Economia

Piazza Affari in rosso dopo le parole di Di Maio, risale lo spread

Il differenziale di rendimento torna a quota 170 punti base. Male Atlantia sulla nuova richiesta di revoca delle concessioni autostradali. Gli altri mercati sono ottimisti sulla partita commerciale tra Usa e Cina

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MILANO - Si interrompe la discesa dello spread tra Btp e Bund tedeschi e sbanda Piazza Affari, dopo i colloqui tra i partiti e il premier incaricato Giuseppe Conte. Nelle sale operative si è preso atto delle parole poco concilianti di Luigi Di Maio, accolte con stupore anche dai potenziali alleati del Pd, che sembrano rimettere in dubbio la creazione del nuovo esecutivo. Il differenziale tra Italia e Germania si è riportato verso 175 punti base, dall'area 165 punti precedentemente presidiata, e il rendimento del decennale è tornato sopra l'1% sul mercato secondario. L'indice Ftse Mib della Borsa Italiana, fin lì in buon rialzo, ha virato in rosso chiudendo in calo dello 0,35%.Bene le altre piazze europee: Francoforte ha guadagnato lo 0,85%, Parigi lo 0,56%, Londra ha invece chiuso a +0,05%.

Sul listino milanese è andata in particolare sofferenza Atlantia (-2,6%), dopo il nuovo attacco del leader del M5s che ha chiesto la rapida revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia, società dell'orbita Benetton. Rinculano anche le banche, mentre si mette in evidenza Cnh (+5% a fine seduta) sulle voci di scorporo dei camion e degli autobus di Iveco. Tra i titoli a maggiore capitalizzazione, hanno terminato in rialzo Amplifon (1,65%), Fiat Chrysler Automobiles (+0,85%), Exor (+1,32%), Pirelli (+0,85%) e Buzzi Unicem (+1,17%). Giornata negativa, invece, per Ferragamo (-2,06%) e per la Juventus (-1,11%). Male in generale le banche: da Intesa Sanpaolo (-1%) a Unicredit (-1.14%). Fino a Banco Bpm (-3,35%) e Ubi Banca (-2,77%)

Fino a quel momento, era stata una giornata di consolidamento per le Borse e i titoli di Stato, all'insegna dell'ottimismo per la soluzione della guerra commerciale tra Usa e Cina. Sui bond governativi si faceva sentire anche l'effetto di Christine Lagarde. La presidente designata della Bce per il dopo-Draghi, ieri ha messo un ulteriore carico da novanta in una risposta scritta al Parlamento Ue, dicendo che "il fondo" dei tassi non è ancora stato toccato. Un modo secco per far capire come la sua politica monetaria sarà di continuità rispetto al governatore italiano, e che la Bce non ha finito le armi per sostenere gli obiettivi di inflazione e l'economia.

Dal fronte macroeconomico, male le vendite al dettaglio in Germania, ulteriore segnale debole dalla locomotiva europea: sono scese del 2,2% a luglio, sotto le attese. Buone notizie sono arrivate dalla produzione industriale giapponese, salita a luglio dell'1,3% con disoccupazione in calo al 2,2%. Dati rilevanti dall'Italia, con la disoccupazione in risalita a luglio. In leggero rialzo l'inflazione, ma è andato male il Pil: fermo su base congiunturale nel secondo trimestre, è sceso dello 0,1% annuo. Negli Usa, i redditi personali a luglio sono saliti dello 0,1%, meno delle stime, e le spese dello 0,6%, più delle attese. In calo la fiducia dei consumatori.

Sul fronte valutario, continua la discesa dell'euro che in questo momento è scambiato a 1,1009 nei confronti del dollaro (contro 1,1058 dollari alla chiusura di ieri) e vale 116,87 yen (117,75), mentre il dollaro-yen è pari a 106,14 (106,48). Debole anche la sterlina, scambiata a 1,2174 contro il biglietto verde. In calo il prezzo del petrolio: il Wti con consegna a ottobre viene scambiato a new york a 54,98 dollari al barile, in calo del 3,05% rispetto a ieri.