Economia

Crisi aziendali, salgono le richieste di cassa integrazione all'Inps

Nel mezzo del caso-Whirlpool, l'Istituto traccia un +52% delle richieste di cassa a settembre con un boom delle ore di "straordinaria": simbolo di un malessere profondo delle imprese
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MILANO - Nel mezzo del caso disperato della Whirlpool, l'azienda americana che ha annunciato la chiusura dello stabilimento napoletano di lavatrici dopo una lunga serie di incontri che hanno messo a nudo l'impotenza del governo, l'Inps certifica il momento difficile delle aziende italiane. Lo fa aggiornando i dati sulla cassa integrazione, l'ammortizzatore sociale al quale ci si affida per cercare di risolvere o tamponare le crisi aziendali.

Crescono infatti le richieste di cassa integrazione a settembre: nel mese sono arrivate all'Inps richieste - si legge sull'Osservatorio sulla cassa integrazione - per 17.194.330 ore, con un aumento del 51,9% sullo stesso mese del 2019. Rispetto ad agosto quando le ore chieste furono 6,4 milioni l'aumento è del 168,2%. Tra gennaio e settembre sono state chieste 186.618.956 ore, con un aumento del 16,27% grazie a una crescita della cig straordinaria del 37,41% (le richieste dell'ordinaria sono diminuite del 4,02%). Proprio quella tipologia di strumento che fa da spia di un tessuto industriale strutturalmente in difficoltà e con scarse occasioni di rilancio. 

Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate soltanto a settembre è stato di 11,5 milioni, di cui 5,6 milioni per solidarietà: è praticamente raddoppiato (un incremento del 99,2%) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, che registrava 5,8 milioni di ore autorizzate. Se si guarda invece alla variazione congiunturale, cioè rispetto ad agosto, è pari al +359%. Gli interventi in deroga (Cigd) sono stati invece di circa 21 mila ore autorizzate, con un decremento del 30,9% se raffrontati con settembre 2018, mese nel quale erano state autorizzate circa 30 mila ore. La variazione congiunturale registra a settembre rispetto ad agosto un incremento del 126,4%.
Sempre l'Inps ha aggiornato l'osservatorio sul precariato, che tiene conto dell'andamento dei contratti: nei primi 8 mesi 2019 la variazione netta dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni, meno cessazioni) risulta pari a 347.651 contratti, con un incremento del 162% rispetto allo stesso periodo 2018. Ad agosto è negativa sia la variazione netta per i rapporti di lavoro in generale (-164.530) sia quella per i rapporti fissi (-7.199) in linea con il 2018. Nei primi otto mesi le assunzioni totali nel privato sono state 4.904.554, a fronte di 4.062.195 cessazioni (+842.359 posti).