Economia

Fibra, pioggia di multe dall'Antitrust per pubblicità ingannevoli

Tim, Wind, Fastweb e Vodafone hanno fatto nascosto diversi costi aggiuntivi, che quasi sempre scattavano dopo un anno, e hanno magnificato super velocità senza specificare che tutto dipende dall’infrastruttura di rete della zona interessata

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Le maggiori compagnie telefoniche che operano in Italia sono state sanzionate da Antitrust per un totale di 875.000 euro. Il motivo è lo stesso per tutte: hanno pubblicizzato le proprie offerte di fibra ottica in modo ingannevole, tacendo sulla possibilità che in alcune zone del Paese non fosse attivabile e che la velocità poteva variare molto a seconda del territorio. Ma non solo: gli operatori hanno nascosto anche tutti quei costi aggiuntivi che, se dichiarati, avrebbero forse convinto più di un cliente a non aderire.
 
Le decisioni dell’autorità sono state pubblicate nel bollettino settimanale numero 31 di Antitrust. In ogni caso non si tratta di importi che faranno molto male alle società, considerati i loro fatturati annui da diversi miliardi di euro: 200.000 euro sia per Telecom che per Vodafone, 350.000 per Wind e 125.000 per Fastweb.
 
La maggior parte delle accuse è comune a tutte le aziende coinvolte. Le pubblicità (online, televisive e su carta stampata) magnificavano connessioni a internet superveloci, senza specificare che la qualità del servizio dipende dall’infrastruttura di rete della zona interessata. In questo modo, spiega Antitrust, il consumatore “non è stato messo nelle condizioni di individuare gli elementi che caratterizzano il servizio pubblicizzato”.
 
Le omissioni hanno riguardato anche alcune voci di costo. Sia la strategia sia gli importi sono molto simili per tutti gli operatori. Per l’offerta Tim Connect Fibra, ad esempio, Tim ha nascosto il fatto che dopo un anno, per viaggiare alla massima velocità si debbano pagare 5 euro in più al mese; stessa cosa per diversi piani tariffari in fibra di Fastweb e di Vodafone. Wind ha invece relegato il costo del modem, in vendita abbinata per 5 euro al mese per 48 mesi per un totale di 240 euro, quando sul mercato è possibile trovare dispositivi analoghi a meno della metà. Tutte informazioni scritte sia su web che su carta, e in sovraimpressione negli spot televisivi, ma a caratteri minuscoli e in posizione molto defilata. E riguardo agli spot televisivi, per pochi secondi.
 
“Una vittoria importante: accolte in pieno le nostre tesi” è il commento di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha segnalato ad Antitrust alcune delle offerte ingannevoli. “Ora speriamo che si smetta con il pubblicizzare un costo, quando in realtà questo ha una durata limitata nel tempo”, continua Dona.