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Giornata piatta in Borsa, Italia in attesa del giudizio di Moody's

Deludono i dati sul lavoro Usa. Piazza Affari chiude a -0,04%, spread poco mosso
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MILANO - Le Borse europee chiudono incerte dopo i nuovi segnali negativi giunti dalla Germania, dove la produzione industriale ha segnato a luglio un calo del 4,2%, dato che fa il pari con quello negativo diffuso ieri sugli ordini all'industria. Al termine della seduta, Milano annulla i guadagni che aveva toccato nel primo pomeriggio e il Ftse Mib segna -0,04%. A Piazza Affari si è messa in evidenza Atlantia, rassicurata dalle parole della neo ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, che ha deposto la "revoca" della concessione ad Autostrade per l'Italia in favore di una più morbida "revisione". Non si è inoltre arrestata la marcia al rialzo delle Fca (+0,2%), sempre sulla prospettiva che si possano riaprire i colloqui con la francese Renault. Della scuderia Agnelli, si sono messe in evidenza anche le Ferrari (+1,16%), in vista del Gp di Monza, dopo la prima vittoria di stagione della Rossa di domenica scorsa in Belgio. Nel resto d'…
MILANO - Le Borse europee chiudono incerte dopo i nuovi segnali negativi giunti dalla Germania, dove la produzione industriale ha segnato a luglio un calo del 4,2%, dato che fa il pari con quello negativo diffuso ieri sugli ordini all'industria. Al termine della seduta, Milano annulla i guadagni che aveva toccato nel primo pomeriggio e il Ftse Mib segna -0,04%. A Piazza Affari si è messa in evidenza Atlantia, rassicurata dalle parole della neo ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, che ha deposto la "revoca" della concessione ad Autostrade per l'Italia in favore di una più morbida "revisione". Non si è inoltre arrestata la marcia al rialzo delle Fca (+0,2%), sempre sulla prospettiva che si possano riaprire i colloqui con la francese Renault. Della scuderia Agnelli, si sono messe in evidenza anche le Ferrari (+1,16%), in vista del Gp di Monza, dopo la prima vittoria di stagione della Rossa di domenica scorsa in Belgio. Nel resto d'Europa Francoforte sale dello 0,54%, Londra segna +0,15% mentre Parigi aggiunge lo 0,19%. Chiusura in rialzo in Asia per Tokyo, che ha concluso gli scambi a +0,54%.

Deludono negli Usa i dati sull'occupazione, con 130 mila nuovi occupati ad agosto a fronte dei 150 mila attesi, e il tasso di disoccupazione al 3,7%. Sempre dagli Usa si registra la nuova sortita di Donald Trump contro il presidente della Fed Jerome Powell, un cui intervento è atteso nel pomerggio: "La Fed dovrebbe tagliare i tassi di interesse. Li hanno alzati troppo presto e ridotti troppo tardi. Dove ho trovato questo Jerome?", ha scritto su Twitter il presdiente Usa. Wall Street reagisce senza grandi variazioni ai dati sul lavoro: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones sale dello 0,3%, lo S&P aggiunge lo 0,2% mentre il Nasdaq è praticamente fermo.


In Italia appuntamento clou in serata, quando Moody's aggiornerà il rating sul nostrto Paese dopo che a marzo l'agenzia aveva rinviato il proprio giudizio sul nostro Paese, di fatto confermando la valutazione espressa nell'ottobre 2018, quando aveva declassato il nostro Paese al livello Baa3.

Lo spread termina la giornata non lontano dai livelli della vigilia, a 152 punti con un rendimento del decennale italiano allo 0,84%. L'euro chiude stabile sopra quota 1,10 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1045 dollari e 117,92 yen. S'indebolisce il dollaro sulla valuta nipponica a 106,76. In calo la sterlina, dopo i massimi di ieri da metà luglio, a 1,2308 dollari.

Tra i dati macroeconomici l'Istat evidenzia una lieve frenata a luglio su base mensile del commerco al dettaglio, compensata però da un più ampio rialzo rispetto allo stesso mese del 2018. Sempre l'Istat, nella consueta nota mensile sull'economia, delinea dei segnali di peggioramento per l'economia italiana. Dall'Eurozona, Eurostat mette in luce un incremento degli occupati dello 0,2% mentre nel secondo trimestre il pil è aumentato dello 0,2% sia nell'area dell'euro sia nella Ue rispetto al trimestre precedente.

Il petrolio, infine, dopo un avvio poco mosso è in netto calo con il Wti consegna ottobre che scivola dell'1,95% a 56,2 dollari al barile e il Brent del mare del nord del 2,02% a 59,72 dollari al barile.