Economia

La classifica. Pensioni italiane insostenibili, il sistema tricolore 27 esimo al mondo

Il report di Mercer premia la Danimarca, ultimo posto per la Thailandia
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MILANO - Italia 27 esima al mondo per la "tenuta" del sistema pensionistico, un risultato negativo se si considera che sviluppato su 37 paesi analizzati nell'undicesimo 'Report Melbourne Mercer Global Pension Index', che mette a confronto i sistemi previdenziali.

Al primo posto come sistema pensionistico più sostenibile si piazzano i Paesi Bassi, seguiti da Danimarca e Australia. Fanalino di coda di questa classifica è la Thailandia.

Mercer costruisce la sua classifica non considerando soltanto la parte 'pubblicà dei sistemi previdenziali, ma ad essa aggiunge la parte complementare e del risparmio previdenziale, anche attraverso strumenti assicurativi e di risparmio gestito. Ci sono quaranta indicatori che afferiscono a tre macro-aree: la prima è quella della "adeguatezza", cioè il livello delle prestazioni erogate per la media dei lavoratori. C'è poi la "sostenibilità", che raggruppa indicatori quali la percentuale di adesione a fondi di previdenza complementare e a fondi pensione, aspetti demografici ed alcune evidenze macroeconomiche come contribuzione e debito pubblico. Infine nella macro-area "integrità" considera diversi elementi di normativa e governance del rischio pensionistico, così come il livello di fiducia che i cittadini di ogni paese hanno nel loro sistema.

Rispetto all'Italia, il report suggerisce di "continuare ad aumentare la copertura del sistema pensionistico privato, sia in termini di partecipazione che di asset investiti a disposizione per pagare le prestazioni nel futuro, per garantire un elevato tasso di sostituzione tra reddito da lavoro e reddito da pensione; continuare a far crescere il tasso di partecipazione al mondo del lavoro della popolazione di tutte le età, ed ampliando la partecipazione in età matura; limitare l'accesso a benefit di natura previdenziale prima del pensionamento; ridurre l'ammontare del debito pubblico, per il suo impatto diretto sul primo pilastro pensionistico" ossia la previdenza pubblica obbligatoria, spiega Marco Valerio Morelli, amministratore delegato Mercer Italia.

Dalla pagella dell'Italia emerge che il valore di Adeguatezza è superiore alla media, con un punteggio di 67.4 (contro 60.6 punti di media) e rende l'Italia assimilabile alla Svezia (67.5 punti) e all'Austria (68.2 punti). Anche il valore dell'Integrità, di 74.5 punti, supera la media di 69.7 punti, ancora una volta rendendolo vicino al valore austriaco di 74.4 punti, e a quello di Germania e Irlanda, rispettivamente con 76.4 e 76.3 punti. Diverso invece il risultato ottenuto nell'area delle Sostenibilità, dove l'Italia raggiunge 19.0 punti a confronto con una media di 50.4 punti, ottenendo così l'ultimo posto in classifica in questa area. Quest'area misura la capacità del sistema pensionistico di continuare a garantire gli attuali livelli di erogazione nel futuro, ed in tal senso mette in evidenza la debolezza di numerosi sistemi pensionistici. Assimilabili alla situazione italiana in questa area ci sono Austria con 22.9 punti, Spagna (26.9 punti), Turchia (27.1 punti) e Brasile (27.7 punti).

"Sebbene l'adeguatezza delle pensioni erogate oggi in Italia sia più che soddisfacente, il valore della macro area sostenibilità ci dice che questo in futuro potrebbe non essere più vero. Le ragioni sono da ricercarsi nella minima adesione a piani pensionistici privati e nel conseguente livello di attività delle pensioni private, rispetto ad altre economie di Paesi sviluppati - nonostante la crescita del dato rispetto alla prima partecipazione dell'Italia alla ricerca è pari quest'anno al 9,5% del PIL (fonte COVIP) e nel contesto demografico, dove tuttavia il tasso di partecipazione alla forza lavoro dei lavoratori più anziani (età 55-64) continua ad essere uno dei più bassi dei 37 paesi", spiega Morelli.