Tasse casa, taglio nella manovra, ma Lega e M5S sono lontani
Roberto Petrini , di Roberto PetriniIl partito di Salvini vuole abolire Tasi (1,1 miliardi) e Imu sugli immobili sfitti e promette una nuova pace fiscale. Di Maio punta a unificare e ridurre le imposte. Oggi scadono i termini per pagare rottamazione e saldo e stralcio
ROMA - La Lega apre il fronte della tassa sulla casa e dice di voler abolire la Tasi, la tassa sui servizi comunali, che attualmente dà un gettito di 1,1 miliardi. L’annuncio è giunto ieri dal viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia, e successivamente il relatore del progetto di legge parlamentare su Imu-Tasi Alberto Gusmeroli (Lega) ha spiegato i dettagli dell’operazione che dovrebbe finanziarsi, ha detto il vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, «attraverso l’emersione di parte dei 5 miliardi di evasione che oggi investono le tasse sugli immobili».
Seppure con maggiore cautela sugli sconti anche i Cinque Stelle sembrano intenzionati a cavalcare il tema delle tasse sulla casa: «Dobbiamo creare un’unica tassa locale, che corrisponda a un importo inferiore della somma di tutte le tasse che attualmente siamo costretti a pagare», ha detto Di Maio. Nei giorni scorsi anche la viceministra dell’…
Seppure con maggiore cautela sugli sconti anche i Cinque Stelle sembrano intenzionati a cavalcare il tema delle tasse sulla casa: «Dobbiamo creare un’unica tassa locale, che corrisponda a un importo inferiore della somma di tutte le tasse che attualmente siamo costretti a pagare», ha detto Di Maio. Nei giorni scorsi anche la viceministra dell’…
ROMA - La Lega apre il fronte della tassa sulla casa e dice di voler abolire la Tasi, la tassa sui servizi comunali, che attualmente dà un gettito di 1,1 miliardi. L’annuncio è giunto ieri dal viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia, e successivamente il relatore del progetto di legge parlamentare su Imu-Tasi Alberto Gusmeroli (Lega) ha spiegato i dettagli dell’operazione che dovrebbe finanziarsi, ha detto il vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, «attraverso l’emersione di parte dei 5 miliardi di evasione che oggi investono le tasse sugli immobili».
Seppure con maggiore cautela sugli sconti anche i Cinque Stelle sembrano intenzionati a cavalcare il tema delle tasse sulla casa: «Dobbiamo creare un’unica tassa locale, che corrisponda a un importo inferiore della somma di tutte le tasse che attualmente siamo costretti a pagare», ha detto Di Maio. Nei giorni scorsi anche la viceministra dell’Economia Laura Castelli aveva annunciato l’intenzione di unificare Imu e Tasi e di creare un’unica “local tax” che mettesse insieme tutte le altre imposte.
La Lega tuttavia sembra più determinata nel taglio netto di 1,1 miliardi, mentre i Cinque Stelle appaiono più prudenti. In ogni caso il tema entra nell’agenda di governo in vista, come hanno affermato entrambi i contendenti, della legge di Bilancio dell’autunno. La prima mossa sul tema è stata fatta nel dicembre dello scorso anno da Gusmeroli: il progetto di legge prevedeva semplicemente il riordino del complicato e affastellato sistema di tassazione della casa in Italia e prospettava un semplice accorpamento dell’Imu, cioè la tassa patrimoniale sul possesso dell’immobile, e della Tasi, la tassa che si paga come corrispettivo per l’utilizzo dei servizi pubblici presenti nel Comune (tant’è che la deve versare anche chi è in affitto).
Entrambe le tasse, va ricordato, si pagano dalla seconda casa in poi, in quanto dal 2014 la prima casa, tranne per gli immobili di lusso, è esente. Il tetto massimo dell’Imu più la Tasi, può essere fissato dai Comuni non oltre il 10,6 per mille per ciascun immobile, ma 480 Municipi, secondo i dati della Uil servizio politiche territoriali, possono raggiungere a causa di situazioni pregresse l’11,4 per mille. La sola Tasi tuttavia ha una incidenza che arriva a tetti massimi che vanno dal 2,5 al 3,3 per mille.
La partita non è di poco conto, il gettito complessivo dell’Imu è infatti calcolato in 20,8 miliardi, mentre quello della Tasi, secondo i dati dell’audizione Istat, vale 1,1 miliardi. Gusmeroli ha accennato all’intenzione di eliminare anche l’Imu sulle seconde case sfitte, inagibili o occupate. Continuano intanto gli annunci di “pace fiscale 2” da parte del sottosegretario al Mef Bitonci che in vista della chiusura dei termini di oggi per la rottamazione-ter, tira le somme. «Abbiamo un tesoretto di 25 miliardi», ha detto facendo riferimento, probabilmente, al gettito totale nell’arco di cinque anni e nell’ipotesi, poco probabile, che tutte le rate vengano assolte (nel passato solo il 48%). Bitonci tuttavia elenca altre 2 milioni di adesioni alla rottamazione raggiunte in luglio (oltre all’1,7 milioni totalizzati ad aprile) e prevede un gettito di 3 miliardi dalla sanatoria sulle liti pendenti. E rilancia: «Abbasseremo le tasse e la nuova pace fiscale riguarderà le aziende in crisi».
Seppure con maggiore cautela sugli sconti anche i Cinque Stelle sembrano intenzionati a cavalcare il tema delle tasse sulla casa: «Dobbiamo creare un’unica tassa locale, che corrisponda a un importo inferiore della somma di tutte le tasse che attualmente siamo costretti a pagare», ha detto Di Maio. Nei giorni scorsi anche la viceministra dell’Economia Laura Castelli aveva annunciato l’intenzione di unificare Imu e Tasi e di creare un’unica “local tax” che mettesse insieme tutte le altre imposte.
La Lega tuttavia sembra più determinata nel taglio netto di 1,1 miliardi, mentre i Cinque Stelle appaiono più prudenti. In ogni caso il tema entra nell’agenda di governo in vista, come hanno affermato entrambi i contendenti, della legge di Bilancio dell’autunno. La prima mossa sul tema è stata fatta nel dicembre dello scorso anno da Gusmeroli: il progetto di legge prevedeva semplicemente il riordino del complicato e affastellato sistema di tassazione della casa in Italia e prospettava un semplice accorpamento dell’Imu, cioè la tassa patrimoniale sul possesso dell’immobile, e della Tasi, la tassa che si paga come corrispettivo per l’utilizzo dei servizi pubblici presenti nel Comune (tant’è che la deve versare anche chi è in affitto).
Entrambe le tasse, va ricordato, si pagano dalla seconda casa in poi, in quanto dal 2014 la prima casa, tranne per gli immobili di lusso, è esente. Il tetto massimo dell’Imu più la Tasi, può essere fissato dai Comuni non oltre il 10,6 per mille per ciascun immobile, ma 480 Municipi, secondo i dati della Uil servizio politiche territoriali, possono raggiungere a causa di situazioni pregresse l’11,4 per mille. La sola Tasi tuttavia ha una incidenza che arriva a tetti massimi che vanno dal 2,5 al 3,3 per mille.
La partita non è di poco conto, il gettito complessivo dell’Imu è infatti calcolato in 20,8 miliardi, mentre quello della Tasi, secondo i dati dell’audizione Istat, vale 1,1 miliardi. Gusmeroli ha accennato all’intenzione di eliminare anche l’Imu sulle seconde case sfitte, inagibili o occupate. Continuano intanto gli annunci di “pace fiscale 2” da parte del sottosegretario al Mef Bitonci che in vista della chiusura dei termini di oggi per la rottamazione-ter, tira le somme. «Abbiamo un tesoretto di 25 miliardi», ha detto facendo riferimento, probabilmente, al gettito totale nell’arco di cinque anni e nell’ipotesi, poco probabile, che tutte le rate vengano assolte (nel passato solo il 48%). Bitonci tuttavia elenca altre 2 milioni di adesioni alla rottamazione raggiunte in luglio (oltre all’1,7 milioni totalizzati ad aprile) e prevede un gettito di 3 miliardi dalla sanatoria sulle liti pendenti. E rilancia: «Abbasseremo le tasse e la nuova pace fiscale riguarderà le aziende in crisi».