WASHINGTON. "La manovra non cambia". Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri riunisce i giornalisti negli uffici della delegazione italiana all'Fmi e invia un messaggio chiaro riguardo alle turbolenze politiche in scena sul teatro romano. Defisce "elementi fisiologici" i contrasti all'interno della maggioranza, compresa la minaccia del vertice richiesto dai grillini. "Vengo dall'esperienza europea, sono un uomo di sintesi, non drammatizzo e non sono un uomo da ultimatum, ma l'importante è che la sintesi sia coerente con l'impostazione della manovra".
Il messaggio è chiaro perché Gualtieri conclude con una frase netta: "Ci sono forze politiche che vogliono sottolineare vari aspetti ma l'impianto della manovra non cambierà". Tanto più, sottolinea il ministro, che la manovra non sarà all'oggetto del consiglio dei ministri di lunedì perché è già stata approvata, anche se "salvo intese".
Gualtieri replica anche ai richiami giunti dall'Fmi sulla necessità che l'Italia attui una credibile politica di riduzione del debito pubblico. "Il debito pubblico è in discesa e scenderà nei prossimi anni. La traiettoria è sostenibile e credibile. Condivido pienamente che l'Italia debba indicare una prospettiva di medio termine".
Ma soprattutto Gualtieri rileva che l'Italia "non è più nell'elenco dei rischi", ed in effetti nelle discussioni al Fondo la vera novità è che il caso Italia non tiene più la scena. A favore di dazi, Brexit, Argentina a e Turchia. Resta il problema dei dazi e il nostro ministro dell'Economia lo ha ricordato nel bilaterale con il ministro del Tesoro Mnuchin: "Ho difeso i prodotti italiani, i dazi sono ingiusti".
Il messaggio è chiaro perché Gualtieri conclude con una frase netta: "Ci sono forze politiche che vogliono sottolineare vari aspetti ma l'impianto della manovra non cambierà". Tanto più, sottolinea il ministro, che la manovra non sarà all'oggetto del consiglio dei ministri di lunedì perché è già stata approvata, anche se "salvo intese".
Gualtieri replica anche ai richiami giunti dall'Fmi sulla necessità che l'Italia attui una credibile politica di riduzione del debito pubblico. "Il debito pubblico è in discesa e scenderà nei prossimi anni. La traiettoria è sostenibile e credibile. Condivido pienamente che l'Italia debba indicare una prospettiva di medio termine".
Ma soprattutto Gualtieri rileva che l'Italia "non è più nell'elenco dei rischi", ed in effetti nelle discussioni al Fondo la vera novità è che il caso Italia non tiene più la scena. A favore di dazi, Brexit, Argentina a e Turchia. Resta il problema dei dazi e il nostro ministro dell'Economia lo ha ricordato nel bilaterale con il ministro del Tesoro Mnuchin: "Ho difeso i prodotti italiani, i dazi sono ingiusti".