Piazza affari in calo, ma nuovo minimo per lo spread nel giorno decisivo per il Conte bis
Flavio Bini, di FLAVIO BINIFari sul Regno Unito con il possibile ritorno al voto. La sterlina cala ai livelli del 2017
MILANO - Giornata di incertezza nelle Borse europee con gli investitori attenti a quanto sta accadendo sia al governo conservatore di Boris Johnson sia alla formazione del nuovo governo in Italia. A Piazza Affari, in particolare, l'indice Ftse Mib ha chiuso in leggero calo (-0,25%), con il mercato che ha deciso di puntare sulla prudenza in attesa dei risultati del voto degli iscritti alla piattaforma Rousseau del Movimento 5 Stelle, arrivati a Borsa chiusa.
Ma se si guarda allo spread, è prevalso l'ottimismo per la formazione di una coalizione che viene considerata filo Ue: il differenziale Btp-Bund è sceso fino a 159 punti e ha chiuso a 161, dai 168 di ieri e un livello che non si vedeva da maggio 2018. Il rendimento decennale ha aggiornato il minimo storico calando fino allo 0,87% (0,9% alla chiusura).
Nel resto del Vecchio continente, le borse hanno chiuso in calo, penalizzate anche da nuove tensioni tra Usa e Cina nella guerra dei dazi: Parigi -0,55%,…
Ma se si guarda allo spread, è prevalso l'ottimismo per la formazione di una coalizione che viene considerata filo Ue: il differenziale Btp-Bund è sceso fino a 159 punti e ha chiuso a 161, dai 168 di ieri e un livello che non si vedeva da maggio 2018. Il rendimento decennale ha aggiornato il minimo storico calando fino allo 0,87% (0,9% alla chiusura).
Nel resto del Vecchio continente, le borse hanno chiuso in calo, penalizzate anche da nuove tensioni tra Usa e Cina nella guerra dei dazi: Parigi -0,55%,…
MILANO - Giornata di incertezza nelle Borse europee con gli investitori attenti a quanto sta accadendo sia al governo conservatore di Boris Johnson sia alla formazione del nuovo governo in Italia. A Piazza Affari, in particolare, l'indice Ftse Mib ha chiuso in leggero calo (-0,25%), con il mercato che ha deciso di puntare sulla prudenza in attesa dei risultati del voto degli iscritti alla piattaforma Rousseau del Movimento 5 Stelle, arrivati a Borsa chiusa.
Ma se si guarda allo spread, è prevalso l'ottimismo per la formazione di una coalizione che viene considerata filo Ue: il differenziale Btp-Bund è sceso fino a 159 punti e ha chiuso a 161, dai 168 di ieri e un livello che non si vedeva da maggio 2018. Il rendimento decennale ha aggiornato il minimo storico calando fino allo 0,87% (0,9% alla chiusura).
Nel resto del Vecchio continente, le borse hanno chiuso in calo, penalizzate anche da nuove tensioni tra Usa e Cina nella guerra dei dazi: Parigi -0,55%, Francoforte -0,36%, Madrid -0,2%. Londra +0,19% è andata in controtendenza con le tensioni sulla Brexit: la prospettiva di un no-deal ha portato la sterlina ai minimi da ottobre 2016
A Piazza Affari, banche a corrente alternata (Bper +1,67%, più deboli gli altri grandi istituti). La peggiore è stata Cnh industrial (-3,46% dopo il +13% la settimana scorsa): era arrivata a guadagnare più del 2% dopo la presentazione del piano industriale e la conferma dello spin-off di Iveco, poi sono scattate le prese di beneficio. Bene Prysmian (+1,11%), che punta a rafforzarsi nel mercato dei cavi e dei sistemi per l'eolico offshore. Bene Fca (+0,88%) su voci possibili modifiche all'alleanza Nissan-Renault.
Sul fronte valutario l'euro resta sui livelli di ieri e passa di mano 1,096 dollari (1,1093 all'avvio, 1,0963 ieri) e vale 115,992 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 105,828. La sterlina è scesa sotto la soglia di 1,2 rispetto al biglietto verde, fino a un minimo di 1,1971, per poi risalire a 1,2085. Petrolio ancora in calo (-3,06% i future del Wti a ottobre, -1,99% quelli del brent a novembre).
Ma se si guarda allo spread, è prevalso l'ottimismo per la formazione di una coalizione che viene considerata filo Ue: il differenziale Btp-Bund è sceso fino a 159 punti e ha chiuso a 161, dai 168 di ieri e un livello che non si vedeva da maggio 2018. Il rendimento decennale ha aggiornato il minimo storico calando fino allo 0,87% (0,9% alla chiusura).
Nel resto del Vecchio continente, le borse hanno chiuso in calo, penalizzate anche da nuove tensioni tra Usa e Cina nella guerra dei dazi: Parigi -0,55%, Francoforte -0,36%, Madrid -0,2%. Londra +0,19% è andata in controtendenza con le tensioni sulla Brexit: la prospettiva di un no-deal ha portato la sterlina ai minimi da ottobre 2016
A Piazza Affari, banche a corrente alternata (Bper +1,67%, più deboli gli altri grandi istituti). La peggiore è stata Cnh industrial (-3,46% dopo il +13% la settimana scorsa): era arrivata a guadagnare più del 2% dopo la presentazione del piano industriale e la conferma dello spin-off di Iveco, poi sono scattate le prese di beneficio. Bene Prysmian (+1,11%), che punta a rafforzarsi nel mercato dei cavi e dei sistemi per l'eolico offshore. Bene Fca (+0,88%) su voci possibili modifiche all'alleanza Nissan-Renault.
Sul fronte valutario l'euro resta sui livelli di ieri e passa di mano 1,096 dollari (1,1093 all'avvio, 1,0963 ieri) e vale 115,992 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 105,828. La sterlina è scesa sotto la soglia di 1,2 rispetto al biglietto verde, fino a un minimo di 1,1971, per poi risalire a 1,2085. Petrolio ancora in calo (-3,06% i future del Wti a ottobre, -1,99% quelli del brent a novembre).