Manovra 2020, la tregua nel governo Conte
Valentina Conte , di VALENTINA CONTECompromesso sulle partite Iva. Verso il rinvio su contante e multe per il bancomat. Lite finale sul carcere agli evasori
Scintille al vertice di maggioranza sulla manovra. In bilico fino alla fine l'intesa sulle manette ai grandi evasori. Mentre le misure più discusse del decreto fiscale vengono rinviate.
E così il tetto all'uso del contante nelle transazioni economiche scende a 2 mila euro dai 3 mila attuali, ma solo dal primo luglio e non subito da Capodanno. Sospese fino a luglio anche le sanzioni agli esercenti non dotati di Pos o che rifiutano il pagamento tramite carte. Fino a quando cioè le commissioni bancarie sulle macchinette non saranno abbassate o azzerate almeno per i piccoli importi. La flat tax al 15% per le partite Iva fino ai 65 mila euro di reddito annuo resta solo in parte com'è: ricavi o compensi saranno determinati in modo forfettario, come oggi, senza tornare al metodo analitico che metterebbe in difficoltà i "piccoli", gli autonomi meno attrezzati. Ma rimangono i paletti introdotti in prima battuta.
Scatta una tregua, sebbe…
E così il tetto all'uso del contante nelle transazioni economiche scende a 2 mila euro dai 3 mila attuali, ma solo dal primo luglio e non subito da Capodanno. Sospese fino a luglio anche le sanzioni agli esercenti non dotati di Pos o che rifiutano il pagamento tramite carte. Fino a quando cioè le commissioni bancarie sulle macchinette non saranno abbassate o azzerate almeno per i piccoli importi. La flat tax al 15% per le partite Iva fino ai 65 mila euro di reddito annuo resta solo in parte com'è: ricavi o compensi saranno determinati in modo forfettario, come oggi, senza tornare al metodo analitico che metterebbe in difficoltà i "piccoli", gli autonomi meno attrezzati. Ma rimangono i paletti introdotti in prima battuta.
Scatta una tregua, sebbe…
Scintille al vertice di maggioranza sulla manovra. In bilico fino alla fine l'intesa sulle manette ai grandi evasori. Mentre le misure più discusse del decreto fiscale vengono rinviate.
E così il tetto all'uso del contante nelle transazioni economiche scende a 2 mila euro dai 3 mila attuali, ma solo dal primo luglio e non subito da Capodanno. Sospese fino a luglio anche le sanzioni agli esercenti non dotati di Pos o che rifiutano il pagamento tramite carte. Fino a quando cioè le commissioni bancarie sulle macchinette non saranno abbassate o azzerate almeno per i piccoli importi. La flat tax al 15% per le partite Iva fino ai 65 mila euro di reddito annuo resta solo in parte com'è: ricavi o compensi saranno determinati in modo forfettario, come oggi, senza tornare al metodo analitico che metterebbe in difficoltà i "piccoli", gli autonomi meno attrezzati. Ma rimangono i paletti introdotti in prima battuta.
Scatta una tregua, sebbene solo parziale in maggioranza. Si discute fino a notte fonda. Cinque Stelle e renziani incassano una dilazione sul tetto più basso al contante, misura anti-evasione molto cara al premier Conte e da loro contestata perché considerata inefficace per l'emersione del sommerso. E uno scambio a favore dei commercianti tra sanzioni e costo del Pos. Sulla flat tax per gli autonomi M5S porta a casa solo un ritocco. I vincoli voluti da Pd e Conte per limitare elusioni ed evasioni restano. Il Pd fa inserire il reintegro del fondo Imu-Tasi per i Comuni.
Il punto di caduta arriva dopo una giornata di consultazioni: colloqui bilaterali, poi vertice di maggioranza che si prolunga fino a ritardare il pur convocato consiglio dei ministri per l'approvazione del decreto terremoto. Il premier Conte incontra dapprima il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio, il più deciso a riscrivere il decreto fiscale almeno nei tre punti indicati sabato: carcere ai grandi evasori, abbattimento delle commissioni pagate dagli esercenti sui Pos, difesa della flat tax al 15% per le partite Iva senza strette burocratiche. Poi Conte riceve, separatamente, le delegazioni degli altri alleati: Pd, Italia Viva, Leu. E quando arriva il vertice notturno la maggioranza trova la quadra solo su alcuni capitoli.
L'agenda delle richieste si è nel frattempo infittita. Il Pd difende l'impianto della manovra da 30 miliardi. Su partite Iva e commissioni bancarie legate ai Pos si allinea alle istanze di M5S e Iv. Aggiunge anche l'abolizione delle comunicazioni trimestrali Iva per semplificare la vita alle imprese e agli autonomi. Italia Viva conferma invece tutti i punti ribaditi alla Leopolda nel fine settimana: non solo difendere le partita Iva, ma anche abolire la Sugar tax da 200 milioni, evitare l'aumento dal 10 al 12,5% della cedolare secca sugli affitti a canone concordato. Riservandosi di presentare poi un emendamento su quota 100, l'anticipo pensionistico con almeno 62 anni e 38 di contributi - ne chiedono l'abolizione - quando la manovra arriverà in Parlamento.
Il carcere agli evasori balla sino a tarda notte. Nella bozza di decreto fiscale di ieri mattina - il provvedimento è stato approvato dal consiglio dei ministri all'alba del 16 ottobre, ma "salvo intese" e dunque è soggetto ancora a integrazioni e riscritture - all'articolo 55 compare la stretta a chi fa dichiarazioni fraudolente grazie a fatture o documenti relativi a operazioni inesistenti. Gli anni di reclusione salirebbero da un massimo di 6 ad 8. Ma non c'è il tetto sopra i 100 mila euro che i Cinque Stelle chiedevano per escludere così i piccoli evasori e concentrare "le manette" sui grandi.
E così il tetto all'uso del contante nelle transazioni economiche scende a 2 mila euro dai 3 mila attuali, ma solo dal primo luglio e non subito da Capodanno. Sospese fino a luglio anche le sanzioni agli esercenti non dotati di Pos o che rifiutano il pagamento tramite carte. Fino a quando cioè le commissioni bancarie sulle macchinette non saranno abbassate o azzerate almeno per i piccoli importi. La flat tax al 15% per le partite Iva fino ai 65 mila euro di reddito annuo resta solo in parte com'è: ricavi o compensi saranno determinati in modo forfettario, come oggi, senza tornare al metodo analitico che metterebbe in difficoltà i "piccoli", gli autonomi meno attrezzati. Ma rimangono i paletti introdotti in prima battuta.
Scatta una tregua, sebbene solo parziale in maggioranza. Si discute fino a notte fonda. Cinque Stelle e renziani incassano una dilazione sul tetto più basso al contante, misura anti-evasione molto cara al premier Conte e da loro contestata perché considerata inefficace per l'emersione del sommerso. E uno scambio a favore dei commercianti tra sanzioni e costo del Pos. Sulla flat tax per gli autonomi M5S porta a casa solo un ritocco. I vincoli voluti da Pd e Conte per limitare elusioni ed evasioni restano. Il Pd fa inserire il reintegro del fondo Imu-Tasi per i Comuni.
Il punto di caduta arriva dopo una giornata di consultazioni: colloqui bilaterali, poi vertice di maggioranza che si prolunga fino a ritardare il pur convocato consiglio dei ministri per l'approvazione del decreto terremoto. Il premier Conte incontra dapprima il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio, il più deciso a riscrivere il decreto fiscale almeno nei tre punti indicati sabato: carcere ai grandi evasori, abbattimento delle commissioni pagate dagli esercenti sui Pos, difesa della flat tax al 15% per le partite Iva senza strette burocratiche. Poi Conte riceve, separatamente, le delegazioni degli altri alleati: Pd, Italia Viva, Leu. E quando arriva il vertice notturno la maggioranza trova la quadra solo su alcuni capitoli.
L'agenda delle richieste si è nel frattempo infittita. Il Pd difende l'impianto della manovra da 30 miliardi. Su partite Iva e commissioni bancarie legate ai Pos si allinea alle istanze di M5S e Iv. Aggiunge anche l'abolizione delle comunicazioni trimestrali Iva per semplificare la vita alle imprese e agli autonomi. Italia Viva conferma invece tutti i punti ribaditi alla Leopolda nel fine settimana: non solo difendere le partita Iva, ma anche abolire la Sugar tax da 200 milioni, evitare l'aumento dal 10 al 12,5% della cedolare secca sugli affitti a canone concordato. Riservandosi di presentare poi un emendamento su quota 100, l'anticipo pensionistico con almeno 62 anni e 38 di contributi - ne chiedono l'abolizione - quando la manovra arriverà in Parlamento.
Il carcere agli evasori balla sino a tarda notte. Nella bozza di decreto fiscale di ieri mattina - il provvedimento è stato approvato dal consiglio dei ministri all'alba del 16 ottobre, ma "salvo intese" e dunque è soggetto ancora a integrazioni e riscritture - all'articolo 55 compare la stretta a chi fa dichiarazioni fraudolente grazie a fatture o documenti relativi a operazioni inesistenti. Gli anni di reclusione salirebbero da un massimo di 6 ad 8. Ma non c'è il tetto sopra i 100 mila euro che i Cinque Stelle chiedevano per escludere così i piccoli evasori e concentrare "le manette" sui grandi.