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Tav, Coppola: “Cacciato ma di quella linea non mi occupo da mesi”

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Parla il professore della commissione costi-benefici favorevole all'alta velocità: "Toninelli? Mai incontrato, e non ha avuto fiducia nella mia buona fede quando ho presentato le mie osservazioni"
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TORINO. Vittima dell'editto bulgaro di Danilo Toninelli (che, a differenza dell'originale, non ha avuto nemmeno bisogno di essere pronunciato) il professor Pierluigi Coppola ha cessato il suo rapporto di consulenza con il ministero dei Trasporti il 15 luglio scorso: "Me lo hanno annunciato con una pec la settimana precedente", conferma.

È del tutto casuale che Coppola fosse l'unico tra i componenti della commissione costi-benefici scelta dal ministro (meglio dal suo ispiratore, Marco Ponti) a non aver condiviso la versione secondo cui è meglio trasportare le merci sull'autostrada che sulla nuova linea ferroviaria Torino-Lione. L'unico esperto (sui sei del gruppo) favorevole all'opera è stato dunque definitivamente defenestrato dagli uffici del ministero di Porta Pia.

Pierluigi Coppola 

Professore, con quale giustificazione hanno chiuso…
TORINO. Vittima dell'editto bulgaro di Danilo Toninelli (che, a differenza dell'originale, non ha avuto nemmeno bisogno di essere pronunciato) il professor Pierluigi Coppola ha cessato il suo rapporto di consulenza con il ministero dei Trasporti il 15 luglio scorso: "Me lo hanno annunciato con una pec la settimana precedente", conferma.

È del tutto casuale che Coppola fosse l'unico tra i componenti della commissione costi-benefici scelta dal ministro (meglio dal suo ispiratore, Marco Ponti) a non aver condiviso la versione secondo cui è meglio trasportare le merci sull'autostrada che sulla nuova linea ferroviaria Torino-Lione. L'unico esperto (sui sei del gruppo) favorevole all'opera è stato dunque definitivamente defenestrato dagli uffici del ministero di Porta Pia.

Pierluigi Coppola 

Professore, con quale giustificazione hanno chiuso il suo rapporto di consulenza?
"La comunicazione che mi è arrivata per posta elettronica faceva riferimento all'articolo 11 del codice di comportamento dei dipendenti del ministero dei Trasporti e in particolare al comma 5".

Che cosa prevede quella norma?
"Spiega che i dipendenti 'hanno l'obbligo di astenersi da dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell'amministrazione, dei propri superiori gerarchici e degli organi di governo' e aggiunge che 'il dipendente e i lavoratori non rilasciano dichiarazioni pubbliche o altre forme di esternazione in qualità di rappresentanti dell'amministrazione a meno che non siano stati espressamente autorizzati'".

Lei ha offeso il ministro?
"Io non ho offeso il ministro e non ho mai rilasciato dichiarazioni a nome dell'amministrazione se non quando sono stato autorizzato a farlo".

Com'è stata la sua vita di consulente dopo che ha osato mettere in dubbio il verbo No Tav?
"Dopo febbraio non mi sono più occupato della Tav. Ho svolto altre analisi costi-benefici ma su altri campi".

Lei crede che questo sia dovuto alla sua posizione non allineata con il ministro?
"Nessuno l'ha messa in questi termini. È un dato di fatto che da allora mi sono occupato d'altro".

Ha incontrato il ministro in questi mesi?
"Mai".

Le è stata contestata da qualcuno l'attività scientifica svolta per il ministro?
"No".

Come ha reagito alle contestazioni?
"Ho scritto una mail di risposta in cui mi difendevo dalle accuse chiedendo dove e quando avrei violato le norme di correttezza che erano citate nella pec. E poi, come si fa sempre in questi casi, mi sono organizzato per il passaggio di consegne".

Il ministero sostiene che lei non avrebbe smentito con sufficiente forza la paternità di una tabella che contestava le cifre di Ponti. Che cosa risponde?
"Ho fatto un comunicato stampa, mi pareva che fosse sufficiente".

Conosce il nome del suo successore?
"Non lo conosco. Io passo le consegne ai funzionari del ministero portando i risultati del mio lavoro e i dossier in corso".

Lei pensa di aver pagato per la sua posizione favorevole alla Torino-Lione?
"Mah, mi amareggia soprattutto il fatto che il ministro non abbia avuto fiducia nella mia buona fede quando ho presentato una nota con le mie osservazioni sull'analisi costi-benefici della Tav. Di questo mi dispiaccio".