Economia

La cavalcata della multiutility

Su Affari&Finanza in edicola con Repubblica

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ROMA - Controllano luce, gas, acqua e rifiuti, sono partner delle compagnie telefoniche nello sviluppo delle nuove reti a banda ultralarga: le multiutility sono la nuova faccia dell’economia a controllo pubblico. Società quotate, con azionisti privati accanto ad una forte presenza degli enti locali da cui sono nate, stanno vivendo una fase di grande dinamismo. Mietono risultati positivi, come enumera l’inchiesta a firma di Luca Pagni che apre il numero di Affari & Finanza in edicola domani gratuitamente con il quotidiano. A2a e Acea, Hera e Iren volano al listino e negli ultimi quattro anni hanno visto raddoppiare le loro capitalizzazioni.

Nello stesso arco di tempo i loro fatturati sono cresciuti del 60% e ancora meglio hanno fatto i margini, con il raddoppio degli utili. Intanto il mercato dei capitali scopre che l’arte è un mercato che va ben oltre gli interessi di élite di ricchissimi collezionisti: stanno entrando in campo le società di gestione patrimoniale e le banche.

E a proposito di grandi ricchezze, 70 è anche il numero chiave della famiglia più ricca del mondo: i Walton, proprietari di Walmart, il numero uno mondiale della grande distribuzione. I sette eredi guadagnano infatti 70 mila dollari, ma al minuto.
In Italia è ripartito il campionato di calcio, sempre alle prese con la necessità di far quadrare i conti. Adesso per i club ci sono però nuove prospettive grazie alle tecnologie e alle app: stanno prendendo forma progetti di smart stadium, gli stadi intelligenti, che tra nuovi servizi, merchandising e social potrebbero muovere un mercato da 6,2 miliardi