MILANO - Giornata di incertezza nelle Borse europee con gli investitori attenti a quanto sta accadendo sia al governo conservatore di Boris Johnson sia alla formazione del nuovo governo in Italia. A Piazza Affari, in particolare, l'indice Ftse Mib ha chiuso in leggero calo (-0,25%), con il mercato che ha deciso di puntare sulla prudenza in attesa dei risultati del voto degli iscritti alla piattaforma Rousseau del Movimento 5 Stelle, arrivati a Borsa chiusa.
Ma se si guarda allo spread, è prevalso l'ottimismo per la formazione di una coalizione che viene considerata filo Ue: il differenziale Btp-Bund è sceso fino a 159 punti e ha chiuso a 161, dai 168 di ieri e un livello che non si vedeva da maggio 2018. Il rendimento decennale ha aggiornato il minimo storico calando fino allo 0,87% (0,9% alla chiusura).
Nel resto del Vecchio continente, le borse hanno chiuso in calo, penalizzate anche da nuove tensioni tra Usa e Cina nella guerra dei dazi: Parigi -0,55%, Francoforte -0,36%, Madrid -0,2%. Londra +0,19% è andata in controtendenza con le tensioni sulla Brexit: la prospettiva di un no-deal ha portato la sterlina ai minimi da ottobre 2016
A Piazza Affari, banche a corrente alternata (Bper +1,67%, più deboli gli altri grandi istituti). La peggiore è stata Cnh industrial (-3,46% dopo il +13% la settimana scorsa): era arrivata a guadagnare più del 2% dopo la presentazione del piano industriale e la conferma dello spin-off di Iveco, poi sono scattate le prese di beneficio. Bene Prysmian (+1,11%), che punta a rafforzarsi nel mercato dei cavi e dei sistemi per l'eolico offshore. Bene Fca (+0,88%) su voci possibili modifiche all'alleanza Nissan-Renault.
Sul fronte valutario l'euro resta sui livelli di ieri e passa di mano 1,096 dollari (1,1093 all'avvio, 1,0963 ieri) e vale 115,992 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 105,828. La sterlina è scesa sotto la soglia di 1,2 rispetto al biglietto verde, fino a un minimo di 1,1971, per poi risalire a 1,2085. Petrolio ancora in calo (-3,06% i future del Wti a ottobre, -1,99% quelli del brent a novembre).
Ma se si guarda allo spread, è prevalso l'ottimismo per la formazione di una coalizione che viene considerata filo Ue: il differenziale Btp-Bund è sceso fino a 159 punti e ha chiuso a 161, dai 168 di ieri e un livello che non si vedeva da maggio 2018. Il rendimento decennale ha aggiornato il minimo storico calando fino allo 0,87% (0,9% alla chiusura).
Nel resto del Vecchio continente, le borse hanno chiuso in calo, penalizzate anche da nuove tensioni tra Usa e Cina nella guerra dei dazi: Parigi -0,55%, Francoforte -0,36%, Madrid -0,2%. Londra +0,19% è andata in controtendenza con le tensioni sulla Brexit: la prospettiva di un no-deal ha portato la sterlina ai minimi da ottobre 2016
A Piazza Affari, banche a corrente alternata (Bper +1,67%, più deboli gli altri grandi istituti). La peggiore è stata Cnh industrial (-3,46% dopo il +13% la settimana scorsa): era arrivata a guadagnare più del 2% dopo la presentazione del piano industriale e la conferma dello spin-off di Iveco, poi sono scattate le prese di beneficio. Bene Prysmian (+1,11%), che punta a rafforzarsi nel mercato dei cavi e dei sistemi per l'eolico offshore. Bene Fca (+0,88%) su voci possibili modifiche all'alleanza Nissan-Renault.
Sul fronte valutario l'euro resta sui livelli di ieri e passa di mano 1,096 dollari (1,1093 all'avvio, 1,0963 ieri) e vale 115,992 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 105,828. La sterlina è scesa sotto la soglia di 1,2 rispetto al biglietto verde, fino a un minimo di 1,1971, per poi risalire a 1,2085. Petrolio ancora in calo (-3,06% i future del Wti a ottobre, -1,99% quelli del brent a novembre).