MILANO - Borse inizialmente poco mosse all'indomani della conferenza d'addio di Mario Draghi alla Banca centrale europea. Poi, spinti dalle trimestrali superiori alle attese di alcuni gruppi e dalla performance positiva di Wall Street, i principali listini europei chiudono in lieve rialzo.
Secondo Andrea Iannelli di Fidelity, il governatore italiano lascia "da salvatore dell'euro" un'istituzione centrale diventata "essenzialmente il 'creditore di ultima istanza'" che può contare su "nuovi strumenti per sostenere l'economia della zona euro ancora in difficoltà". Iniziative che hanno "evitato gli scenari peggiori" all'apice della crisi dell'Eurozona e delle quali i mercati "devono ringraziare". D'altra parte la Bce "ha costantemente mancato il suo unico obiettivo: mantenere l'inflazione vicino al 2%". Se allora il nuovo presidente "Christine Lagarde porterà il peso dell'eredità di Draghi con poche munizioni rimaste e un crescente malcontento all'interno del Consiglio direttivo riguardo all'ultimo programma Qe", riconoscendo "improbabile che l'ultima tornata di acquisti di asset si riveli sufficiente" per centrare gli obiettivi di prezzi, "ci aspettiamo quindi che la Bce intensifichi i propri sforzi".
Gli investitori tornano a guardare alla pubblicazione delle trimestrali, dopo che - come d'attese - l'Eurotower non ha dato significative indicazioni su cambiamenti di politica monetaria a stretto giro dalla ripartenza del Qe, confermata da novembre.
E le trimestrali incoraggiano i mercati europei. A fine giornata soltanto Londra perde terreno, cedendo lo 0,05%. In positivo gli altri: Francoforte sale dello 0,17% e Parigi dello 0,67%. Milano chiude in rialzo dello 0,36% con Moncler in volata dopo i conti, mentre è fredda la reazione alla trimestrale dell'Eni.
Wall Street gira in positivo nonostante i conti di Amazon avessero raffreddato gli entusiasmi degli operatori: il primo calo degli utili del colosso dell'e-commerce da oltre due anni ha messo sotto pressione i titoli. Il Dow Jones sale dello 0,3%, lo S&P500 aggiunge lo 0,15% e il Nasdaq va giù dello 0,2%. Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha trattato in leggero rialzo chiudendo a +0,22%.
L'euro chiude in calo sotto quota 1,11 dollari, all'indomani della alla Bce. Giù anche la sterlina, che risente del caos Brexit, che non accenna a diminuire. La moneta europea passa di mano a 1,1087 dollari e 120,37 yen. In ribasso il dollaro/yen a 108,56, mentre la sterlina arretra a 1,2833 sul biglietto verde.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile in area 130 punti base, con rendimento del decennale italiano allo 0,9%. L'agenda macroeconomica ruota soprattutto intorno ai dati tedeschi sulla fiducia dei consumatori (in calo a 9,6 punti a novembre) e sulle aspettative delle imprese misurate dall'indice Ifo (stabile a 94,6 punti a ottobre). Per l'Italia, la bilancia commerciale estra europea segnala un aumento delle esportazioni del 2,5% a settembre: il saldo è positivo di 1,5 miliardi. In arrivo, infine, la possiible revisione del rating da parte di S&P.
Tra le materie prime, il prezzo del petrolio si muove in calo: alla chiusura dei mercati europei, dopo tre giorno di rally il Wti cede mezzo punto percentuale a 56 dollari al barile. L'oro spot sale dello 0,6% a 1.512 dollari l'oncia.
Secondo Andrea Iannelli di Fidelity, il governatore italiano lascia "da salvatore dell'euro" un'istituzione centrale diventata "essenzialmente il 'creditore di ultima istanza'" che può contare su "nuovi strumenti per sostenere l'economia della zona euro ancora in difficoltà". Iniziative che hanno "evitato gli scenari peggiori" all'apice della crisi dell'Eurozona e delle quali i mercati "devono ringraziare". D'altra parte la Bce "ha costantemente mancato il suo unico obiettivo: mantenere l'inflazione vicino al 2%". Se allora il nuovo presidente "Christine Lagarde porterà il peso dell'eredità di Draghi con poche munizioni rimaste e un crescente malcontento all'interno del Consiglio direttivo riguardo all'ultimo programma Qe", riconoscendo "improbabile che l'ultima tornata di acquisti di asset si riveli sufficiente" per centrare gli obiettivi di prezzi, "ci aspettiamo quindi che la Bce intensifichi i propri sforzi".
Gli investitori tornano a guardare alla pubblicazione delle trimestrali, dopo che - come d'attese - l'Eurotower non ha dato significative indicazioni su cambiamenti di politica monetaria a stretto giro dalla ripartenza del Qe, confermata da novembre.
E le trimestrali incoraggiano i mercati europei. A fine giornata soltanto Londra perde terreno, cedendo lo 0,05%. In positivo gli altri: Francoforte sale dello 0,17% e Parigi dello 0,67%. Milano chiude in rialzo dello 0,36% con Moncler in volata dopo i conti, mentre è fredda la reazione alla trimestrale dell'Eni.
Wall Street gira in positivo nonostante i conti di Amazon avessero raffreddato gli entusiasmi degli operatori: il primo calo degli utili del colosso dell'e-commerce da oltre due anni ha messo sotto pressione i titoli. Il Dow Jones sale dello 0,3%, lo S&P500 aggiunge lo 0,15% e il Nasdaq va giù dello 0,2%. Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha trattato in leggero rialzo chiudendo a +0,22%.
L'euro chiude in calo sotto quota 1,11 dollari, all'indomani della alla Bce. Giù anche la sterlina, che risente del caos Brexit, che non accenna a diminuire. La moneta europea passa di mano a 1,1087 dollari e 120,37 yen. In ribasso il dollaro/yen a 108,56, mentre la sterlina arretra a 1,2833 sul biglietto verde.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile in area 130 punti base, con rendimento del decennale italiano allo 0,9%. L'agenda macroeconomica ruota soprattutto intorno ai dati tedeschi sulla fiducia dei consumatori (in calo a 9,6 punti a novembre) e sulle aspettative delle imprese misurate dall'indice Ifo (stabile a 94,6 punti a ottobre). Per l'Italia, la bilancia commerciale estra europea segnala un aumento delle esportazioni del 2,5% a settembre: il saldo è positivo di 1,5 miliardi. In arrivo, infine, la possiible revisione del rating da parte di S&P.
Tra le materie prime, il prezzo del petrolio si muove in calo: alla chiusura dei mercati europei, dopo tre giorno di rally il Wti cede mezzo punto percentuale a 56 dollari al barile. L'oro spot sale dello 0,6% a 1.512 dollari l'oncia.