ci sono, anche se meno rispetto al concorrente olandese e in qualche modo "diversi".

"Airbnb - spiega Matteo Frigerio, amministratore delegato per l'Italia - è impegnata da sempre a realizzare una piattaforma di viaggio end-to-end, dove trovano spazio tante forme di ospitalità. Da una stanza in condivisione siamo cresciuti fino ad arrivare a oltre 6 milioni di annunci nel mondo, che comprendono sia l'extra-alberghiero (case per vacanza, ma anche boutique hotel, piccoli alberghi non di catena, ma a conduzione familiare), che condividono lo spirito di ospitalità che contraddistingue la nostra idea di viaggio. E anche la nostra presenza in Italia è in evoluzione".

I due colossi del turismo online hanno in realtà due visioni del business turistico diverse. Se Booking ha puntato tutto sul turismo di massa e sugli alberghi, Airbnb è nata per far sì che il viaggio non fosse solo una notte in hotel, ma un'esperienza di vita. Due strade che oggi però tendono a incrociarsi. "Airbnb - spiega Frigerio - è stata tra i primi a credere nel turismo esperienziale opposto a quello di massa, con particolare attenzione alle comunità locali. La crescita sul mercato si è sempre accompagnata alla collaborazione con i responsabili delle politiche del settore, sia per una legislazione semplice e sostenibile, sia per contribuire allo sviluppo sostenibile dell'ospitalità. Chi sceglie Airbnb - aggiunge - è interessato a vivere esperienze di qualità nella città di cui diventa "cittadino temporaneo", diversamente dall'escursionista giornaliero o da quello dei grandi gruppi del turismo di massa".

Una comunità

Dal 2016, infatti, su Airbnb è possibile prenotare anche le cosiddette "Esperienze", in più di mille città: non si sceglie un alloggio, ma l'host che ospita condivide il proprio tempo, passione o talento con i viaggiatori. Airbnb è insomma un home sharing, dove l'intermediazione della casa madre è ridotta all'osso. Protagonisti sono i territori e gli host, ormai diventati una comunità. Nelle città italiane però, che da sole sono già un monumento a cielo aperto, Airbnb ha invaso i centri storici, influenzando anche il mercato degli affitti. Un'accusa che Frigerio liquida così. "Su Airbnb - sostiene - è disponibile meno dell'1% degli oltre 55 milioni di immobili residenziali italiani. Crediamo si tratti di una dimensione tale da non poter influenzare significativamente sulla disponibilità di alloggi. Inoltre il mercato degli affitti a lungo termine in Italia ha dimensioni limitate, 80% delle famiglie è proprietario della casa in cui vive. E per alcuni, condividere la casa è un modo per far fronte a costi e perdite".

Se sorpasso sarà non cambia comunque la filosofia delle due aziende. Booking più business oriented, con un approccio dinamico, basato su un'assistenza al cliente a 360 gradi, tant'è che ad Amsterdam ci sono ben otto palazzine che ospitano i call center. Airbnb più soft e con l'idea del viaggio come esperienza. Ma a parte la guerra per lo scettro le due società dovranno affrontare problemi più reali, a cominciare da quello delle tasse, così come accade per ogni società che opera sul web. I profitti si fanno in Italia, le tasse si pagano altrove. Problema già all'esame della Ue. Sull'Iva il problema è più semplice: Booking nel 2018 ha versato nelle casse dello Stato 4,5 miliardi, Airbnb 6,5 dopo un accordo col Fisco. L'altra novità in arrivo sul fronte evasione è l'introduzione di un codice identificativo contro gli abusivi. Dovrebbe essere inserito nel Decreto crescita. Cosa che le due società non temono. Conclude Alberto Yates: "A meno che non si tratti di un altro adempimento che invece di semplificare complichi".