Il signor Francesco, della parrocchia di Santa Rita a Tor Bella Monaca, presta il telefono a una donna rom
Il Vangelo al tempo di Matteo
Paolo Griseri
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dal nostro inviato PAOLO GRISERI
Viaggio tra i cattolici di periferia, divisi tra l’invito del Papa all’accoglienza e quello di Salvini a chiudere i porti. Da Napoli a Torino, spesso vince il secondo
Aggiornato alle 6 minuti di lettura
Partiamo dal Vangelo di domenica scorsa, quindicesima del tempo ordinario. Luca 10, 25-37: il buon samaritano aiuta l'uomo in difficoltà. Non sta a guardare se sia immigrato o ebreo. In lui vede solo una persona che ha bisogno. Non dice: "Prima i samaritani" Come la mettiamo? Chi fa il samaritano qui?
Napoli, dove il vicepremier si affacciò al balcone
Sguardi perplessi al caffè Principe Umberto, quartiere del Vasto, Napoli, a due passi dalla stazione centrale. A cinquanta metri i suk improvvisati dei nigeriani, i finti negozi di barbiere dei senegalesi ("Ma, mi dica, perché ce ne sono tanti? Devono sempre tagliarsi i capelli? Per me sono una copertura"). A cento metri, la parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio, la chiesa di don Vincenzo Balzano, quello della foto con Salvini. "Eh ma lo sa da allora, che cosa è successo da quando abbiamo fatto quella foto? La gente viene in pellegrinaggio a guardare il balcone…
Partiamo dal Vangelo di domenica scorsa, quindicesima del tempo ordinario. Luca 10, 25-37: il buon samaritano aiuta l'uomo in difficoltà. Non sta a guardare se sia immigrato o ebreo. In lui vede solo una persona che ha bisogno. Non dice: "Prima i samaritani" Come la mettiamo? Chi fa il samaritano qui?
Napoli, dove il vicepremier si affacciò al balcone
Sguardi perplessi al caffè Principe Umberto, quartiere del Vasto, Napoli, a due passi dalla stazione centrale. A cinquanta metri i suk improvvisati dei nigeriani, i finti negozi di barbiere dei senegalesi ("Ma, mi dica, perché ce ne sono tanti? Devono sempre tagliarsi i capelli? Per me sono una copertura"). A cento metri, la parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio, la chiesa di don Vincenzo Balzano, quello della foto con Salvini. "Eh ma lo sa da allora, che cosa è successo da quando abbiamo fatto quella foto? La gente viene in pellegrinaggio a guardare il balcone dove si sono affacciati il parroco e il ministro, manco fosse quello di Giulietta e Romeo". Chi si ricorda meglio la visita è Melania, l'aiutante del parroco: "Io c'ero su quel balcone". Allora, che cosa avrebbe fatto il samaritano oggi, al Vasto? Risponde Maria Di Maria, casalinga: "Dobbiamo dirlo. Qui, in questo quartiere, i samaritani siamo noi. Per tutto quello che sopportiamo". [[ge:rep-locali:rep:231604557]]Cattolici sì, ma tormentati. Incerti nel dilemma tra l'insegnamento della chiesa e la predicazione antiimmigrati dei sovranisti, tra il vangelo di Francesco e quello di Matteo. Insomma, tra il Papa e Salvini. Vivono nelle periferie e non si capacitano: "Dobbiamo aiutare gli immigrati? Certo, sono esseri umani. Ma anche noi dobbiamo essere rispettati". La sintesi di Melania ha un corollario: "Lo dicessero ai signori del Vomero di fare i buonisti a casa loro. Non che loro sono tanto bravi a parole e gli ubriachi davanti al portone li abbiamo noi. Anche quando cerchiamo di aiutarli, loro si ribellano. Qui il samaritano l'avrebbero preso a bottigliate in faccia. Siamo ospiti a casa nostra". Davanti al giardinetto al centro della piazza, con decine di senegalesi seduti sulle panchine sotto gli alberi, la Sea-Watch e la capitana Carola sono la punta di diamante di un esercito di invasori. Ne è convinta la signora Annamaria, pensionata: "Lo sapete vero che c'è un complotto? Ce li mandano qui per poterci guadagnare. Lo dice il telegiornale che sono in tanti a mangiarci". Chi ci mangia? "Queste Ong che stanno con Rockefeller", risponde, sicura, Anna.
Il doposcuola con i musulmani
Non conta che tra le associazioni di assistenza, quelle cattoliche abbiano un ruolo decisivo: "Io non parlo della Caritas. Parlo dei centri di accoglienza. In questo quartiere nascevano come funghi. E ci guadagnano tutti: i politici e gli albergatori che così riempiono le stanze senza faticare". Razzisti? Ma nemmeno un po': "Io faccio il doposcuola ai ragazzini del quartiere", spiega Melania aggiungendo un particolare: "Molti di loro sono musulmani. Mica gli diciamo di non venire. Noi accogliamo tutti ma vogliamo essere rispettati. E vogliamo che si rispettino le regole". La legalità non è precisamente una specialità del quartiere. Sul muro alle spalle della chiesa c'è una scritta: "ES17". È la sigla di Emanuele Sibillo, il capo della paranza dei bambini raccontata da Saviano e documentata in un bel film da Conchita Sannino. Emanuele è un altro degli eroi nel pantheon del quartiere: "Giocavamo insieme era una persona generosa. Con me si è comportato benissimo. Perché abbia fatto tutti quegli omicidi non so", dice il ragazzo che fa il posteggiatore. E si giustifica: "Io sono qui, faccio l'abusivo, è un lavoro comunque". La sua non sembra la più grave tra le violazioni della legalità.
Al tavolo del caffè Principe Umberto la discussione sul samaritano si avvia verso la domanda cruciale, quella che tormenta tanti credenti. Sull'immigrazione ha ragione il Papa o Salvini? "Ah non lo chieda proprio a me". Melania, aiutante del parroco, si sente in conflitto di interessi: "Per me è la domanda delle cento pistole". Il solo fatto che la signora Melania sia in difficoltà spiega quale sarebbe la sua risposta se potesse esprimersi liberamente. Ma non ci vuole molto e lo fa: "Il parlare di bontà è sempre bello. Il Vaticano è uno Stato, che cosa fa per l'accoglienza?". Le diocesi italiane accolgono migliaia di immigrati, compresi quelli che Salvini non vuole far sbarcare: "Ma se li fai sbarcare poi devi saperli gestire. Qui nessuno gestisce niente. Arrivano, gli regalano le licenze, si accaparrano i negozi e diventano i padroni dei vicoli".
"I francesi non devono fare i samaritani?"
La signora Anna è la più infervorata: "Salvini ha detto che non devono sbarcare e fa bene. Perché non sbarcano negli altri Stati? I francesi non devono fare i samaritani? Solo noi? Qui siamo rimasti in balia. Dobbiamo ringraziare solo i vigili urbani e il consigliere". Il consigliere è appena arrivato al tavolino. Si chiama Andrea Cristiani, polo verde, rappresentante di Forza Italia nel consiglio di circoscrizione: "Io ho fatto le scuole pie. Nessuno nega che le persone in difficoltà debbano essere aiutate. Anche Salvini ha aiutato: chi stava male sulle navi è sempre stato soccorso. Ma se un ministro blocca uno sbarco, perché forzano i blocchi? Gli altri ministri erano stati rispettati no?".[[ge:rep-locali:rep:231604558]]
Torino, dove anche il parroco viene dall'Africa
Da due anni Benjamin Okon è parroco a sant'Ambrogio, chiesa di periferia a Torino, alle spalle dello stadio della Juventus. Ha cinquant'anni, è nato in Nigeria. Parla diverse lingue, è laureato in filosofia. Un problema per i parrocchiani il fatto che lei provenga dall'Africa? "Prima di venire qui sono stato parroco in una chiesa vicina a Porta Palazzo. Non è stato un problema. Quando sono arrivato, insieme ad un altro sacerdote africano, ero la novità. Venivano i giornalisti a raccontare la mia storia". E qui? "Non ci sono difficoltà. Poi certo magari qualcuno avrebbe preferito un parroco italiano". Spesso i problemi si nascondono nelle sfumature del linguaggio. Sulle questioni dell'immigrazione tra i parrocchiani prevale la predicazione della Chiesa o quella della politica? "Sa, noi proponiamo il nostro messaggio nella Messa, cui i fedeli partecipano in genere una volta alla settimana. In tv i politici parlano tutti i giorni...". [[ge:rep-locali:rep:231604556]]E non di rado fanno breccia. La signora Anna, 76 anni, 30 da operaia a Mirafiori, arriva per la messa delle 18. I fedeli non sono molti. Il giorno è feriale. Che cosa pensa degli immigrati? Ha ragione chi invita all'accoglienza o chi vorrebbe respingerli tutti? "Mah, sa io non sono razzista. Dico solo che ci sono tanti italiani senza lavoro". Lei pensa che gli stranieri tolgano il lavoro agli italiani? "Io vedo che mia figlia e suo marito sono senza lavoro. Lei è diplomata, ha fatto la precaria. Vive in un alloggio con mia nipotina e paga il mutuo. Senza il mio aiuto economico, in certi periodi, farebbero la fame". Dunque la Chiesa sbaglia a predicare l'accoglienza: "Ci vorrebbe un po' e un po'". Un po' il Papa e un po' Salvini? "Ecco sì". Ma che cosa tolgono gli immigrati a sua figlia? "Allora le racconto l'ultima. Mia figlia ha chiesto di poter mandare la bambina all'asilo. Ha fatto la domanda. Glie l'hanno respinta. Le hanno detto: "Ci sono tanti immigrati che stanno peggio". Lei ha protestato, ha spiegato che è disoccupata. Le hanno risposto che però ha un alloggio, anche se con il mutuo. Hanno commentato: "Signora, almeno lei un tetto ce l'ha. Si goda sua figlia a casa". Capito? Come fa a cercare lavoro se deve stare a casa con la bambina?". Ci sono volte in cui l'arroganza dei buoni fa più danni di un tweet razzista.
La nuova guerra tra poveri
Quando è iniziata la guerra tra i poveri anche nelle chiese cattoliche della periferia torinese? Don Fredo Olivero si occupa di assistenza ai migranti da 40 anni, prima negli uffici del Comune di Torino, poi alla Caritas. Premette che non sempre c'è la guerra, che si sono numerosi esempi di accoglienza. La diocesi ospita oggi un migliaio di migranti nelle parrocchie, negli alloggi nei conventi. Ma aggiunge: "Tutta la rabbia è esplosa con la crisi economica. Chi è precipitato nella povertà ha trovato un colpevole. A questo si è aggiunta la diversità religiosa". Don Daniele, parroco a Torino sud, ha concluso la festa di Estate ragazzi con due falò e due griglie per cuocere la carne: maiale da una parte, agnello dall'altra. Ma prima di entrare alla messa feriale di Sant'Ambrogio, Carmen, vicina ai 70 anni, racconta il suo timore: "Vede questi palazzoni? Piano piano i giovani musulmani che arrivano sostituiscono gli anziani cattolici. È l'anagrafe a fare il suo lavoro". Ha paura degli immigrati? "Io? Detesto Salvini. E mi ricordo quando ero bambina. Sono arrivata dalla Calabria. Ci mettevano da parte. Ci prendevano in giro. Dicevano che coltivavamo il basilico nella vasca da bagno. Un'umiliazione. Ma è un fatto che questo quartiere sta cambiando faccia".
Roma, tra gli italiani ai margini
A Tor Bella Monaca, periferia est di Roma, ci sono 124 fedeli a seguire la messa della domenica mattina nella chiesa di Santa Rita da Cascia. Secondo le statistiche elettorali, 45 di loro hanno votato Lega alle europee. Zona difficile: "Qui - racconta don Vito Logoteto - la Caritas distribuisce 400 pacchi al giorno". Tra i grandi palazzi c'è un carcere nascosto: 400 persone agli arresti domiciliari. Problemi con gli immigrati? "Qui succede il contrario. Sono i ragazzini italiani di 15-16 anni che vanno strappati allo spaccio. E le famiglie musulmane mandano i loro figli al nostro oratorio sperando che riusciamo a tenerli lontani dalle bande della droga". L'oratorio sembra essere l'unico centro di aggregazione tra i palazzoni con i muri sbrecciati. Anche in questo mondo difficile capita di assistere a un vero gesto di carità. Una donna romena chiede l'elemosina. Si avvicina un signore anziano, camicia azzurra. Le sorride. Non estrae una moneta. Le parla e le offre il suo cellulare. La donna compone un numero e parla in videochiamata con la famiglia in Romania. Finalmente è domenica anche per lei.[[ge:rep-locali:rep:231605544]]
"Non lo dica a mia moglie"
La messa finisce, l'uomo esce dalla chiesa. Lei ha fatto un bel gesto: "Conosco la signora". L'abbiamo fotografata, una scena molto bella. Che cosa pensa dell'insegnamento del Papa sull'accoglienza dei migranti? "Non sono d'accordo, non la dice tanto giusta". Che cosa dovrebbe dire? "Non capisco. Prima tutti si lamentavano che eravamo invasi. Adesso che Salvini li blocca non va di nuovo bene. Io penso che sia giusto evitare che arrivino tutti qui. Che cosa vengono a cercare poi? Le vede queste case? Qui non c'è lavoro per i nostri figli, pensi per loro. Le posso chiedere un favore? Non mostri quella foto, se la vede mia moglie si arrabbia. Non vuole che faccia l'elemosina a quella signora". Lei come si chiama? "Francesco. Come il Papa. Curioso no?".