Economia

Borse in negativo, Draghi ha deluso i mercati

Il differenziale Btp-Bund prima scende sotto 180 punti, poi risale dopo il discorso prudente del governatore. Male la fiducia delle imprese tedesche, dopo i cali del manifatturiero: l'Ifo ai minimi da sei anni

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MILANO - E' ancora presto per dire se abbia perso il tocco. Ma non c'è dubbio che oggi, per una volta, Mario Draghi abbia deluso i mercati. E' vero che le aspettative erano alte, ma la semplice "apertura" a un taglio dei tassi non è stato sufficiente per un rialzo delle Borse. A frenare gli investitori è stato soprattutto il fatto che il governatore della Bce non abbia dato una tempistica sui possibili interventi a sostegno dell'economia dell'Eurozona.

Così, le Borse europee sono salite sull'ottovolante, passando da guadagni superiori a un punto a ribassi di uguale entità, per poi chiudere sopra i minimi di giornata: Piazza Affari ha finito in calo dello 0,8%, Parigi -0,42%, Madrid -0,4%. Londra -0,17%. Un discorso a parte merita Francoforte: l'indice Dax ha terminato in profondo rosso  a -1,28%, a causa dell'indice Ifo sceso ai minimi in sei anni. Volatili anche lo spread (ha chiuso a 189 punti, sui valori di ieri, dopo avere toccato durante la seduta un massimo di 198 e un minimo di 176) e l'euro, che prima è sceso ai minimi da maggio 2017 a 1,111 dollari e poi ha chiuso a 1,1161 (1,1132 in avvio e 1,1139 ieri).

A Milano, tra i titoli a maggiore capitalizzazione ha brillato Saipem (+1,76%) dopo la semestrale, con i broker che hanno apprezzato il ritorno all'utile, gli ordini e il calo del debito. Titolo peggiore è stato Stmicroelectronics (-2,84%), colpita dai realizzi dopo la trimestrale. Deboli le banche, che dal nuovo scenario tratteggiato dalla Bce, con tassi se possibile più bassi di quelli attuali, non hanno nulla da guadagnare. Alla chiusura, Unicredit, Ubi e Mediobanca hanno finito sulla parità, in calo gli altri principali istituti (Banco Bpm -0,48%, Intesa Sanpaolo -0,74%, Bper -0,82% e Finecobank -2,73%). Male il settore auto, a partire da Fca (-1,6%): sul settore pesano da un lato le notizie su Nissan, che dopo il brusco calo dell'utile ha parlato di una possibile riduzione del personale di oltre 12.000 Lavoratori, e dall'altro quelle arrivate dagli Stati Uniti, dove Ford ha visto crollare gli utili a causa degli oneri da ristrutturazione e Tesla ha riportato perdite superiori alle aspettative. Con Fca male anche gli altri titoli della galassia Agnelli-Elkann (-1,7% Cnh, -1,88% Exor e -0,67% Ferrari) e quelli del settore auto a partire da Pirelli (-1,79%). Fuori dal listino principale, ancora una giornata negatica per Bio-on, finita nel mirino del fondo attivista Quintessential: il titolo è entrato brevemente in negoziazione con un ribasso del 50% ed è subito tornata in volatilità, per poi chiudere a -69,76%. Risveglio di Mondadori (+1,93%) grazie al via libera dell'antitrust francese alla vendita di Mondadori France.

Chiusura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,45% a 27.147,52 punti, il Nasdaq cede l'1,00% a 8.238,54 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,52% a 3.003,89 punti.

Dal fronte macro. la notizia negativa è errivata dalla Germania: l'indice Ifo, uno dei principali barometri dell'economia tedesca, cala a 95,7 punti a luglio dai 97,4 punti di giugno e vede i minimi da sei anni. Gli analisti si aspettavano un arretramento più contenuto a 97 punti. L'indice sulla situazione attuale scende da 100,8 a 99,4 punti, più degli attesi 100,4 punti e quello sulle attese scende da 94,2 a 92,2 punti, più degli attesi 94 punti. Soltanto ieri erano state deludenti le indicazioni dal Pmi manifatturiero, crollato a 43,1 punti e ben sotto la soglia di 50 che separa la contrazione dalla crescita economica. Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana sono calate oltre le attese: sono scese di 10.000 unità a quota 206.000. Gli analisti scommettevano su una flessione a 218.000.

Tra le materie prime, al termine degli scambi europei il petrolio Wti guadagna lo 0,6% a 56,5 dollari al barile. L'oro è in lieve ripiegamento: il lingotto spot cede lo 0,2% a 1.418 dollari l'oncia.