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(ansa)

Manovra, è caccia a 5 miliardi

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Dal fisco all’addio al superticket il Tesoro stringe sulle coperture. Dal fisco all’addio al superticket il Tesoro stringe sulle coperture
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ROMA - Una manovra da 29 miliardi ancora in bilico quando mancano poche ore - la mezzanotte del 15 ottobre - per l'invio a Bruxelles del Documento programmatico di bilancio dell'Italia, ovvero la sintesi della prossima finanziaria. Il nodo sono le coperture: ne ballano almeno per 5 miliardi. Ma anche le misure che spaccano la maggioranza. Come si sa, 14 miliardi sono finanziati da maggior deficit, una flessibilità che però deve essere autorizzata dalla Commissione europea. Altri 7 miliardi sono attesi dalla lotta all'evasione: il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio ne individua poco più di 3. Poi c'è il miliardo e mezzo di tagli ai ministeri, resistenti a nuovi sacrifici. Infine la sforbiciata a detrazioni e agevolazioni. Le famiglie sarebbero al riparo: non si toccano sconti su figli, scuola, sanità. Le aziende temono invece interventi sui sussidi, specie quelli definiti "ambientalmente dannosi". Valgono 19,8 m…
ROMA - Una manovra da 29 miliardi ancora in bilico quando mancano poche ore - la mezzanotte del 15 ottobre - per l'invio a Bruxelles del Documento programmatico di bilancio dell'Italia, ovvero la sintesi della prossima finanziaria. Il nodo sono le coperture: ne ballano almeno per 5 miliardi. Ma anche le misure che spaccano la maggioranza. Come si sa, 14 miliardi sono finanziati da maggior deficit, una flessibilità che però deve essere autorizzata dalla Commissione europea. Altri 7 miliardi sono attesi dalla lotta all'evasione: il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio ne individua poco più di 3. Poi c'è il miliardo e mezzo di tagli ai ministeri, resistenti a nuovi sacrifici. Infine la sforbiciata a detrazioni e agevolazioni. Le famiglie sarebbero al riparo: non si toccano sconti su figli, scuola, sanità. Le aziende temono invece interventi sui sussidi, specie quelli definiti "ambientalmente dannosi". Valgono 19,8 miliardi, di cui ben 16,8 a sostegno dei combustibili fossili. Coinvolti diversi settori in agitazione: energia, agricoltura, pesca, trasporti. Il braccio di ferro qui è assicurato.
 

 Cuneo fiscale,  per lavoratori o imprenditori

I fondi a disposizione salgono a 3 miliardi nel 2019 e 5,3 miliardi nel 2020. Il Pd vorrebbe intervenire dal lato del lavoratore, aumentando le buste paga. Ad esempio con il “bonus vacanze”: 240 euro una tantum erogate a luglio (e 500 nel 2021) a quanti già prendono gli 80 euro. Un “pannicello caldo” per Renzi. Mentre Di Maio vuole un taglio lato imprese (sui contributi), per coprire l’introduzione del salario minimo.
 

Ticket sanitari, si va verso l’abolizione

Abolire il superticket regionale da 10 euro che si somma al ticket per le visite specialistiche e le prestazioni di diagnostica è un obiettivo inserito nel programma di governo. Fin qui il ministro di Leu Roberto Speranza era stato prudente: «Superarlo in modo progressivo». Ieri l’accelerazione del capo dei Cinque Stelle Di Maio: «A inizio 2020 o al massimo a metà del 2020 deve sparire per le famiglie». Così dovrebbe essere.
 

Iva, la selettività delle aliquote

È il core business della nuova alleanza di governo: scongiurare l’aumento di Iva e accise sui carburanti per 23,1 miliardi dall’1 gennaio 2020. Italia Viva e M5S pretendono che la clausola sia rimossa senza se e senza ma. Il Pd invece ragiona di rimodulazione, ovvero di aumenti selettivi di Iva solo su alcuni beni di lusso, come i tartufi oggi colpiti al 10% (al 5% se freschi) contro pannolini e assorbenti tassati al 22%, con l’aliquota ordinaria
 

Famiglia, assegni subito o nel triennio

Un assegno unico per ogni figlio da 240 euro al mese fino ai 18 anni. L’idea piace, ma il Pd si spacca tra chi vuole partire già nel 2020 e quanti puntano a riordinare gli incentivi nel triennio. La ministra renziana della Famiglia Elena Bonetti parla di Family Act, ma per ora c’è solo un congedo di 10 giorni per i neo papà e asili nido gratis per i più poveri. Il leader M5S Di Maio vuole l’assegno unico subito in manovra. E punta a inserirlo in Parlamento.
 

Ambiente, Liti su tagli e tasse

Doveva essere una manovra “verde”, incentrata sul Green new deal. E invece si litiga sul taglio ai sussidi ambientalmente dannosi, inserito nel decreto Clima, poi saltato e ora sospeso. La ministra renziana Teresa Bellanova dice no a nuovi balzelli sul gasolio agricolo. Italia Viva, il suo partito, non vuole più tasse per nessuno. Di Maio chiede invece più tasse per le multinazionali che inquinano.
 

Evasione, soglie e manette


Il tintinnar di manette fa litigare la maggioranza. M5S insiste con il carcere per i grandi evasori: colpire chi evade sopra i 50 mila euro, abbassare le soglie di punibilità (alzate da Renzi), riportare la soglia del contante da 3 mila (messa sempre da Renzi) a mille euro, rendere le confische più rapide anche alle aziende. Misure non condivise del tutto dal Pd che pensa di farle slittare ancora in altri decreti. E soprattutto da Italia Viva