MILANO - Sarà la prima incombenza del nuovo governo, se si andrà al voto molto presto, o di un esecutivo di transizione se i tempi non consentiranno un'alternativa: fermare gli aumenti delle aliquote Iva che scatteranno a partire dal primo gennaio. Ecco perché si tratta di un tema molto importante per la vita dei citttadini.
Perché negli anni passati i governi hanno inserito all'interno delle diverse leggi di Bilancio delle cosiddette clausole di salvaguardia, cioè degli aumenti di tasse automatici per garantire il rispetto dei parametri europei sui conti pubblici nell'arco del tempo. Servono, appunto, a salvaguardare i conti, ma possono sempre essere "disinnescate" trovando ogni volta le risorse equivalenti al gettito assicurato dagli aumenti di imposte. In questo caso, con l'ultima Manovra, il governo Conte ha previsto incrementi Iva pari a 23,07 miliardi di euro.
Aumenti Iva, che cosa succede se cade il governo
Flavio BiniL'incremento dell'imposta è previsto a legislazione vigente, cioè senza un intervento da gennaio scatteranno i rincari. Ma per fermarli servono oltre 23 miliardi